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Germania. Stoccarda il Natale 2020 non è come sempre

Germania - Buon Natale
Buon Natale dalla Germania

Germania Natale 2020

Dalla Germania. Dal cuore di questo Paese, precisamente da Stoccarda e a un anno di distanza, anzi dal 6 dicembre 2019 festa di Sankt Nikolaus, rieccoci a parlare di Natale, ma non è la stessa cosa. Che si chiami Noël, Christmas, Navidad, Weihnachten o in Italiano Natale appunto, questo 2020 sarà sicuramente il più particolare di questo inizio del nuovo millennio.

Come già l’anno scorso, rieccomi a visitare luoghi per loro stessa natura, freddi ma non per questo meno affascinanti. E come l’anno scorso il mio tour inizia alle porte a Nord della Foresta Nera, nel cuore del Baden Württemberg: Stoccarda. Città capoluogo di questa regione, con i suoi 650.000 abitanti.

Germania – Stuttgart

Germania - il marchio Porsche
Un marchio identificativo e di prestigio

Stoccarda è una città multietnica e multiculturale, artistica e ingegnosa. Sede delle major automobilistiche più in nel mondo intero (senza naturalmente tralasciare le nostre vetture simbolo del Car-fashion all over the world), sta vivendo, con molta sobrietà questo momento di crisi, direi esistenziale. Ciò nonostante, le attività del settore turistico-alberghiero si reinventano. Le menti vulcaniche di diverse etnie sono all’opera senza sosta affinché questo Natale possa perlomeno avere una parvenza di normalità. E così mi sono detto, faccio un giro in un centro sportivo, vado a visitare una chiesa, un museo, un mercato rionale. Un bel programma che avrebbe dovuto farmi spaziare in un raggio di circa 150 chilometri, ma visti i tempi… da circa una settimana, infatti, è in vigore il coprifuoco (alle 20:00 tutti a casa). Da mercoledì 16 dicembre, Lockdown totale fino al 10 gennaio.

Un giro “turistico” breve e interessante

E allora non potendosi allontanare più di tanto, ho fatto visita al Golfkultur Stuttgart, un centro di allenamento e scuola per gli amanti di questo sport, da tanti considerato snob mentre in realtà è molto istruttivo e direi anche faticoso, benché sia praticato da bambini e nonni di veneranda età ma soprattutto da tantissimi giovani e meno giovani. Con mia grande sorpresa all’interno di questa struttura, sulle colline rinomate di Hedelfingen (vigneti a perdita d’occhio producono l’Hedelfinger Trollinger, un vino conosciuto anche oltre i confini regionali), trovo, con mia grande sorpresa, una trattoria italiana.

Un incontro casuale che si ripete

“Da Noi bei Tony & Gigi” il nome della trattoria. Qui è possibile avere un buon Glühwein (da asporto in questo periodo di Corona), il vin brulè, servito direttamente, immaginate da chi? Non ci posso credere: Tony Bugia. Lo ritrovo anche qui. L’anno scorso lo avevo incontrato nel ristorante a valle di questa struttura. Mi dice che, purtroppo, tutto è stato stravolto e che per continuare con la tradizione culinaria italiana in Germania, oggi c’è solo la possibilità delle consegne dirette e del take away. 
“Beh, meglio questo che niente” faccio notare.

L’immancabile connazionale – Tony con la pizza

E di rimando con tono allegro e scanzonato: “Pasquale, se tutto va bene, siamo rovinati”, continua Tony con un gran sorriso e l’inconfondibile cadenza che fa intuire le sue origini sicule di Palma di Montechiaro.

Un incontro inaspettato con Christa Maria Wißmüller

Ma qui a ritirare una pizza e qualche arancino, incontro Christa Maria Wißmüller, la scrittrice tedesca di tendenza in questo momento. Una donna elegante, spiritosa, amante della cucina italiana e dell’Italia tutta. Non è un caso incontrarla in un luogo che assolutamente è un pezzo d’Italia nel cuore della Germania. Christa, 75 anni, giovanile d’aspetto, abiti coloratissimi, attenta ai dettagli e alle prelibatezze del nostro stivale, avendo intuito per quale motivo fossi lì, mi dice senza mezzi termini, in un bizzarro italiano ben definito: “Ho scritto un libro su Giulietta e Romeo, che vivono nel XXI secolo, e mi piacerebbe che se ne parlasse anche in Italia”.

