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Il Diritto è un principio valido oltre lo spazio terrestre

Diritto - impronta
L’impronta del primo passo sulla luna

Il Diritto

Premesso che il Diritto in generale è: “la regola o l’insieme delle regole che disciplina il comportamento umano” (Treccani). Che sempre secondo la stessa autorevole fonte, esistono diverse tipologie di “diritto”, analizzeremo qui, una forma nuova di questa materia: il diritto spaziale.

Diritto spaziale

Il “Diritto spaziale” è sempre più vincolante nelle questioni giuridiche internazionali di settore. Turismo e sfruttamento di ciò che sta oltre l’atmosfera terrestre si propongono come materie per le professioni del futuro ed ora nasce quella che sembra essere una sensibilità archeologico-conservativa verso i siti che hanno consentito l’inizio di questa nuova era.

Infatti nel 2019, gli Stati Uniti hanno approvato una legge per la salvaguardia del sito di atterraggio dell’Apollo 11 ma, l’ultimo giorno dello scorso anno, tale provvedimento ha esteso la “protezione” a tutti i luoghi di allunaggio delle missioni Apollo.

Esso è vincolante non solo per gli USA ma per tutte le realtà che con loro hanno a che fare.

Vincolante, ma non per tutti

Questo significa che praticamente l’intero Occidente è tenuto a seguirne direttive, inclusa la missione Artemis che prossimamente riporterà l’uomo sulla Luna.

Chiaramente questa legge non vale per la “fetta di mondo” appartenente a Cina, Russia ed alleati. Comunque è un buon inizio, anche se gli “scettici” vedono questa mossa più come un tentativo di imporre la visione a “stelle e strisce” sul nostro satellite naturale che la volontà di preservare la memoria a beneficio delle generazioni future.

Sicuramente il “cimelio” che potrebbe non solo candidarsi ad una conservazione nei secoli ma essere inoltre “percepito” come patrimonio realmente comune, è la Stazione Spaziale Internazionale.

La stazione spaziale internazionale

All’epoca della sua costruzione, nonostante l’inasprimento dei rapporti internazionali, contribuì a mantenere vivo lo spirito di collaborazione tra gli Stati impegnati nel progetto.

Speriamo che nel momento in cui sarà pensionata il suo ricordo, oltre al fatto di poterla osservare regolarmente, costituisca elemento aggregatore così come lo fu all’inizio dell’avventura.

Una piccola curiosità. Gli Stati Uniti sono la prima nazione a varare leggi conservative sulle tappe fondamentali dell’uomo nello spazio. Proprio due statunitensi hanno evitato l’accusa di “vandalismo spaziale” se non fosse che hanno agito, avendo tutte le autorizzazioni del caso, oltre cinquant’ anni fa.

Alan Bean e Charles Conrad

Si tratta degli astronauti Alan Bean e Charles Conrad di Apollo 12. Nel novembre 1969, allunarono nelle vicinanze del sito dove era a sua volta atterrata, nel 1967, la sonda Surveyor III. Uno dei loro compiti, consisteva nel recupero di una particolare telecamera della sonda.

Il fine era quello di verificarne lo stato di conservazione dopo il lungo periodo di esposizione nel vuoto. Così  i due tagliarono, utilizzando una grande tenaglia, il supporto che fissava la telecamera alla struttura della sonda. Il fatto che la legge di tutela dei siti fu promulgata molto tempo dopo li ha salvati, come detto, dall’entrare nel Guinness dei Primati con il poco ambito titolo di “Primi vandali spaziali”.

Diritto, curiosità e anche guinness

Sempre per curiosità, uno di loro poté comunque accedere al prestigioso guinness: Conrad. L’uomo infatti, durante la discesa all’interno del cratere dov’era atterrata Surveyor III, inciampò lungo il pendio la cui inclinazione è del 10%, ruzzolando malamente sino in fondo e diventando così il primo umano a capitombolare sul suolo selenita.

Ad ogni modo la sua tuta non subì alcun danno e tutti tirarono un sospiro di sollievo. Com’è noto, la missione si concluse positivamente e la telecamera è oggi esposta al Smithsonian Museum di Washington.