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Il “controllo” in una relazione. Quali sono i segnali

Continua la rubrica della nostra psicologa Jennifer, che ci offre sempre argomenti di assoluta attualità. Il “controllo” è uno di questi. L’obiettivo è quello di non trascurare eventuali segnali di difficoltà nella vita di coppia.

Controllo: vignetta
Il peso del “controllo”

 Il “controllo” in una relazione

Il controllo in una relazione potrebbe rivelarsi uno dei campanelli d’allarme da non sottovalutare per riconoscere una relazione disfunzionale. Le persone che soffrono di mania del controllo vivono in uno stato psicologico caratterizzato da ansia costante e dal bisogno di tenere tutto ben organizzato e definito e che inevitabilmente proiettano sugli altri. Lo stato di allerta diventa fonte di sofferenza quando investe la totalità delle attività quotidiane, impedendo al soggetto di svolgere serenamente una routine senza il bisogno di rassicurazione continua.

Ma come si manifesta in una relazione?

Inizialmente con semplici richieste del tipo: ” dove sei? Con chi sei? Perché non mi hai risposto al cellulare? Va tutto bene? Sei sola? …etc….” che possono essere scambiate per premure e attenzioni fino a diventare vere e proprie ossessioni. Il confine tra il ” prendersi cura” e il “controllare” per un fine puramente egoistico e allo scopo di alimentare i propri bisogni è molto sottile, ergo rischia di essere sottovalutato.

All’interno di una relazione di coppia il controllo può tramutarsi in ossessione, in scenate di gelosia ingiustificate ed eccessivamente teatrali, manipolando la percezione della vittima, ponendola in una condizione di confusione totale. Il controllo eccessivo avviene con limitazioni dell’autonomia personale, in modo infimo e subdolo con richieste velate ma in modo imperativo, cercando di imporre la propria volontà con il solo scopo di averti “tutta per sé”! Il maltrattante cerca di isolare la vittima dai suoi affetti cercando di influenzare i suoi pensieri e di manipolarli. Questo avviene gradualmente, il partner cerca di minare la fiducia della vittima insidiando dubbi continui sulle sue relazioni amicali e sulla sua famiglia al fine di porsi come unico e solo punto di riferimento della donna.

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Un altro segnale da non sottovalutare è il monitoraggio costante. Questo atteggiamento include il controllo del cellulare, dei messaggi, delle chiamate, delle mail, le applicazioni tra cui quelle del ciclo mestruale, quelle del Gps fino ad arrivare a contare i chilometri dell’auto, ponendo la vittima completamente alla mercè del suo maltrattante. Questo controllo continuo e ossessivo pone la vittima in una condizione di sudditanza psicologica che comporta gravi disagi psichici, tra cui: ansia, depressione, evitamento sociale, disturbi del sonno e dell’autostima.

Nessuno può decidere per noi

Utilizza la gelosia eccessiva (di cui vi ho parlato nell’articolo precedente). Dunque, un partner iper-controllante, potrebbe imporsi rigidamente sulla vita della propria partner, ponendo obblighi e divieti in maniera subdola e manipolando la realtà percettiva della vittima ormai inerme e completamente asservita al suo carnefice. Non lasciare che nessuno decida per te, per la tua vita e il tuo benessere. Se ti riconosci in queste dinamiche, se senti disagio e malessere nella tua relazione, chiedi aiuto.

Se sei vittima di violenza fisica, psicologica, economica o sessuale, rivolgiti ad un centro antiviolenza e/o chiama il 15 22 numero antiviolenza gratuito attivo 24 h su 24.

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