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Gilbert Kruft la spiritualità attraverso la perfezione formale

Un significato profondo dell’arte

Gilbert Kruft e la ricerca di spiritualità attraverso la perfezione formale. In un articolo di giugno, si parlava di ricerca di equilibrio percorrendo la storia romana e la civiltà ellenica. Qui, siamo invece alla ricerca della spiritualità di Gilbert Kruft, con l’aiuto autorevole della consorte dell’artista e seguendo il percorso espositivo delle sue opere.

La Recherche Humaine   

Siamo andati a fare due chiacchiere con la giovane studiosa Fabiana Maiorano, curatrice della mostra dedicata allo scultore tedesco Gilbert Kruft, il quale visse e operò   nel cuore di Bologna, per moltissimo tempo, realizzando lavori in bronzo di un’armonia e bellezza che lasciano stupiti ad osservarli. Nello storico contesto della Sala d’Ercole, a Palazzo d’Accursio, mentre ammiravamo l’intero ciclo di opere a cui è stata dedicata la mostra dal titolo La Recherche Humaine – che è rimasta aperta al pubblico, fino al 30 giugno scorso – abbiamo avuto il piacere di incontrare Sandra Kruft. Consorte e compagna di una vita dell’artista, cordiale e appassionata, la quale ci ha accompagnati lungo il percorso espositivo, raccontandoci aneddoti e pensieri del suo Gilbert.

Chi era Gilbert Kruft

Grande viaggiatore, sportivo, amante della musica, Kruft iniziò prestissimo a dedicarsi alla scultura ma, ad un certo punto, si trasferì dalla Germania alla Francia, quindi in Svizzera e infine, in Italia, scegliendo la città di Bologna per rimanervi e portare avanti la sua arte. Ciò avvenne dopo aver conosciuto la storica Fonderia Venturi, punto di riferimento di importanti o celebri scultori e maestri d’arte.

La condizione umana

Un talento innato per la manualità creativa, una spinta interiore a espandere all’esterno, l’idea di ciò che viaggia dentro di noi, nel pensiero, nello spirito dell’essere umano, in una spasmodica ricerca di giungere o per lo meno, di avvicinare il SUBLIME, attraverso il solo mezzo che supera la materia, cioè l’arte.  

Autoritratto

Dal racconto di Sandra Kruft e dalla storica dell’arte Fabiana Maiorano

Questa  è l’impressione che abbiamo tratto riguardo  al significato  della sua  attività scultorea. E’ una sensazione che nasce dal  racconto  fresco e spontaneo di Sandra Kruft ma, pure, dalla descrizione  tecnica che la giovane  storica  dell’arte Fabiana Maiorano ci  ha fornito sulle dinamiche creative  caratterizzanti il modus operandi  dell’artista  tedesco il quale non appartenne, mai, ad alcuna corrente specifica, seppure i suoi lavori conducano il nostro pensiero verso  un  mondo ‘onirico’ che fu ispiratore  anche del dadaismo  o – come ci  spiega la dottoressa Maiorano –  riconduce a certe e dinamiche di matrice rodiniana  che Kruft, proprio perché  soggiornò in Francia,per un periodo  di  tempo, ebbe modo  di  conoscere  e studiare.

L’opera omnia di Gilbert

L’opera omnia di Gilbert Kruft è costituita da un nutrito gruppo di cicli scultorei (oltre alla Recherche Humaine, esposta in questa mostra). Da vari lavori singoli e da importanti collezioni di complementi d’arredo, da lui definiti ‘maccheroni’ – poiché, a suo dire, costituivano il proprio mezzo di sostentamento –   che l’artista realizzò alla fonderia Venturi, di cui fu direttore, per un periodo.

Pretesa maschile II

L’arte di Kruft in 3 specifici fattori

Ma, come precisa la signora Sandra, l’arte di Kruft, era costituita da tre specifici fattori, irrinunciabili per la creazione delle opere: studio, lavoro e conoscenza. Mentre il talento innato, secondo la sua filosofia, occupava una incidenza non superiore al due per cento, tra caratteristiche necessarie per portare a compimento un’opera scultorea con l’uso del bronzo. Questo perché si tratta di un metallo che richiede una particolare competenza tecnica di lavorazione, in fonderia, oltre all’uso dei materiali necessari per ottenere le giuste patine oltre a tutto ciò che compete la realizzazione, in toto, di una scultura del genere che Kruft ideava, plasmava e completava, fino al compimento delle ultime rifiniture.

<<Il mio sogno di oggi – ci confida Sandra Kruft- è quello di realizzare un museo per esporre in permanenza l’intera collezione (circa ottanta opere scultoree) alla fruizione del vasto pubblico, perché l’arte deve essere per tutti, non solo per chi può acquistarla>>.

Un sogno generoso, che dà speranza e noi   siamo certi si realizzerà.

Sandra Kruft e Fabiana Maiorano. Foto di G.Cave

Dal 17 al 25 ottobre presso “La Corte di Felsina” a Bologna

Alcune importanti opere in bronzo di Gilbert Kruft, saranno esposte dal 17 al 25 ottobre 2020. È una mostra collettiva d’arte contemporanea dedicata a grandi artisti storici, presso le sale espositive dell’Associazione Arte e Cultura La Corte di Felsina, a Bologna, in via Santo Stefano 53. Proprio nell’elegante contesto storico della città, dove arte e bellezza si integrano, incastonate tra le grandi arcate e fregi che adornano le antiche dimore nobiliari dai   caratteristici porticati.   La mostra, che porta il titolo “Omaggio ai Maestri dell’arte”, espone una   trentina di opere di pittori, scultori, grafici, fotografi emergenti, del nuovo millennio, i quali dedicano i propri lavori a grandi maestri della storia dell’arte, da Caravaggio a Dalì, da De Chirico a Morandi. Un positivo segno che l’arte continua, ancora oggi, tra le nuove generazioni di creativi, a fungere da perno rotante a cui poter attingere per abbeverarsi di bellezza.