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Globe flash news del 13 ottobre

Ottobre – Foto Nancy Sticke

Ecco le flash news del 13 ottobre.

Nasce l’università per laurearsi “influencer”

Era solo questione di tempo e alla fine qualcuno ci ha pensato. Tempo fa abbiamo scritto di università per diventare attore porno.

Oggi parliamo di un corso più “leggero”, ma attuale più che mai. Ecco quindi un corso di laurea per diventare influencer.

Si tratta di un’iniziativa dell’università E-Campus nella quale, com’è facile intuire, gli studenti frequenteranno aule virtuali.

E’ utile?

Solo il tempo potrà decretarlo. Di certo chi pensa di avere vita facile resterà deluso.

Infatti, è prevista l’acquisizione, tra i vari elementi, di solide basi marketing.

Ciò significa studiare duramente.

L’influencer non vende un prodotto ma “vende” la sua immagine attraverso il prodotto stesso.

Sembra nulla ma è molto, molto complesso.

Il corso ha la durata di tre anni: nel primo si affrontano temi trasversali, dalla modalità di linguaggio, alla comunicazione e uso dei media. Il secondo anno è di approfondimento su materie di carattere psicosociale. Il terzo anno sostanzialmente diviene una sperimentazione sul campo.

Chissà se vedremo in futuro dei nuovi Montemagno o nuove Ferragni?

Secondo Zukerberg avremo dispositivi indossabili che leggeranno la mente

Mark Zuckerberg ha recentemente dichiarato che presto dispositivi “indossabili” potranno leggere la mente e consentire una totale interazione tra il reale e il virtuale.

A dire il vero quest’affermazione ci lascia un po’ “freddini” poiché già abituati all’idea.

Realtà aumentata e realtà virtuale ne sono due “proto esempi”, ma è recentissima la diffusione di un filmato, da parte di una realtà francese, dove un uomo affetto da sla,riesce a reggersi in piedi  grazie ad un esoscheletro comandato dalla sua mente.

Qui, però, subentrano altre considerazioni.

Come ammesso dallo stesso Zuckerberg, i dispositivi non invasivi, come i bracciali, posso o raccogliere un certo numero d’impulsi non riuscendo quindi a permettere un completo controllo.

Non restano quindi che gli impianti in profondità ma, in questo caso, è naturale avere qualche remora.

Esistono già “impianti”, ovviamente più che sperimentali, che sostituiscono anche parti biologiche. Ci sono anche i microchip sottocutanei che permettono per esempio di fare fotocopie, aprire porte, avere la propria cartella clinica sempre accessibile o disporre di un “dispenser” per eventuali somministrazioni di  farmaci ma è la mentalità che necessita ancora di tempo per accettare tutto questo.

WhatsApp presto indosserà l’abito dark

Ci siamo quasi e presto WhatsApp, indosserà l’abito scuro elegante. Si chiama modalità scura ed è un segno di riconoscimento imprescindibile per le top app.

Un po’ come la nostra nazionale di calcio che per la seconda volta nella storia e per motivi di sponsor, ha indossato la maglia verde, piuttosto che quella storica azzurra.

Qui, i motivi sono di moda e di prestigio, come dicevamo sopra. Il verde nella dark mode, di notte sarà sostituito dal blu scuro e da un elegante scrittura grigia. Attesi altri future molto interessanti. Aspettiamo con impazienza.

Erano le flash news del 13 ottobre. A domani!