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Festival di Viña del Mar e Festival di Sanremo. Gemellaggio sì o no?

Come ogni anno si parla molto in Italia e non solo del Festival di Sanremo, cosi come in Cile del Festival di Vina del Mar. Due concorsi canori analoghi, persino nella somiglianza fisica delle città: Sanremo e Vina, sempre vicine, ma mai effettivamente gemellate. I motivi come sempre sono legati a patti non portati avanti, piuttosto che non rispettati. Oggi su Globe Today’s proponiamo un interessante servizio dal nostro inviato da Santiago del Cile, Claudio Espinosa, che cerca di indagare sulle ragioni di questo continuo avvicendarsi di promesse e prospettive di gemellaggio mai realizzate. Un punto di osservazione dall’altra parte del mondo!

Gemellaggio: Immagine di potenza
La potenza” culturale ipotetica di un gemellaggio mai avvenuto realmente

Gemellaggio si e no

C’è un accordo firmato nel 1997 che si è perso nel tempo. Diverse organizzazioni culturali cilene hanno tentato, senza successo, di proporre all’attuale sindaca di Viña del Mar Macarena Ripamonti (di chiare origini italiane) l’idea di “riavviare” l’accordo. Dall’Italia, il produttore artistico Oscar Peña afferma che riattivare il gemellaggio “porterebbe solo benefici al mondo culturale di entrambi i paesi”.

Molte ragioni possono spiegare il gelo che l’alleanza tra il Festival di Viña del Mar e la sua controparte di Sanremo, in Italia, ha vissuto per decenni. La verità è che dalla firma dell’accordo nel 1997 ad oggi, il patto di gemellaggio riposa in qualche cassetto di qualche vecchia scrivania nel Comune della “Città Giardino”.

La storia di questo accordo tra il Festival di Viña del Mar e il Festival di Sanremo fu confermata in uno “speciale” trasmesso dalla Radio Televisione Italiana (RAI), principale canale pubblico del Paese europeo, e condotto da Andrea Tessa e Teo Teocoli, figura di spicco dello spettacolo europeo. Applausi e congratulazioni si replicarono nel gabinetto dell’allora sindaco Jorge Santibanez. Il suo team aveva lavorato affinché i vincitori di entrambi i Festival fossero ospitati per presentare la canzone vincente in entrambi i prestigiosi palcoscenici.

Nonostante gli anni trascorsi, Andrea Tessa ricorda con precisione quella serata: “Il 21 giugno 1997, a San Remo. Celebrando la giornata della musica in Italia, sotto una meravigliosa luna piena, ricordo una notte indimenticabile in cui ho avuto la fortuna immensa di presentare personaggi tanto amati come Lucio Dalla, Chico Buarque, Gabriella Ferri, Nicola Di Bari, Riky Martin, laura Pausini e l’onore di condividere il palco con Los Jaivas“.

L’idea del gemellaggio non è nuova

L’idea di gemellaggio tra i due concorsi non era nuova. Già nel 1960, il Direttore del Turismo e delle Relazioni Pubbliche del Comune di Viña del Mar, Carlos Ansaldo, aveva osservato con ammirazione il Festival di San Remo, che fu inaugurato nel 1951. La sua ispirazione era evidente, e ogni volta che poteva, indicava che Il Festival di Sanremo era un modello da seguire.

Dopo il successo dello spettacolo chiamato “Ballando Ballando“, che si svolse nello stadio di Calcio di Sanremo e con una scenografica platea che richiamava quella della più famosa Quinta Vergara, l’anfiteatro che ospita fin dall’origine il Festival di Vina, fu siglato l’impegno tra la RAI e il Comune di Viña. La scena culturale cilena vide di buon occhio la possibilità di scambio culturale.  Ci fu l’approvazione soprattutto da parte della Società del Diritto d’Autore (SCD), che vedeva un’opportunità unica di “esportare” e “importare” talenti.

