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Il Premio LericiPea dà importanza e visibilità alla danza

Premio LericiPea

Premio LericiPea: i protagonisti
Premio LericiPea: Rachele al teatro della gioventù con Lucilla del Santo, Ermanno Sbezzo e Ivan Cavallari

Il teatro della Gioventù a Genova ha appena riaperto le porte dopo un lungo periodo di chiusura. Attualmente sotto la gestione di Carlo Felice Opera dopo un primo concerto di musica elettronica, martedì 21 novembre ha ospitato la cerimonia di premiazione di uno dei premi più rappresentativi nel panorama letterario italiano e internazionale, il Premio LericiPea Golfo dei Poeti.

Il Premio che premia la danza

Strutturato in varie sezioni, il Premio LericiPea obbedisce allo scopo di promuovere, diffondere e valorizzare, l’eccellenza poetica in Italia e nel mondo, ma non si ferma qui. Martedì scorso infatti per la sezione “Liguri nel mondo” ha voluto premiare una danzatrice, Rachele Buriassi, attualmente Prima Ballerina a Les Grands Ballets Canadiens in Montreal, Canada. Il premio non è stato dato a caso, la Buriassi infatti è nativa di Sarzana, in Provincia della Spezia, ed è uno di quei talenti che ha trovato la sua realizzazione all’estero.

Il suo è un iter come quello di tanti ballerini che giovanissimi si sono dovuti staccare dal calore della famiglia per andare a frequentare accademie lontane da casa. Nel caso di Rachele ciò è avvenuto all’età di 11 anni quando ricevette una borsa di studio per l’Ecole de Danse Supérieur di Rosella Hightower a Cannes. In Francia rimase 3 anni, poi entrò a 14 anni alla rinomata John Cranko Schule di Stoccarda e a 18, nel corpo di ballo dello Stuttgart Ballet, dove velocemente è promossa Prima Solista.

Ma evidentemente la sua voglia di scoprire il mondo non si fermava all’Europa e nel 2015 la giovane ballerina decide di intraprendere una nuova realtà spostandosi al Boston Ballet dove ballerà per 4 anni come Prima Solista per poi proseguire la carriera di Prima Ballerina a Montreal. Se consideriamo che adesso ha solo 35 anni diciamo che ne ha già fatte di importanti esperienze! Indubbiamente la sua è già una carriera strepitosa, appunto degna di meritare un premio da parte dei suoi concittadini che la ricordano sempre con grande affetto.

Lucilla Del Santo apre a tanti ospiti importanti

La cerimonia, condotta da Lucilla Del Santo, project manager del Premio e responsabile della sezione Liguri nel Mondo, si è aperta con i saluti istituzionali di Claudio Orazi, sovrintendente della Fondazione Teatro Carlo Felice, seguiti da quelli di Mario Menini, presidente dell’associazione Liguri nel mondo, Maria Luisa Gallinotti, dirigente di Regione Liguria e i due sindaci Leonardo Paoletti e Cristina Ponzanelli, rispettivamente di Lerici e di Sarzana. Ma non poteva mancare anche la prima maestra di danza della premiata, la Signora Lucia Boschi della Scuola privata Quarto Movimento che ha ricordato come la giovane Rachele dimostrasse sin da bambina il piglio giusto per diventare una prima ballerina.

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Rachele Buriassi si è poi esibita in ‘Habanera’ dalla Carmen di Bizet, cui ha seguito, poco prima della premiazione, ‘Bolero’, una coreografia creata appositamente per lei da Ermanno Sbezzo, ex ballerino de Les Grands Ballets Canadiens anche lui formatosi all’ école supérieure de danse de Cannes di Rosella Hightower.

Rachele Buriassi si confida con la nostra redattrice Francesca Camponero

Tra le due esibizioni la Buriassi è stata intervistata dalla nostra redattrice, nonchè storica della danza Francesca Camponero. La giornalista ha ricordato la presenza della Buriassi alla serata inaugurale della scorsa edizione del Festival Internazionale del Balletto di Nervi in cui la danzatrice di Sarzana ha danzato sulle note di Rachmaninoff due brani del coreografo tedesco Uwe Scholz. La chiaccherata si è poi concentrata su un’esperienza recente che ha molto influenzato la crescita artisica e spirituale di Rachele, la lavorazione del film ECHO del coreografo e regista Edouard Lock.

Il film ha debuttato il 14 ottobre 2021, a Place des Arts di Montreal e costruito durante la pandemia. La ballerina ha fatto presente come sia stato coinvolgente fare quel film in cui lei è l’unica protagonista faccia a faccia con sè stessa. “Il film si è sviluppato secondo le nostre professionalità che uscivano fuori a seconda dei momenti. Il regista metteva del suo e io del mio in un intreccio di sensazioni forti in un momento particolarmente difficile, appunto quello della pandemia che teneva tutti lontani dai luoghi aperti, dai teatri, dal pubblico, dal mondo esterno in generale. Le lacrime che si vedono alla fine sono vere” – ha confessato la ballerina.

Lacrime che andrebbero versate anche per la triste situazione in cui verte la danza nel nostro Paese. Come ha sottolineato Buriassi, certamente questa forma d’arte in Italia non ha i giusti riconoscimenti: chiudono i corpi di ballo delle Fondazioni lirico sinfoniche, i danzatori sono costretti ad espatriare per cercare lavoro…un vero peccato.  Ma l’etoile di Montreal si dà molto daffare in questo senso con il suo “Rachele and friends”, manifestazione simile a quella di Roberto Bolle, con la differenza che non porta in scena ballerini già noti, ma talenti tutti da scoprire.

La danza ha bisogno di appassionati

Un’ottima iniziativa che ad oggi si è svolta solo alla Fortezza Firmafede di Sarzana, ma che ci auguriamo si espanda nelle piazze di tutt’Italia e anche oltre. Perchè la danza ha bisogno di persone come Rachele Buriassi, appassionate e appassionanti.

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