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Elevia Investments e PMI Imprese Italia. Bene per le aziende del sud

L’accordo Elevia Investments e PMI Imprese Italia. Foto G.Altmann

Elevia Investments sigla un accordo con l’associazione nazionale PMI Italia. Un approfondimento di Maria Giovanna Labruna.

Accordo Elevia Investments e PMI Imprese Italia

I devastanti effetti sull’economia indotti dal coronavirus sono ormai sotto gli occhi di tutti anche se, non tutti, hanno ancora ben presente quali saranno gli effetti a medio e lungo termine.

Tra le zone che sicuramente ne risentiranno maggiormente sono quelle nel barese e nel murgiano.

Per cercare di reagire in maniera positiva e sostanziale, Elevia Investment Banco Zrt ha siglato un accordo con l’associazione Nazionale Pmi Imprese Italia.

La soddisfazione di tutti

Soddisfatto Flavio Boccia che afferma “La PMI IMPRESE ITALIA, è fortemente impegnata a promuovere e sviluppare la cooperazione territoriale tra tutti i Soggetti Pubblici e Privati, operanti in Italia, al fine di concorrere alla realizzazione di un processo di sviluppo “dal basso”, condiviso e quindi responsabile, integrato e coerente con le vocazioni del territorio e, perciò, eco-sostenibile, nonché auto-impulsivo e duraturo che ha trovato in Elevia una struttura finanziaria completa innovativa, mirata ad assecondare le esigenze legate al privato, alle aziende e al segmento istituzionale internazionale.”

 Inevitabile l’accordo

“Quindi inevitabile l’accordo”, affermano la dott.ssa Annarita Carparelli (Ceo) Amministratore unico di Elevia e il dott. Andrea Polegri Presidente, “in questa fase delicata in cui si cercano valide alternative mirate alla risoluzione di esigenze, alla pianificazione di strategie aziendali.

“Questa sinergia”, continuano, “segnerà il primo approccio al cambiamento di vision più ampia, non solo perché sviluppata a livello internazionale in quanto realtà estera, ma per i principi in essa contenuti, legati al supporto, sviluppo crescita di processi innovativi aziendali.

“La vita è fatta di opportunità di prospettive per crescere bisogna avere consapevolezza di quello che è il cambiamento in atto e questo ci rende unici e competitivi. Innovazione, cambiamento opportunità tradotto per le piccole e medie imprese” – concludono.

Da sinistra a destra: Andrea Polegri,Annarita Carparelli,Mauro Alvisi,Flavio Boccia

Le risposte del Presidente

Presidente Boccia, le misure ipotizzate dal Decreto per aiutare le PMI potranno bastare, considerando che in Italia esistono tantissime micro imprese, spesso anche a conduzione familiare?

Le misure adottate dal Governo, purtroppo, non sono adeguate al momento storico congiunturalmente sfavorevole, sistema già in crisi nel periodo pre Covid-19. Le azioni dei diversi Governi negli ultimi anni peccano di scarsa conoscenza delle problematiche serie della piccola e media impresa che rappresenta l’80% del Pil nazionale italiano. Le mie affermazioni di scarsa concretezza partono da presupposti e da soluzioni più volte segnalate ai vari Governi, come ad esempio lo scarso utilizzo da parte delle Banche della garanzia dello stato a supporto delle richieste di credito delle imprese, grazie alla legge 662/96. Lo Stato attraverso Medio Credito Centrale garantiva in origine, nei confronti delle Banche, sino all’80% dell’importo di finanziamento richieste dall’imprenditore. 

Crowdfunding e Micro Credito

Per questo motivo siamo pronti per dare un supporto finanziario alle Imprese per stare al passo con i tempi moderni, di sicuro il futuro va verso strumenti finanziari innovativi e diversi a  partire dal  Crowdfunding ed Equity  Crowdfunding passando per operazioni di Micro Credito garantito, queste rappresentano una piccola parte di finanza alternativa che supporterà le imprese del futuro dove l’associazione che rappresento, Pmi Imprese Italia, è già pronta mediante accordi importanti sottoscritti ed operativi .

