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Il mio 15 (femminile): #5 Abbie Ward

Gianluca Veneziano, ex mediano di apertura e telecronista per Eurosport e Sportitalia, ci racconta l’ovale femminile

Abbie Ward: numero 5

Quanti bei nomi in queste dieci schede di campionesse del Rugby o della palla ovale al femminile, se vi piace di più. Chi ne capisce è sicuramente d’accordo. Poi qualcuno, può preferire qualche altra player, ma non può fare a meno di rispettare queste scelte. Sono tutte Top di questo mondo. Oggi ecco la numero 5 Abbie Ward, il cui corrispondente maschile è Abdelatif Benazzi.

Per chi invece fosse poco a conoscenza di questo affascinante sport, consigliamo di cliccare sulle precedenti 10 atlete e anche sui video suggeriti in fondo all’articolo. Può essere che in questi mesi abbiamo fatto proseliti e raccolto qualche centinaio di nuovi tifosi di Rugby. La  15 Renee Holmes, la 14 Ruby Tui. La 13 Emily Scarratt , la 12 di maglia Stacey Fluhler , la 11 Joanna Grisez , la 10 Caroline Drouin,  la 9 Sara Barattin,  la 8 Elisa Giordano, la 7 Sarah Hirini e la 6 Maggie Alphonsi.

La scheda di Abbie Ward

Numero: 5

Ruolo: Seconda Linea/ Second Rower

Giocatrice: Abbie Ward (Inghilterra)

Aggettivo: Bella

Abbie Ward: Abbie
Che bello il Rugby di Abbie!

Forse Claire Forlani della Francia è più efficace, gioca in maniera simile e aggiunge alla causa qualche chilo e un bel po’ di forza fisica.

Ma ho optato per Abbie Ward per due motivi.

Il primo: il/la seconda linea è in genere il ruolo che insieme ai piloni rischia di offrire fisici meno coordinati ed eleganti secondo i canoni della bellezza “da giornale”.

Il/la seconda linea spinge pesantemente e tecnicamente sui piloni in fase di mischia, e cattura i palloni alti in rimessa laterale. Roba da alti/e, grossi/e e infaticabili, perché questi sono i ruoli primari, poi in giro per il campo il 4 e il 5 fanno di tutto e ormai devono farlo bene.

Leggi anche:  Il mio 15 (femminile): #6 Maggie Alphonsi

Qui invece siamo di fronte a una interpretazione del ruolo che porta bellezza perfino nella sala macchine, dove essere alti o alte, e pesanti è obbligatorio. Questo, secondo me, rende grande onore al rugby femminile e alla sua particolarità.

I “second rower” aggraziati nel rugby professionistico maschile sono pochi, sempre di più grazie alle tecniche di allenamento e alle mescole di discendenza etnica, ma ancora (e speriamo sempre) siamo pieni di numeri 4 e 5 efficaci ma non “belli” da veder giocare.

Abbie Ward, che i dati ci danno per ottanta chilogrammi circa su un metro e ottanta di altezza, viene selezionata davanti ad atlete che possono tranquillamente avere dieci centimetri e chili in più. Perché ha mani buone, un passaggio e un sostegno raffinato e costante, a Luca Tramontin è perfino scivolato un “che bella” in italiano. Già questo basterebbe per dare la mia preferenza a questa sua omologa di ruolo.

Luca Tramontin preferisce: concorda.

YouTube consigliato: il bellissimo profilo video guidato da Topsy Ojo che ci porta anche sul versante della maternità

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