Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

“Il ritmo in te”. Progetto innovativo nelle scuole materne

Ritmo - locandina
Il ritmo entra nelle scuole materne

Il ritmo in te

Ritmo è già un sostantivo di per sé “musicale”. Il progetto lo conferma. È in qualche modo rivoluzionario, così come insegnarlo nella scuola materna. Insegnare ai piccoli, anzi far scoprire loro quello che già è innato nell’uomo da subito, il suono. Il “payoff” di questo progetto potrebbe benissimo essere questo: “l’uomo, il ritmo, il suono e l’anima”.

L’idea e la creazione del progetto

Fin dai primi segni di presenza sulla Terra e probabilmente ancora prima di venire alla luce, l’uomo e il suono si rapportano e si relazionano in modo profondo. Il primo rapporto che abbiamo con l’esperienza vitale e il circostante è proprio il ritmo, attraverso il battito del cuore della madre che ci ospita. Il bisogno primario che abbiamo a livello comunicativo, è prima di tutto con noi stessi e poi con gli altri e avviene attraverso l’uso della voce. Le tribù più antiche e ancora oggi le ultime presenze sciamaniche rimaste, utilizzano la voce per curare, per pregare, per meditare. Tutto insomma, in questo universo è suono.

E ‘con questa fondamentale premessa, che ha preso vita la costruzione del progetto dedicato ai bambini delle scuole materne, dal nome “Il ritmo in te”. 

Gli artefici e i promotori de “il ritmo in te”

A dare vita a questa iniziativa, siamo stati: Laura Nicotra Fondatrice dell’Accademia di danza “Events”. È stata ballerina del Teatro della Scala di Milano. La sua carriera è costellata di eventi e collaborazioni prestigiose. Marco Galli, in firma, di me potete leggere e riascoltare il video della cover di Edoardo Bennato “Un giorno credi”, già pubblicato su Globe. Coadiuvati da Anthea Baù, assistente e educatrice scuola di asilo nido. Insegnante e responsabile dei corsi di acquaticità neonatale. Suoi i progetti: “il nuoto nello zaino”; “atelier dell’acqua” e “Il teatro nello zaino”.

Il programma

Si tratta di un percorso teso a fornire i primi rudimenti ritmico musicali, all’ascolto di sé stessi e degli altri, il tutto sotto forma di gioco. Suddiviso in diversi incontri, si portano i bambini a rappresentare, a conclusione di tutto, un simpatico mini saggio dove la componente ritmica è al centro della rappresentazione. Beh, non ci si aspetti certo numeri acrobatici da “Tu sì che vales” o cose mirabolanti, ma un primissimo semplice approccio coreografico dove i protagonisti sono loro, i bambini e la loro simpatia e unicità.

Il tutto si svolge in alcune scuole materne della Brianza. Nel pieno rispetto delle precauzioni anti covid, i piccoli giocano con semplici strumenti a percussione e guidati ai primi approcci volti a coordinare l’utilizzo delle braccia e delle gambe, seguendo il ritmo. Il mondo dei suoni sarà un altro breve percorso. Provvederà a integrare quanto servirà per poter giocare e iniziare a prendere confidenza con alcune sonorità.

L’utilità sociale della musica

In un momento come quello che stiamo vivendo e attraversando, avere un contatto con il mondo dei suoni può sempre rappresentare una valvola di sfogo. Una guida all’introspezione e un sentiero sempre valido per evadere in altri mondi quando questo si fa pesante. La musica è da sempre un’amica fedele capace di alleggerire o di trasformare le nostre emozioni.