La problematica strutturale

Di grandissima importanza inoltre è la problematica strutturale ed organizzativa interna delle imprese, le quali , troppo spesso hanno gestione familiare che si sofferma più su equilibri interni che esulano da problematiche economiche di sviluppo, queste imprese necessitano di creare una figura esterna che amministri lo sviluppo dell’azienda ed inoltre porta avanti un mio pensiero importante, spesso è meglio avere un macchinario o un dipendente in meno ma avere un Consulente Aziendale di primo livello. 

Quali le ulteriori possibili conseguenze di questa crisi e quali sono gli strumenti per uscire dall’emergenza e promuovere l’eccellenza?

Secondo la mia visione e secondo i suggerimenti degli imprenditori, ci vuole una politica di crescita economica con le idee chiare, dove indirizzare gli investitori e creare le condizioni per lo sviluppo indicato, il tutto non può prescindere da una fiscalità meno oppressiva e da una non tutela verso gli imprenditori sani. 

Il made in Italy

Non dobbiamo dimenticarci che siamo una nazione con il marchio più forte a livello mondiale, il “Made in Italy” ed inoltre siamo tra le prime attrazioni turistiche/culturali nel mondo, sicuramente il Covid-19 ha cambiato gli equilibri economici, ma restano queste eccellenze insieme alle altre che sono tipicamente italiane, che rappresentano allo stesso modo il prodotto da internazionalizzare anche nel futuro. Gli imprenditori Italiani sono ogni giorno sotto attacco esterno per una concorrenza sleale internazionale di merce contraffatta con la dicitura Made in Italy, purtroppo il tutto è frutto di uno spessore politico internazionale inadeguato negli anni, la tutela degli imprenditori a livello internazionale è fondamentale purtroppo.

L’invito ai vertici di Governo

Per questo motivo invito i vertici di Governo a stabilire le linee guida dello sviluppo economico del futuro, indirizzando ed utilizzando mediante una progettazione adeguata i fondi europei diretti troppo spesso inutilizzati, che vengono restituiti sistematicamente all’Europa e persi per sempre in quanto vengono destinati agli Stati più meritevoli che li hanno saputi utilizzare, parliamo di miliardi di euro persi, penso che la nuova progettazione 2021/2027 avendo le stesse problematiche strutturali di base, sicuramente verranno utilizzate ancora pochissime risorse. Inoltre come già detto si deve creare una fiscalità che garantisca una concorrenza leale con gli altri imprenditori delle altre nazioni, non basta il solo prodotto di eccellenza, troppo spesso anche scarsamente ed illegittimamente copiato, in sintesi l’impresa deve essere tutelata e non visto come uno strumento finanziario per le casse dello Stato.

La quarantena in casa sta facendo crescere l’economia digitale e le vendite on line?

Il Covid-19 ha accelerato un mutamento importante sulle creazioni di relazioni commerciali via Web e soprattutto la sviluppo del mercato internazionale tramite la rete.

Sicuramente l’esempio Amazon ci ha insegnato cosa stava per accadere, secondo il mio punto di vista è iniziata una ulteriore fase che vede l’immissione a livello internazionale di almeno un miliardo di aziende che si stanno attrezzando , molte lo stanno facendo in questi giorni, verso la vendita on-line diretta, senza l’utilizzo di portali conosciuti, negli anni ci sarà una diminuzione di predominio dei portali internazionali conosciuti a vantaggio dei singoli imprenditori, sicuramente la fiscalità internazionali non li agevola i singoli imprenditori, che sicuramente tra qualche anno ragioneranno in modo diverso, ogni singolo imprenditore ragionerà come le multinazionali di oggi .

Ovviamente tale sviluppo deve essere tutelato dai singoli Governi che devono almeno vigilare sulla correttezza e sulla piena legalità commerciale, siamo all’inizio di una nuova guerra commerciale, la rivisitazione di Davide contro Golia, le battaglie importanti inizieranno nei prossimi mesi, ovviamente il mio tifo va verso il piccolo e medio imprenditore.