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Giudizio e critica. Orgoglio e pregiudizio solo per le donne?

Giudizio e critica - donna
Photo modif. By Mikhail Nilov

Giudizio e critica

Sempre per la rubrica della “luna nuova” e ancora in tema di approfondimento intorno al complesso e articolato “universo femminile” oggi affrontiamo un argomento più generale. In buon parte sarà coinvolto l’aspetto sociale, più che del benessere fisico. La materia è: “giudizio e critica”. Però, se pensate che sia un assunto che riguarda solo le donne, vi sbagliate. Interessa molto da vicino anche gli uomini. Se non ci credete, chiedete al vostro compagno. Analizzate i suoi comportamenti e vedrete quante analogie e quanto orgoglio e pregiudizio c’è anche in loro.

Giudizio e critica intorno al mondo femminile

Per quello che riguarda le donne alcuni dei giudizi che affronto più spesso, riguardano il non piacersi fisicamente, il non essere abbastanza brave come mamme, come donne di casa, come lavoratrici. Insomma il non sentirsi appagate in tante cose davvero. Per non parlare poi dei pregiudizi della società in cui viviamo quotidianamente.
È nell’ultimo secolo che si è diffuso un modello di donna magra, con una forma fisica perfetta, muscoli scolpiti, pelle senza rughe… cosa che invece non accadeva fino alla prima metà del 1900. Fino ad allora il modello di dea-donna si esprimeva in una effigie formosa, basti pensare a quella splendida opera che raffigura la Venere del Botticelli.

Il potere dei media

Alla diffusione di questo modello hanno contribuito la televisione, internet, i giornali, i social media attraverso i quali siamo sottoposti a un continuo “bombardamento” di immagini di uomini e donne strutturalmente perfetti. Vale la pena ricordare che però, spesso queste immagini sono ritoccate.
Forse qualcosa ora sta cambiando, grazie alla lotta che si sta sostenendo contro i disturbi del comportamento alimentare.

Quante volte capita di fare paragoni? Di giudicarci secondo uno standard forse impossibile da raggiungere? Il discorso si può estendere anche alle nostre capacità, alla nostra vita lavorativa, alle nostre relazioni, all’essere delle brave mamme o mogli o compagne.

La doppia valenza della critica e del giudizio

La critica e il giudizio hanno una doppia valenza: possono essere costruttivi perché possono indurre e spingere a un miglioramento. Quando diventano invece gli occhiali con cui ci guardiamo o quantificano il valore che noi stesse ci diamo, finiscono per creare una identità distorta ed è bene “lasciarli andare”.

Il paragone può essere utile nel momento in cui ci porta ad un miglioramento, quando invece la prima sensazione che emerge è quella della frustrazione e del “non essere/fare mai abbastanza” ciò che nasce è spesso un senso di fallimento e di “non ce la farò mai” che ci fa sentire inferiori.

La cura

Non intendo dire che non sia giusto avere cura di noi e del nostro corpo, anzi è proprio il contrario. È il tempio in cui viviamo e quindi è bene e necessario prendercene cura.
Ma è essenziale che l’attenzione nasca dall’amore per noi stesse e non dalla “paragonite”.

Migliorarci ed amarci per noi stesse e non per assomigliare a qualcun altro. Accettarci così come siamo ed iniziare a migliorarci ulteriormente con amore, amore e gentilezza, iniziando a far pace anche con le nostre debolezze.
Potrebbe essere utile leggere libri sull’argomento, seguire dei corsi, farsi accompagnare da un terapeuta, insomma è qualcosa che si può imparare e guidare. Può essere un viaggio che dura una vita, basta che inizi almeno con un piccolo passo.