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Esports: definizione, caratteristiche, situazione in Italia

Esports: competizione
Competizione di Esports

Esports è il termine generico che fa riferimento agli electronic sports ed indicano una serie di competizioni di videogiochi a carattere professionistico. Non si tratta più di appassionati che utilizzano il gioco come svago o passatempo ma una vera e propria professione, in grado di attirare un pubblico sempre più vasto e soprattutto capace di muovere un ingente quantitativo di denaro. È evidente però che non tutti i videogiochi hanno i requisiti per rientrare nei cosiddetti eSports: per farlo, è necessario che questi abbiano la modalità multiplayer, garantendo in questo modo una sfida in contemporanea. In linea generale, è possibile distinguere cinque tipologie principali: MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), FPS (First Person Shooter), picchiaduro, DCCG (Digital Collectible Card Games) e Battle Royale.

Le tipologie di esports

Con l’acronimo MOBA si intendono i giochi che possono essere giocati in modalità multiplayer coinvolgendo più giocatori all’interno di un’arena; ultimamente si sta diffondendo anche il termine ARTS, che rimanda all’aspetto più strategico ma il riferimento è ai medesimi videogiochi. L’FPS rimanda invece alla modalità di gioco: il giocatore impersona il protagonista del gioco, dispone di una serie di armi e ha come obiettivo quello di eliminare i nemici (in caso di partita singola) o gli avversari (qualora si trattasse della modalità multigiocatore). Impossibile ripercorrere in questa sede la lunga storia videoludica di questa categoria di videogiochi, è sufficiente però citare un titolo che viene considerato come lo spartiacque del genere: Doom (nell’ormai lontano 1993).

La categoria del picchiaduro è difficilmente fraintendibile: si sceglie un personaggio all’interno del gioco e si ha come obiettivo quello di sconfiggere l’avversario. Anche in questo caso ci sono stati titoli che hanno fatto la storia del genere, tra tutti merita di essere citato Mortal Combat (uscito nel 1992). Molto diversi dai giochi fin qui menzionati sono i DCCG, vale a dire i giochi di carte collezionabili ma in formato digitale.

Se in un primo momento ci si limitava alla trasposizione nel mondo online della carta presente nella realtà, in un secondo step si è passati alla creazione di mazzi collezionabili presenti unicamente sul web. Infine, l’ultima categoria citata è quella della Battle Royale, vale a dire il combattimento fino all’ultimo sangue. In questo caso si perde la strategia propria dei MOBA, dove l’obiettivo era anche quello di costruire villaggi, fondare imperi e fortini, ma si limita all’eliminazione dell’avversario. Il titolo che ha senza dubbio spopolato negli ultimi anni ed è diventato famoso anche per chi non è affine al mondo videoludico è Fornite, capace di generare oltre 20 miliardi di dollari di incasso.

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Esports: i canali di diffusione

I professionisti che si sfidano nei tornei lo fanno in diretta: il canale preferito è spesso Twitch ma non è raro trovare questi eventi anche dal vivo, soprattutto all’interno di manifestazioni più ampie e capaci di attirare un gran numero di pubblico. Anche l’Italia appare al passo con questa nuova modalità di intrattenimento e già dal 2014 il CONI ha riconosciuto l’ente denominato Giochi Elettronici Competitivi come autorità in grado di fornire il regolamento di questi tornei. Rimanendo in territorio nazionale, il primo torneo organizzato nella penisola risale al 2016 in coincidenza con il Romics, la celebre fiera del fumetto e dei videogiochi (tenutasi anche a Milano ad esempio).

La più famosa al momento resta quella di Lucca all’interno del panorama italiano, ma sono tante le realtà sorte con le stesse prerogative: mettere al centro il fan. Nel caso del torneo romano, il gioco che si scelse fu League of Legends, ancora oggi ricordato come uno dei titoli più giocati di sempre al mondo. Lo stesso titolo è stato protagonista del Mondiale MOBA con finale a San Francisco: l’evento ha attirato circa 5 milioni di utenti connessi contemporaneamente ed è arrivato ad un montepremi finale di circa 2 milioni di dollari.

Una differenza sostanziale

È evidente, perciò, che gli eSports fin qui elencati presentano una differenza sostanziale rispetto alle altre categorie di gaming online, come possono essere le slot con un jackpot o i rompicapi, perché richiedono una sfida in contemporanea da parte di più giocatori. Dopo l’iniziale scetticismo, ad oggi nessuno mette più in grado l’ampio margine di crescita dell’intero comparto, tanto da entrare di diritto anche nelle emittenti televisive. L’interesse non può che accrescere dal momento che si sta parlando in maniera sempre più ripetuta della possibile sinergia tra il movimento olimpico e il mondo degli eSports, evidenziando come possano essere questi ultimi a fare da traino, soprattutto per le generazioni più giovani.

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