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Il punto d’incontro tra cielo e terra: l’albero di noce

Il punto d’incontro tra cielo e terra: l’albero di noce – foto di Couleur

Il punto d’incontro tra cielo e terra? È l’albero di noce, almeno secondo gli antichi popoli. Come sempre la nostra Betty, con molta semplicità e molta competenza ci spiega perché.

Il punto d’incontro tra cielo e terra

Ciao amiche oggi parliamo dell’albero di noce. Sicuramente vi chiederete perché ho scritto nel titolo “Tra cielo e terra”. Vi sento mentre state chiedendovi – “Ma cosa c’entra? “ -. Bene, gli antichi popoli, quali, genti nordiche, del Peloponneso e gli stessi romani, avevano un grande rispetto e quasi un timore riverenziale per le piante di alto fusto. Le consideravano un punto d’incontro tra ciò che è materiale (terra) e ciò che è spirituale(cielo). In effetti, il rispetto con cui gli antichi guardavano l’albero di noce era giustificato, date l’imponenza e la maestosità di questa pianta originaria dell’Asia minore.

L’albero di noce

Fu introdotta in Europa dai Persiani iniziando anche nel nostro continente a fornire legno resistente e pregiato: chi non apprezza, infatti, i mobili costruiti con legno di noce massiccio.

Dalla corteccia si ottiene il tannino, composto utilizzato nelle concerie e nella produzione di inchiostri.

Le signore ben conoscono l’hennè, dal mallo di noce si estrae la tinta per i capelli.

 Infine, come non ricordare il saporito gheriglio dei frutti, componenti per innumerevoli ricette della nostra cucina.

Il punto d’incontro tra leggenda e mito

La mitologia greca vede l’albero di noce legato al mito di Dioniso.

Il Dio, ospitato dal re della Laconia Dione, si innamorò di una delle sue tre figlie: Caria. Tuttavia, le sue gelose sorelle, cominciarono con pettegolezzi pungenti sul divino amante. Dioniso, decisamente arrabbiato per questo, le fece impazzire e poi le uccise.  Tuttavia, a seguito di ciò, Caria morì di dispiacere e il dio la trasformò in un albero di noce, imponente e fecondo, capace di dare frutti squisiti. I Laconi, devoti a Dioniso, fecero costruire un tempio adornandone l’ingresso con le statue delle tre sorelle scolpite nel legno di noce che chiamarono cariatidi.

Nella Bibbia si attribuisce significato negativo al noce: il suo legno era il materiale che costituiva la croce di Cristo.

Il noce di Benevento e credenze “magiche”

Ai tempi dei longobardi vi è la leggenda del noce di Benevento, dove nascono le prime credenze sulle streghe.  Esse avevano stretto un legame malefico con il Demonio e attorno ad un albero di noce grande e possente danzavano durante i “Sabba”.

Anche alcuni antichi erboristi pensavano che il noce avesse proprietà negative: Dioscoride affermava che la pianta di noce causasse male al capo e allo stomaco. Secondo la magia verde bisogna portare con sé dei frutti di noce per avere svariati benefici quali, ad esempio: rafforzare il cuore e alleviare i dolori reumatici, tenere lontano il malocchio, vedere talvolta realizzati i propri desideri o addirittura come contraccettivo.

Dal secolo XV si iniziano ad usare le varie parti della pianta per curare numerosi sintomi: la corteccia per scacciare i vermi, il frutto contro le intossicazioni…

La ricetta: il risotto alle noci

Non può mancare una ricetta a base di noci: il risotto alle noci.

Gli ingredienti

Per questo piatto dovete procurarvi 320 grammi di riso, 10 gherigli di noce, 50 gr di formaggio Grana padano finemente grattugiato, 1 cipolla bionda o bianca, ½ bicchiere di vino bianco secco, 30 gr di burro, 1 mazzetto di erbe aromatiche contenente 1 rametto di rosmarino, 1 rametto di maggiorana, 5 foglie di salvia, 1 litro e mezzo di brodo, sale.

Come eseguire la ricetta

Munitevi di padella capiente dove farete fondere il burro e imbiondirete la cipolla per 5 minuti a fuoco basso, attente a non bruciacchiarla o il vostro piatto potrebbe assumere un sapore amarognolo poco gradevole, unite il riso e fate tostare sgranando i chicchi, basta rimestare con il cucchiaio di legno, alzate la fiamma e spuzzate il tutto con il vino bianco che farete evaporare quasi completamente. Ora bagnate con un mestolo di brodo e lasciate cuocere aggiungendo brodo quando occorre. Assaggiate e aggiunte il sale a vostro piacere. Tritate il mazzolino odoroso e i gherigli di noce, non tutti perché alcuni vi serviranno per guarnire. Qualche secondo prima di servire, unite al il battuto di erbe e noci e il formaggio grattugiato, mantecate con cura. Formate uno zuccotto ed infornatelo a 180°C per una decina di minuti, guarnite con i gherigli rimasti e … Buon appetito, spero abbiate trovato il punto d’incontro giusto tra palato e gusto!