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Il 7 dicembre, tra tradizione e glamour, la “prima” alla Scala

La “Prima” della Scala: Lady Macbeth del distretto di Mcensk tra tradizione, glamour e polemiche

Lady Macbeth del distretto di Mcensk Scala - Lady Macbeth del distretto di Mcensk Scala
Originale Macbeth:Lady Macbeth del distretto di Mcensk Scala

Oggi 7 dicembre, Sant’Ambroeus (Patrono di Milano), si terrà l’evento più glamour e mondano di Milano, atteso da tutto il mondo e dalla tradizione meneghina: la Prima della Scala.

Ieri sera in Piazza Duomo, con un pubblico formato da migliaia di persone, si è acceso il grande albero di Natale, di fronte allo store di Milano Cortina 2026 e alle baite degli artigiani disposte lungo il perimetro del Duomo, e i cittadini milanesi, oltre ad addobbare l’albero nelle proprie case in questa giornata, si preparano alla consegna dei consueti Ambrogini d’Oro ai meritevoli concittadini e all’inaugurazione della stagione 2025/2026 del Teatro alla Scala.

Il Tempio della Musica, ospita un’opera molto particolare (durata 3 ore e 30 circa), sensuale, dirompente e audace, sotto tutti i punti di vista, al suo debutto al Piermarini: “Lady Macbeth del distretto di Mcensk”, di Dmítrij Šostakóvic (o Dmitri Shostakovich), con un incasso record che sfiora i 3 milioni di euro.

Per la prima volta dal 1951, non sarà presente il Presidente della Repubblica ma le autorità saranno comunque molte, accolte dal Sindaco di Milano Giuseppe Sala e dal Sovrintendente Fortunato Ortombina; sono attesi il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, la Senatrice Liliana Segre e il Senatore Mario Monti. In platea, ci saranno vip come Mahmood, gli ambassador BMW Achille Lauro e Pierfrancesco Favino, e figure di spicco del panorama culturale milanese come Stefano Boeri (Triennale) e Maria Porro (Salone del Mobile). Il dress code come richiede l’occasione, richiede la massima formalità: sull’invito ufficiale è scritto di preferire l’abito da sera, lo smoking per gli uomini e gli abiti da cerimonia per le donne.

Il Cast Stellare e la Storia Scandalosa dell’Opera di Šostakovič

L’opera coinvolge sotto tutti i livelli: musicalmente, tematicamente e psicologicamente ed è considerata “difficile”, alternativa e scandalosa, forse per il fatto che Shostakovich, scomparso esattamente 50 anni fa (1906 – 1975), è sempre stato considerato uno dei più grandi autori “all’avanguardia”, non tradizionale, con la sua arte “anti-lirica”.

L’opera è diretta dal Maestro Riccardo Chailly (alla sua ultima inaugurazione stagionale, come Direttore musicale), con la regia del russo Vasily Barkhatov, che ambienta tutto in un ristorante. Le scene sono di Zinovy Margolin, i costumi di Olga Shaishmelashvili e le luci di Alexander Sivaev. Nel ruolo di Katerina Izmajlova, troviamo la soprano polacca-americana Sara Jakubiak, con lei cantano Alexander Roslavets (Boris), Najmidden Mavlyanov (Sergej), Yevgeny Akimov (Zinovij).

L’opera è stata scritta quando il compositore aveva solo 26 anni e la “prima” si tenne a Leningrado nel 1934, molto acclamata e poi censurata sia in URSS che negli Stati Uniti, per motivi etici, perché quasi “pornografica”; è tratta dalla novella di Nikolaj Leskov (Una lady Macbeth del distretto di Mcensk), pubblicata nel 1865 e il musicista rilegge il racconto come gesto di rivolta antiborghese, ambientandolo nel secolo XIX°. La protagonista è Katerina Izmajlova, donna intrappolata in un matrimonio e in un contesto sociale soffocanti.

Spinta da disperazione (depressione, diciamo oggi) e desiderio di libertà, cerca di ribellarsi. In 4 atti e 9 scene. Il regista Vasily Barkhatov ha scelto di ambientarla tutta in un ristorante. Ha spiegato: «È una Katerina diversa da quella del racconto. Attraverso la musica, il compositore riesce a trasformarla in una figura che racchiude sì una componente di tragedia, ma anche di vitalità e di folle allegria».

Dove Seguire l’Evento in Diretta (e le Proiezioni Diffuse)

Gli interessati che non potranno partecipare “fisicamente” e annoverarsi tra i pochi eletti in platea o nei palchi del mitico teatro, potranno seguire l’avvenimento sugli oltre 30 schermi in città, su RaiUno, dalle 17,45 e per gli abitanti della Lombardia, lo speciale di Telelombardia (canale 10 DGT), dalle 17, dove ho il piacere di partecipare al talk speciale, condotto dalla giornalista Livia Ronca.

A Milano, inoltre, molti teatri, istituzioni culturali come il Casva, la Casa delle Donne e gli istituti penitenziari, terranno la proiezione, e, per la prima volta, lo spettacolo si vedrà in una portineria di quartiere e in un centro diurno per persone con disabilità; ci saranno in tutto circa 10mila i posti disponibili. Per comprendere meglio l’opera, per certi versi complicata, in alcuni luoghi l’inizio è previsto alle 16,30, con una guida all’ascolto a cura dell’Accademia Teatro alla Scala, musicologi e narratori specializzati, che aiuteranno il pubblico a conoscere e comprendere l’opera di Šostakovič.

Pubblicato il: 7 Dicembre 2025
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