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Il patrimonio dell’umanità Stonehenge. Tra scienza e magia

Stonehenge

Stonehenge è nell’elenco dei siti “ patrimonio dell’umanità” dell’UNESCO. L’atmosfera che si respira in quel posto, si fonde e confonde tra scienza e magia. Qui al nord è tutto possibile, anche “inventare mostri immaginari” e farli diventare leggenda …

Stonehenge

Tra le 3 e le 4 di mattina, ora antelucana, resa ancora più fosca da un furioso temporale.

 Pian piano, con lo scorrere del tempo, avanzano le luci dell’alba e si profila all’orizzonte un grigiore piuttosto piatto mentre il tempo si accheta e la coltre di nuvole comincia a strapparsi.

Ma ecco che si profila un cerchio di pietre, Megaliti eretti a seguire una linea circolare sovrastati da altre pietre che risalgono al 2500 a. C. Le pietre più grandi sono chiamate Sarsen e arrivano a pesare più di 35 tonnellate.

Furono portate qui dalla cava di Marlborough Downs che si trova nel nord Wiltshire, a 29 Km da questo sito neolitico, mentre le più piccole, dette anche pietre azzurre, provengono da 240 Km a ovest di Stonehenge.

Mentre si dibatte su come siano state portate qui queste colossali rocce, ancor più accesi sono i confronti sul perché gli antichi avessero compiuto quella fatica sovraumana.

Tra scienza e magia

Goffredo di Monmouth, canonico del dodicesimo secolo, sosteneva che le pietre azzurre del Galles, una volta bagnate, potessero generare un potere curativo.

Gli archeologi Timothy Darvill e Geoffrey Wainwright hanno rinvenuto, in Galles, vicino a fonti sorgive, delle pietre con incisioni rupestri che richiamano quest’ipotesi.

 Le sorgenti di cui parliamo si trovano nei pressi delle cave da cui furono ottenute le pietre azzurre, pertanto i due archeologi suppongono che i cerchi di pietre azzurre fossero impiegati per rituali curativi.

Gerald Hawkins, astronomo, ha ipotizzato che il sito di Stonehenge sia un enorme calendario astronomico utilizzato per la previsione delle eclissi lunari; mentre, Mike Parker Pearson, archeologo, sostiene che i cerchi di pietra rappresentino i morti mentre i circoli di legno andati perduti rappresentassero i vivi.

Paul Devereux, esperto di acustica e archeologo, analizzando le pietre azzurre, ha scoperto che quaranta di queste emettono suoni simili a quelli emessi da grosse campane, per cui ha ipotizzato che il sito fu un grande luogo d’intrattenimento.

Al centro del sito archeologico

Coloro che hanno la fortuna di sostare al centro del sito archeologico, generalmente riferiscono come siano pervasi da un senso d’impotenza, quasi di oppressione, ma quando sorge il sole, che con i suoi raggi infuocati incendia le pietre megalitiche, un senso di magia pervade l’animo umano.

Sole e Luna sono sempre presenti nella mitologia: i vichinghi credevano che Sol, la dea del sole, percorresse il cielo inseguita dal malvagio lupo Sköll, mentre di notte il dio della luna fuggisse inseguito anche lui dal lupo Hati, fratello di Sköll.

 In certi giorni Sköll arriva così vicino a Sol che sembra morderla, un giorno Sol cadrà prigioniera e si scatenerà il Ragnaröck, una terribile battaglia che porterà a morte gli dei.

Questo mito ci riporta alle teorie della scienza sulla fine del Sole.  Tra moltissimo tempo diventerà, infatti, dapprima gigante rossa e quindi pian piano si spegnerà.

Anche gli egizi avevano un mito simile: di giorno il dio del sole Ra viaggiava nel cielo, da Oriente a Occidente, su un carro che trasportava gli altri dei di notte tornava ad Oriente attraversando gli inferi dove era pericolosamente insidiato dal malvagio dio serpente Apep.

Gli agguati di Sköll e Apep possono forse essere ascritti a fenomeni di eclissi solari che per i nostri antenati dovevano essere eventi straordinari e terribili.

Da qui i miti per cercare di dare una spiegazione plausibile a quegli antichi abitanti della Terra i quali credevano che i corpi celesti governassero il destino degli uomini.