Giulietta e Romeo con lo smartphone

Germania - Giulietta e Romeo
Giulietta e Romeo

L’ascolto con enfasi e cosa scopro? Il suo libro è il racconto della vita quotidiana di Giulietta e Romeo, con lo smartphone. Si! Secondo Christa Maria Wißmüller, i due simboli dell’amore si sarebbero mandati, WhatsApp e SMS, e lei ha trascritto le loro conversazioni. Esilarante ma serioso: si parla d’amore. Uno spasso questa donna, ma di cui vi parlerò nel prossimo articolo (con in più, una video intervista).

Lascio il Golfkultur-Stuttgart

Lascio il Golfkultur-Stuttgart e la “Trattoria Da Noi” – ma non senza aver portato via una meravigliosa pizza margherita con mozzarella fior di latte, rucola, prosciutto crudo di Parma, scaglie di parmigiano reggiano, e pomodorini. E in omaggio ricevo da Tony Bugia, un classico della tradizione siciliana: un arancino.

Riparto verso altri lidi, si fa per dire, in quanto “Corona-Zeit” limita gli spostamenti, e scendendo dalla collina del distretto di Stuttgart-Hedelfingen, noto che il bosco è in realtà una serie interminabile di “giardini”, ben curati, puliti, e vivi.

I “giardini” e gli incentivi

I “giardini” qui, sono appezzamenti di terreno di varie grandezze, ben recintati. Il comune li concede in affitto (simbolico), a chi si impegna a tenerlo puliti da sterpaglie e renderli colorati con alberi e fiori. In compenso ci si può costruire qualche capanno, bungalows, strutture abitative non permanenti, e coltivare ortaggi e verdure. Vista dalla città la collina è un anonimo bosco.

Il Markthalle

Il Markthalle di Stoccarda

In centro vado a visitare il Markthalle, il mercato rionale coperto vicino a Schloßplatz (Piazza Castello). Ne avevo visti a Milano di simili, ma qui hanno un che di nordico. Al piano terra stands di fiori, frutta e verdura, carni, pesce, formaggi, panetteria e prelibatezze alimentari di varie regioni oltre che di diverse nazioni. Immancabili i nostri connazionali, ma anche greci, turchi, spagnoli, russi, polacchi.
Al piano superiore invece, negozi (sempre nella falsariga di stands) di abbigliamento, mobili antichi e moderni, pentolame di classe superiore, e tant’altro come lenzuola, cuscini, asciugamani, caffettiere, servizi di bicchieri. Un bel colpo d’occhio.

La mia telecamera, il treppiede e il faretto, attirano l’attenzione di un signore sulla 70ina che, quasi con le lacrime agli occhi, mi dice che quest’anno lui non potrà avere il suo posto nello Stuttgarter Weihnachtsmarkt a Schloßplatz. Hanno annullato tutto e le sue leccornie tradizionali del Natale rimarranno invendute in magazzino.

Otto è il nome del mio interlocutore

Otto, questo il nome dell’arzillo interlocutore (un omone di 1 metro e 85). Mi racconta che lavorava per una “Firma” (ditta) di giardinaggio, quindi è abituato alle temperature rigide del clima tedesco, e che si è sempre fatto dare le ferie estive… a dicembre, per fare il Weinachtsmarkt. Vendeva (lo farebbe ancora) prosciutti, speck, salami e il tipico Lion (una specie di grosso wurstel) oltre a una miriade di affettati tipicamente della regione del Baden Wurttemberg. Mi invita fuori, e continua a raccontare del nonno, del padre e dei suoi figli. Tutti legatissimi a questa antica tradizione che da anni ha preso piede anche in Italia, e ci incamminiamo verso il Castello (ce ne sono due: il Vecchio e il Nuovo – Die alte und das neue Schloss). Una piazza vuota e desolata che “a quest’ora” mi dice Otto, “sarebbe brulicante di famiglie e turisti”.

Tappa a Königsstraße

Ultima tappa sempre nel distretto di Stuttgart-Mitte (ovvero il centro) a Königsstraße. Una interminabile zona pedonale, ricca di negozi e grandi marche e addobbata a festa con luci e abeti luminosi.

Germania - notturno
Germania – Stoccarda : una suggestiva immagine serale della città

Vi arrivo alle 19:30. È già buio. Tanta gente per strada che frettolosamente si avvia alla metropolitana, o ai vari parcheggi. In meno di un quarto d’ora mi accorgo che la città ha assunto un altro aspetto. Siamo rimasti in pochi sulla Königsstraße. In lontananza scorgo due agenti della Polizei a cavallo. Intanto anche un’auto con i lampeggianti accesi si muove lentamente laddove appena mezz’ora prima sarebbe stato impensabile passare, anche per una bici.
Sono le 19:50. Devo affrettarmi: alle 20:00 scatta il coprifuoco.