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Epidemia: si batte con l’intesa e il consenso di tutti popoli

Insieme e uniti per sconfiggere l’epidemia – Foto Stokpic

L’epidemia

L’epidemia di coronavirus, ha da tempo varcato i confini cinesi ed è diventato un problema e fonte di grande preoccupazione per molti paesi nel mondo.

Appare chiaro quindi che per poterne venire fuori è necessario un impegno comune da parte di tutti, con le iniziative più efficaci, lavorando con unità di intenti, mettendo da parte ogni forma di rivalità per non disperdere energie preziose in un momento in cui il futuro di tutti e di ciascuno viene messo in pericolo.

La situazione in Italia

Il contagio è pressocché globale ed anche tutte le nazioni europee ne sono state interessate. Tra queste, l’Italia che pure è una delle più progredite dal punto di vista civile ed economico, appare ora una delle più colpite in occidente. Ad oggi si contano più di 200.000 infetti, circa 28.000 deceduti, ma anche quasi 80.000 guariti. Tuttavia, nonostante gli ingenti sforzi per limitare i danni, l’epidemia appare ancora molto lontana dall’essere vinta.

Il clima di incertezza

Il clima di incertezza generalizzata favorisce la proliferazione di notizie incontrollate che in alcuni casi tendono a screditare immagini pubbliche di istituzioni e governi senza basarsi su alcuna prova certa. Se la prima, ad aver sofferto di questa tremenda epidemia è stata la Cina, è vero pure che le modalità con cui si è giunti a questa enorme diffusione del contagio, sono tutte da chiarire.

Meglio quindi sospendere ogni ipotesi o giudizio in attesa che le istituzioni, anche internazionali, facciano chiarezza e concentrarsi piuttosto sulla soluzione del problema del virus.

Così ha fatto, infatti, il Governo cinese che si è concentrato su questo e ha rivolto particolare attenzione, sforzi e aiuti ai Paesi più colpiti dall’epidemia e tra questi in special modo l’Italia.

Tra Cina e Italia esiste una mutua assistenza

Tra Cina e Italia, infatti, esiste una tradizione di mutua assistenza e reciproca collaborazione, senza dimenticare la lunghissima storia di scambi commerciali tra i due Paesi.

È interessante sottolineare, a questo proposito, che l’Italia è stato recentemente il primo Paese dell’Unione Europea a firmare un accordo riguardo la “The Belt and Road Iniziative”. Del resto è importante, nell’interesse di tutti, non solo mantenere e rafforzare buoni rapporti sul versante delle relazioni economiche e commerciali, ma anche alimentare soprattutto sentimenti di fiducia e di reciproca amicizia basati su secoli e secoli di relazioni e rapporti stretti.

Italia vs Cina

C’è da dire, inoltre, che proprio l’Italia, nel lontano 1993 e successivamente, è stata a fianco della Cina nella creazione di alcuni centri di emergenza medica di alto livello sopperendo al meno sviluppato livello medico dello stato cinese di allora.

Da segnalare anche il contributo gratuito offerto nel 1988 per la realizzazione del grande centro di pronto soccorso nella provincia di Sichuan, che ha egregiamente funzionato per oltre 30 anni, fornendo un notevole sostegno ai servizi sanitari della provincia stessa.  Ancora nel 2008, quando si è verificato il terremoto a Wenchuan, nella provincia del Sichuan, la Croce Rossa italiana e l’Associazione Medica italiana hanno inviato 14 esperti a Mianyang i quali, lavorando giorno e notte, hanno salvato più di 900 vite umane. Sono interventi che i cinesi hanno conosciuto ed apprezzato e non vengono certo dimenticati. Un detto recita “Gli amici si vedono nel momento del bisogno”.

Cina vs Italia

Con questo spirito di mutua assistenza, la Cina è intervenuta in Italia inviando, il 12 marzo scorso, il primo gruppo di 9 esperti cinesi, espressione della Sicurezza Sanitaria, dello Stato e della Croce Rossa.

Il gruppo ha portato con sé 31 tonnellate di materiale medico, tra attrezzature per reparti ICU, per la protezione medicale, agenti antivirali, plasma sanguigno e plasma di convalidamento di COVID.

A queste prime forniture mediche, giunte in Lombardia dopo un volo da Shanghai a Roma, hanno fatto seguito due ulteriori missioni. Ognuna di esse, composta da esperti cinesi che hanno messo a disposizione del vostro Paese la propria notevole esperienza acquisita “sul campo”.

In un periodo di particolare bisogno dell’Italia, anche gli operatori sanitari cinesi hanno salvato molte vite in quella che è stata la “prima linea” della crisi italiana. E i cittadini italiani hanno molto apprezzato il nostro intervento. Mi piace ricordare il significativo riconoscimento del presidente della Croce Rossa italiana, Francesco Rocca, il quale ha affermato che il gruppo di esperti cinesi è stato il primo a giungere in Italia mostrando in modo generoso e toccante una particolare sensibilità da parte della Cina.

Un fatto senza precedenti

Stiamo parlando di un fatto senza precedenti, uno dei più tragici e sconvolgenti dell’ultimo secolo, che ha comportato un costo enorme in termini di vite umane e di danni economici per tutti i paesi del mondo contemporaneo che, dato il grado di civiltà e di globalizzazione raggiunto, non si può tollerare. Per questo tutti i popoli, se vogliono avere reali prospettive di vittoria, devono fare fronte comune in questa difficile guerra contro l’epidemia.

Lasciamo agli scienziati il compito di esplorare e indagare sulle origini del COVID-19, così come hanno fatto con la SARS o l’Ebola, virus che hanno colpito e sono dilagati in passato sul nostro pianeta. Facciamo nostra una frase del grande filosofo Lucius Annaeus Seneca, che scriveva con grande profondità: “La terra è un solo paese. Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino…”. Solo l’amicizia e la fraternità tra i paesi possono superare la terribile epidemia. Preghiamo per questo e speriamo che l’Italia possa controllare l’epidemia e eliminare il virus il prima possibile, e che la gente avverta sempre meno dolore!