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I video Fake di Zuckerberg e Nancy Pelosi

Mark Zuckerberg

I fatti

Lo scorso Maggio, è stato pubblicato on line, un video che mostrava l’oratore della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti la Sig.ra Nancy Pelosi che in un suo intervento, appariva decisamente alterata, se non ubriaca. Il tutto si è rivelato un falso. Il clamore suscitato però, ha fatto il giro del mondo e qualcuno è cascato ingenuamente nel tranello. Persino Rudy Giuliani, il sindaco passato di New York.

Ora invece è apparso su Instagram, addirittura il video di Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook. Ancora un altro colpo di scena, anche qui il filmato si è rivelato falso. Il fatto più rilevante è però, il contenuto del discorso detto in prima persona dal numero uno dei social. Imbarazzante e incredibile. Dice “Immaginate questo per un secondo: un uomo che ha il controllo totale di miliardi di dati rubati alla gente, tutti i loro segreti, le loro vite, il loro futuro”, lo dice riferendosi a se stesso e all’impero che ha creato, grazie a Spectre, la fantomatica agenzia spionistica mai esistita, che lo avrebbe agevolato a ottenere questo potere.

Il caso di Zuckerberg è stato più semplice da svelare e identificare come un altro falso. La voce di Mark, non troppo simile a quella vera e il riferimento a Spectre, palesemente un’invenzione riferita ai gialli di James Bond.

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Chi sono stati gli autori del deepfake di Zuckerberg e della Pelosi?

Intanto bisogna subito dire, che tecnicamente il filmato della dirigente del partito democratico, secondo il Washington Post non è stato manipolato all’origine, ma in fase di post produzione. E’stato rallentato a circa il 75 per cento della sua normale velocità effettiva, producendo così un effetto vocale “biascicante”. Sempre lo stesso organo di stampa, scrive però che non è chiaro chi abbia modificato il video.

Nel caso del Ceo di Facebook invece, gli autori sono ben conosciuti e sono due, Bill Posters e Daniel Howe. Al contrario del caso precedente, non hanno agito nel post produzione, ma proprio in fase di creazione e produzione. Pare sia stata una trovata promozionale e pubblicitaria, creata grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale, in modo da rendere ancora più reale il prodotto finale.

Due metodologie completamente diverse, entrambe però  in grado di divulgare e distorcere la verità. Una specie di second life virtuale in fondo,  con l’intento di condizionare il maggior numero di persone e  buona parte di opinione pubblica e non solo.

Le reazioni e le conseguenze

YouTube di proprietà di Google ha rimosso i video, mentre i responsabili dell’informazione di Instagram e Facebook, coerentemente con il trattamento avuto per il video della Nancy Pelosi, hanno deciso di non rimuoverlo. In nome della libertà di espressione online, il tutto sarà trattato con la politica sulla disinformazione di Instagram, che prevede l’esclusione dalle ricerche e dagli hastag di documentazione ritenuta falsa.

Che cosa aggiungere? Il controllo delle persone allo scopo di acquisire sempre maggior potere è una pratica antica. Sembra abbia origine nientemeno che ai tempi dei Sumeri nel 4000 A.C. il loro Re Lugalzagesi si servì diuna speciale polizia segreta, per fare conquista di un territorio che attualmente è quello Irakeno.

Con il trascorrere dei secoli il sistema di controllo delle persone si è affinato ovviamente e le invenzioni costruite con l’avanzare della modernità hanno suggerito nuove tecniche di comunicazione e mezzi ancora più raffinati di vigilanza L’evoluzione militare di questa pratica ha portato alla comunicazione internet. L’arte dello spionaggio, la cultura dello spionaggio ha generato sistemi di informazione , sempre più sofisticati e psicologici.  Basta pensare alla disinformazione o non informazione del KGB, o alla CIA, con la creazione di uffici, atti a creare diversivi e false indicazioni, per non permettere il collegamento tra il sig A e il sig B. Oggi ancora grazie alla rete è iniziata l’era del DeepFake. Ci aveva visto lungo Orwell!