Il Produttore Artistico Oscar Peña

Ma gli anni passarono e l’internazionalizzazione del Festival cominciò ad apparire come un miraggio. La possibilità di superare i confini dell’etere e raggiungere altre latitudini si ripropose quando il canale cileno Mega annunciò che i suoi partner di Televisa avrebbero realizzato congiuntamente l’edizione del 1994.

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L’illusione messicana

Un importante cast di professionisti della rete messicana arrivò in Cile per coprodurre il concorso. Secondo quanto ricordano ex dipendenti della rete televisiva, la relazione non fu facile e le polemiche divennero molto pesanti. I messicani vennero accusati di essersi proposti in modo invadente e senza tenere conto delle capacita intrinseche dei professionisti della TV cilena. Insomma non ci fu idillio tra le due parti!”

Lo spettacolo comunque parti. Sul palco, la relazione tra l’animatore dell’epoca, Antonio Vodanovic, e le sue collaboratrici era di puro glamour. Thalía, Kiara, Marta Sánchez, Sofía Vergara e Andrea Frigerio furono le partner ispiratrici e attive nell’animazione del programma.

La rete dispiegò risorse e dedicò gran parte della sua programmazione al concorso della Città Giardino. Erano tempi in cui si parlava di un’audience potenziale di 300 milioni di persone. Ma l’interesse dei messicani durò poco. La collaborazione con la rete cilena finì, e tutto tornò al punto di partenza.

L’era di ChileVision

Arrivò l’era di ChileVisión, attualmente di proprietà del gruppo Paramount, e le aspettative crebbero in modo esponenziale. Si sarebbe potuto raggiungere e superare oltre 200 milioni di persone. Si parlava di 14 paesi dell’America Latina, ma la verità di fondo non era stata resa troppo palese. Non si evidenziava che questi Paesi erano liberi di trasmettere integralmente il Festival o solo segmenti se e quando lo avessero ritenuto opportuno. Il problema fu un boomerang per gli interessi internazionali del Festival, poiché nessuna delle reti associate lo trasmise.

A ciò si aggiunse la pretesa di molti artisti affinché i loro spettacoli non fossero trasmessi in televisione. Figure di spicco come Elton John, Ricky Martin, Luis Miguel si opposero a che le loro performance fossero viste integralmente in altre latitudini. L’internazionalizzazione, di nuovo, svanì.

L’arrivo di Macarena Ripamonti

Gemellaggio : la Sindaca Ripamonti
La Sindaca di Vina del Mar – Macarena Ripamonti

L’arrivo dell’avvocato Macarena Ripamontti alla carica di sindaco di Viña del Mar fu visto con favore dal mondo culturale cileno. Nelle sue promesse elettorali, giurò di prestare una speciale attenzione e rispetto per le arti. Sottolineò che il Festival di Viña del Mar era una piattaforma eccellente per “internazionalizzare” la città.

Tuttavia, tutto rimase fermo alle promesse. Attraverso la Legge del Lobby, una piattaforma che consente a cittadini anonimi di esporre preoccupazioni alle autorità, un gruppo di giornalisti tentò di esporre a Ripamonti i vantaggi di riattivare la vecchia alleanza con San Remo. Tuttavia, nulla ebbe successo. La sindaca rifiutò di ascoltare gli operatori culturali che volevano chiedere all’autorità di risollevare un’alleanza che avrebbe portato buoni profitti al Festival di Viña del Mar e alla Città.

Il gemellaggio? C’è chi ancora ci crede

Il Sindaco di Sanremo Alberto Biancheri

Oscar Peña, il noto produttore artistico cileno, ribadisce da Imperia (in Italia), che Viña del Mar e Sanremo dovrebbero lavorare insieme. “Ripristinarequesta alleanza siglata qualche decennio fa porterebbe solo benefici al mondo culturale di entrambi i Paesi. Ritengo che sia riduttivo da parte dell’attuale sindaca non accettare i suggerimenti dei cittadini che, al di là degli anni in cui è stato firmato, intendono riattivare un gemellaggio di ampio impatto globale“.

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