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Feste, aperitivi e inviti a pranzi e cenoni: come gestirli ?

Feste, aperitivi e inviti a pranzi e cenoni: come gestirli al meglio? Durante le festività, gli inviti ad aperitivi, pranzi e cenoni si moltiplicano. Per molte persone sono momenti di convivialità e leggerezza. Per altre, invece, rappresentano un periodo complesso, in cui riemergono ansia, senso di colpa e una relazione faticosa con il cibo e con il proprio corpo.

Se ti identifichi nel primo caso, ovvero vivi il cibo in modo sereno, sicuramente questo articolo non ti interesserà in prima persona, ma potresti avere a mente una persona a cui inviarlo. Se ti identifichi invece nel secondo caso, prenditi un momento per leggerlo con attenzione: sono sicura che ti aiuterà a riflettere.

Feste - vanno gestite
Le feste vanno gestite (Fratinardi)

Due fatiche che emergono a tavola

In ambulatorio vedo spesso che queste difficoltà si presentano in due forme, a volte separate, a volte intrecciate. La prima è la paura del cibo. Paura di mangiare troppo, di perdere il controllo, di “rovinare tutto”. Paura del dopo: il senso di colpa, i pensieri punitivi, la sensazione di aver mandato all’aria un percorso. La seconda è relazionale. Trovarsi a tavola con persone che non fanno stare bene, sentirsi osservate, giudicate, commentate. A volte il cibo diventa solo il pretesto per riattivare vecchie ferite o per distrarsi da conversazioni scomode. Spesso queste due difficoltà convivono nella stessa persona. Ed è proprio per questo che le feste diventano un terreno così delicato.

Come vivere il cibo durante feste e aperitivi

Il primo passaggio è un cambio di prospettiva: non sono le feste a rovinare un percorso. Un percorso si costruisce nel tempo, non si distrugge in un pasto. Più entri a tavola con paura, più il cibo diventa carico di tensione. E quando il cibo è carico di tensione, è più difficile ascoltare il corpo.

Mangiare a sazietà, non per compensare

Durante una cena o un aperitivo:

  • mangia ciò che senti di mangiare;
  • fermati quando arriva la sazietà;
  • evita di vivere il momento come un’“abbuffata concessa” perché il cibo non si spreca, o di mangiare come se fosse l’ultima volta.

Il cibo non è una trasgressione né una prova di forza. Se ti trovi in una compagnia piacevole, prova consapevolmente a spostare l’attenzione sulle persone, sulle conversazioni, sull’esperienza. Il cibo è parte del momento, non tutto il momento. Se stai seguendo un’alimentazione a esclusione per motivi metabolici o digestivi, uno o due giorni non compromettono il percorso, a meno di allergie o condizioni specifiche da valutare con il tuo nutrizionista. Il corpo non ragiona per sgarri, ma per equilibrio.

Il giorno dopo

Se a un pasto mangi un po’ di più:

  • potrebbe essere normale avere meno fame al pasto successivo;
  • aspetta che la fame ritorni;
  • bevi di più;
  • approfitta del tempo libero per fare passeggiate.

Niente compensazioni, niente rigidità. Solo ascolto.

La vera sfida delle feste

In ambulatorio, da oltre quindici anni, sento ripetere la stessa frase ogni volta che arrivano le feste: “Mi hanno invitata, ma non ne ho voglia… eppure vado lo stesso.” Qui c’è un passaggio fondamentale: iniziare a scegliere consapevolmente a cosa partecipare fa una differenza enorme. Non tutti gli inviti vanno accettati. Dire no non è egoismo, è amor proprio. La sensazione di liberazione che arriva quando smetti di sentirti in obbligo è uno dei primi veri atti di rispetto verso te stesso.

E se dire no non è possibile?

In alcuni contesti familiari o lavorativi dire no non è facile e non sempre possibile. Abbiamo tutti un evento a cui dobbiamo partecipare per forza. In questi casi, il confine non passa dall’assenza, ma dal modo in cui stai dentro la situazione. Evita di giustificarti con: “Sono a dieta.” Questa frase apre spesso la porta a pressioni inutili del tipo “ma dai, per una volta che cosa vuoi che sia!”.

Molto meglio risposte semplici:

  • “Sono a posto così.”
  • “Grazie, sono sazio.”
  • “Sto bene così.”

Senza spiegazioni. Le persone magre naturalmente non sentono il bisogno di giustificarsi. Mangiano quando hanno fame e si fermano quando sono sazie. Non trasformano ogni invito in un’“ultima occasione”.

Quando arrivano i commenti

Ci saranno sempre persone che commenteranno ciò che mangi. Succede finché tu stesso non sei sereno con le tue scelte. Nel frattempo, puoi rispondere con gentile fermezza:

  • “Ti ringrazio, ma sono sazia.”
  • “Sto bene così.”
  • “Se vuoi, posso portare degli avanzi a casa.”

Niente spiegazioni, niente difese.

Attenzione agli avanzi (e al campo visivo)

Spesso il vero problema non è ciò che si mangia ai pasti, ma ciò che resta dopo. Qualche suggerimento pratico:

  • cucina per le persone reali, non per un reggimento;
  • evita di accumulare avanzi “per sicurezza”;
  • sposta panettoni, torroni e dolci fuori dal campo visivo.

Il cervello mangia anche con gli occhi. E se c’è troppo cibo: regalalo, condividilo, portalo a chi ne ha bisogno. Non deve diventare una prova quotidiana di forza di volontà.

Un augurio per te che stai leggendo

E chiudo con un augurio, proprio a te che mi stai leggendo adesso. Ti auguro di iniziare — se lo senti — un percorso insieme a me. Di seguirmi, di partecipare ai miei webinar, di trovare nei miei contenuti uno spazio in cui il cibo smette di essere un nemico e torna a essere ciò che è: nutrimento, piacere, relazione. Ti auguro che questo sia l’ultimo anno in cui le feste ti mettono alla prova. E che l’anno prossimo, leggendo un titolo come questo, tu possa sorridere e pensare: “Non ne ho più bisogno.” Perché sarai finalmente in pace con il cibo. E, soprattutto, un po’ di più con te stessa.

LINK AL WEBINAR “APERITIVO E COMPLEANNO: SI GRAZIE”

Pubblicato il: 20 Dicembre 2025
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