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Il ponte San Giorgio sotto i colori dell’arcobaleno

3 agosto 2020 – L’inaugurazione del ponte San Giorgio a Genova

Il ponte di Genova, finalmente è tornato a collegare la città della Lanterna. Non è una festa. È una cerimonia importante, dovuta, commovente e sentita. Noi abbiamo dedicato due articoli in precedenza: uno sullo stato di fatto della costruzione, l’altro sul termine dei lavori. Oggi, il giorno più importante. C’erano tutti. Anche l’arcobaleno a benedire “il ponte San Giorgio”.

Il ponte San Giorgio

Si è svolta nel pomeriggio di ieri l’inaugurazione del nuovo ponte, infine nominato “Genova San Giorgio”. Con il contorno di un pomeriggio in parte soleggiato e piovoso, l’atmosfera era sentita e di profonda commozione, stato d’animo ben visibile anche sulle massime cariche dello stato intervenute. Oltre al sindaco di Genova Marco Bucci, ed il governatore della Regione Giovanni Toti, spiccava la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella e del Premier Conte. Insieme alle istituzioni: la presenza della società civile, le forze dell’ordine, i volontari del soccorso, i vigili del fuoco ed i lavoratori del cantiere che in 720 giorni ha restituito il viadotto alla città e alla Liguria. Chi non ha trovato posto sul Ponte Genova San Giorgio, ha potuto invece seguire l’inaugurazione da due postazioni in remoto. La Protezione Civile ha infatti preparato due maxi schermi, di cui uno al Porto Antico, e l’altro a Villa Bombrini di Cornigliano.

L’inaugurazione

Inaugurazione Ponte San Giorgio: i colori dell’arcobaleno e del tricolore delle Frecce

Dopo l’inno d’Italia, il momento di massima commozione e raccoglimento ha visto la lettura dei nomi delle 43 vittime. Nonostante le polemiche ed i dissensi politici e di opinione dei giorni precedenti, durante il momento del ricordo, tutti i presenti erano uniti in un forte sentimento di commozione. Momento importante, che ha saputo ricordare come la tragedia abbia colpito tutti i genovesi, indistintamente. Hanno poi risuonato le note del “Silenzio”. Un momento di ulteriore riflessione per i presenti e di commozione. Su questo, ha giocato molto l’impatto emotivo di ritrovarsi sul nuovo ponte, ricordando le scene di distruzione di quel 14 Agosto di due anni fa. È seguito poi il taglio del nastro, ed il passaggio delle Frecce Tricolore che già nel pomeriggio avevano fatto alzare il naso a molti genovesi. Proprio la loro presenza è stato forse il momento più emozionante, in termini più leggeri e forse, affascinante. Diversi i commenti di apprezzamento e di orgoglio, per questo corpo dell’Aereonautica Militare.

Le dichiarazioni del Presidente e del Premier

Entrambe le massime cariche dello Stato hanno elogiato il genio e la creatività, assieme all’esecuzione senz’altro celere, che hanno permesso l’edificazione del ponte nuovo. È stato reso merito, anche se forse più tra le righe, alla tempra dei genovesi. I disagi infatti sono stati molti e di varia natura in questi due anni. Da quelli più superficiali come il traffico, a quelli più sociali e complessi, come il panico dei residenti delle (oramai ex) zone rosse ed arancioni, oltre agli sfollati e a chi ha dovuto cambiare casa forzatamente. Sia Mattarella che Conte hanno accennato ad una ferita ancora aperta, ed alla necessità che giustizia sia fatta

Una riflessione sulla ripartenza di Genova

Come scritto sopra, è stata messa molta enfasi dalle massime autorità sul tema della ripartenza, con una rilettura adattata anche alla situazione post Covid del nostro paese. È importante però ricordare che la ripartenza della città di Genova, è avvenuta immediatamente dopo il crollo. Nel momento della tragedia e del caos, la cittadinanza si è unita in modo compatto e straordinario.  Sono state molte le iniziative di solidarietà, gli aiuti materiali e di sostegno psicologico, da parte delle associazioni di volontariato e di privati che si sono prestati, talvolta anche nel totale anonimato. L”Italia può senz’altro guardare al nuovo ponte San Giorgio, come segno di ripartenza del post Covid. Genova invece, come un momento di riflessione intima, ma anche di orgoglio. È anche per questo che è conosciuta come “La Superba”.