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Il Cinema in piazza. Nonostante le difficoltà tanta qualità

Operatore camera – Foto J.R.Nino

Il cinema non si ferma. Mai. Ne abbiamo parlato in un’altra occasione. Il cinema dimostra ancora una volta di essere vivo e risponde alle difficoltà oggettive del momento (leggasi Covid), con la qualità dei suoi film e di chi li scrive, li recita, li realizza. Eccoci allora a parlare de “Il Cinema in Piazza” – Roma 3 luglio, 30 agosto 2020.

Il Cinema in piazza nonostante il periodo

Non sono bastate (fortunatamente), la pandemia e le dispute legali a fermare l’iniziativa “Il Cinema in Piazza”, a Roma. Anche quest’anno, i ragazzi del Cinema America porteranno alla gente la loro rassegna di film nel corso dell’estate. Inizialmente, con le regole ancora in vigore sul distanziamento sociale e gli assembramenti, la rassegna sembrava fortemente compromessa.

Regole e organizzazione anti Covid

Grazie alle successive aperture da parte del governo la situazione si è poi riuscita a sbloccare. Le piazze che ospiteranno la rassegna, saranno divise in piazzole da 4 posti. In ogni piazzola, potranno accedervi persone che si dichiarano congiunte. Nel caso di due gruppi di persone sconosciute tra loro, esse siederanno ai due estremi dello spazio, mantenendo così il distanziamento necessario. Questo permetterà la visione del film in totale sicurezza. Ma le peripezie di quest’anno, per il Cinema America e la sua iniziativa non hanno solo riguardato la pandemia.

Programma e problematiche quasi risolte

Negli ultimi due anni si era infatti creata una situazione difficile con ANICA e ANEC e ANEC Lazio, operanti nel settore dello spettacolo. Situazione che aveva gravato sulle iniziative dei “ragazzi dell’America”, creando non poche difficoltà. Ma anche in questo frangente, tramite l’intervento dell’Autorità Antitrust, la vicenda pare si stia ponendo nel verso migliore. Grazie a tutto questo insieme di dinamiche, un altro passo in avanti verso “la vita normale” pare possa compiersi. A causa di quanto in sospeso con ANICA e ANEC, gli organizzatori non possono ancora rendere pubblico il programma per intero. Ad ogni modo, la lista degli invitati è numerosa e di alta qualità.

Film e ospiti VIP

Apre le danze “La bella vita”, presentato da Sabrina Ferilli e Paolo Virzì. A seguire Carlo Verdone a omaggiare Alberto Sordi a Trastevere. Alla Cervelletta, invece Valerio Mastrandrea e Chiara Martegiani ad accendere il proiettore. Paola Cortellesi e Riccardo Milani presenti a San Cosimato. “Mery per sempre” e “Ragazzi fuori”, presentati da Marco Risi al Porto Turistico. Grande omaggio di Lello Arena all’amico Massimo Troisi. Molti altri ospiti presenti, del calibro di Michele Riondino, Roy Paci e Diodato. La grande conclusione sarà offerta dal regista Paolo Virzì, grazie alla digitalizzazione dei suoi film da parte della Cineteca Nazionale. Quelli elencati sono solo parte degli eventi e degli ospiti in programma. Maggiori informazioni si possono trovare presso il sito ufficiale del Cinema America.

Qualità degli invitati e cultura

L’elemento che senz’altro colpisce dall’elenco sopramenzionato, è la grande qualità degli invitati. Inoltre, questo dice molto dello spirito dell’iniziativa stessa. Sarebbe stato facile presentare proposte meno impegnative, per attirare un maggior numero persone. Invece il desiderio di offrire cultura, con il contorno dell’arte e della bellezza delle piazze romane ha prevalso. In modo particolare, ho trovato interessante la scelta di riproporre un film come “Mery per sempre”. Film del 1989, che parla di tematiche mai sopite, come il rapporto tra Nord e Sud Italia, emarginazione, criminalità giovanile.

Cinema come strumento di riflessione

Negli ultimi anni abbiamo visto un incremento di serie tv e film tendenti a romanzare (fino quasi all’esaltare) “i cattivi”, anche realmente esistite. Il film di Marco Risi invece parla di quello che negli anni 80 avremmo definito un “cattivo maestro”. Un anticonformista, un maestro per vocazione. Oggi forse bolleremmo un film come questo dandogli del retorico. Lo sarebbe davvero? E se sì, perché? Ecco che allora il cinema smette di essere solo intrattenimento di consumo, ma anche strumento di riflessione.