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Gravidanza, la “dolce attesa”e come affrontarla

Mamma e quasi mamma

Gravidanza, la dolce attesa e come affrontarla, è l’argomento di questo mese. Precedentemente, avevamo affrontato il tema sui “benefici del sole“e la volta scorsa, quello del “senza dieta”.

La gravidanza

Lo chiarisco subito, per non indurvi a considerazioni scorrette, anche se teoricamente piacevoli. Non sono in cinta. Non ho in programma di esserlo, ma interagendo con una certa frequenza con donne che invece, sono in dolce attesa o hanno intenzione di divenire mamma, mi sento motivata a parlare di questo.

Meglio, a consigliare il giusto stile di vita, a partire dallo stato di pre gravidanza. Le problematiche che affronteremo noi “quasi genitori”, daranno utili a migliorare la vita dei bambini che verranno

Prevenzione a tutto tondo

Ho concluso da poco il progetto di prevenzione su questa materia, in collaborazione con due stimate colleghe, che ho il piacere di citare. Sono la ginecologa dott.ssa  Lorenzi e la psicologa dott.ssa Airone.

Prevenzione significa innanzi tutto  curare tre aspetti fondamentali, connessi fra di loro e che non vanno sottovalutati. Sono l’aspetto fisico, quello psicologico e quello alimentare.

L’aspetto fisico

La gravidanza non è una malattia, modificazioni fisiologiche quali l’anemia, la tachicardia, un abbassamento della pressione arteriosa, una riduzione della capacità polmonare, aumento di peso e dolori articolari sono assolutamente normali e non devono spaventare, piuttosto essere accettate e trattate con il supporto del ginecologo di fiducia che può dare sicuramente maggiori spiegazioni in merito.

L’aspetto psicologico

In tutta la fase di progettazione e cambiamento, occorre anche considerare l’aspetto psicologico che è’ un argomento delicato e spesso poco considerato.

Le modificazioni fisiche e quelle di ruolo della donna sia individuale (da figlia a madre) sia  all’interno della coppia (da moglie a madre) possono comportare alterazioni degli equilibri e difficoltà nella gestione emotiva, molti infatti risultano essere i casi di depressione post partum. Chiedere un supporto psicologico non è segno di debolezza, ma di coraggio.

L’aspetto alimentare

Dal punto di vista alimentare non occorre mangiare per due, l’apporto maggiore di energia richiesto che va dalle 60 Kcal nel primo trimestre alle 500 nel terzo normalmente viene equilibrato da una riduzione del movimento fisico.

Portare attenzione alla qualità degli alimenti piuttosto che alla quantità e la gestione del peso corporeo, è importante per la salute della mamma e del bambino a lungo termine.

Il mio consiglio è quello di farvi seguire da un buon nutrizionista specializzato in questo argomento e sarà tutto molto più semplice. Tratterò in maniera più approfondita in un prossimo articolo quali alimenti preferire e quali evitare.

E’ stato visto, infatti, che figli di madri obese, sovrappeso o che aumentano troppo di peso in gravidanza sono a rischio maggiore di obesità e diabete in età adulta.

Un eccessivo aumento di peso inoltre aggrava il rischio di diabete gestazionale e di parto pre termine.
Un intervento di gestione del peso corporeo e di miglioramento dello stile di vita PRIMA del concepimento contribuirà ad un miglior andamento sia durante la gravidanza che sulla salute del bambino e della mamma dopo il parto.

Tutti fattori importanti

Non mi riferisco solo al peso in Kg quindi, al cibo, ma anche alla gestione del tempo, al movimento, al corretto riposo, alla gestione dello stress, lo stato emotivo e psicologico.

Sono tutti fattori che inevitabilmente si trasmettono al bambino, in quanto anche se non direttamente nel nostro DNA, possono venire trasferiti. Lo dimostra l’epigenetica, la nuova branca della genetica che ha sfatato il mito “noi siamo i nostri geni”.

Esatto, noi NON siamo i nostri geni, ma siamo l’espressione dei nostri geni. Noi non siamo quello che mangiamo ma quello che hanno mangiato i nostri genitori. Per esempio una mamma che vive in maniera frenetica e lavora fino all’ultimo giorno difficilmente partorirà un bambino tranquillo. Una mamma con mille paure potrebbe trasferirle al figlio, così come una mamma che prende molto peso in gravidanza potrebbe programmare il metabolismo del figlio all’aumento di peso

Le madri fumatrici e l’alcol

Le raccomandazioni della Nutrition Foundation of Italy pongono un’attenzione particolare alle madri fumatrici già dal periodo pre concezionale per l’effetto epigenetico sui gameti, e durante la gestazione anche in funzione all’allattamento.

Questo perché il fumo è associato a una riduzione dei livelli di DHA, un acido grasso polinsaturo contenuto nel cervello umano e nei bastoncelli della retina indispensabile per lo sviluppo cerebrale e retinico durante la gravidanza e psicomotorio e del bambino durante i primi mesi di vita. Particolare attenzione va rivolta anche al consumo di alcol: le ultime linee guida impongono l’astensione completa perché il fegato del feto non è in grado di metabolizzare ed è una delle cause maggiori di ritardo nei bambini.

Il ruolo del papà

Il ruolo del papà – Foto di Tawny van Breda

Importante il ruolo del padre anche nel periodo pre concezionale soprattutto se si hanno difficoltà nel concepimento perché lo stress vissuto dal padre può influenzare
lo sviluppo cerebrale dei figli (anche depressione) perché modifica la funzionalità del serbatoio (epididimo) in cui matura il liquido seminale maschile. Anche una sana alimentazione dei futuri papà può influire positivamente sulla fertilità.

Il mio intento con il cuore con quest’articolo è di portare consapevolezza ad argomenti ancora poco conosciuti e considerati, in modo da poter aiutare quelle coppie che hanno un progetto insieme e che vogliono creare una famiglia felice e in salute.