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Drone taxi il futuro a portata di volo

Drone taxi in arrivo

Drone taxi, il futuro è più vicino e a portata di volo. Dopo il “turismo spaziale” perché no, un drone che faccia da taxi e da trasporto?

Torino 2021

Ormai in disuso nel lessico comune, la frase “… roba da americani …”, indicava un qualcosa estremamente tecnologico ed innovativo. 

Se le mode non fossero cambiate, questa “etichetta” si applicherebbe benissimo al progetto che partirà a Torino dal 2021.

Drone taxi

Si tratta di una prima sperimentazione basata su droni-taxi che, nelle intenzioni dei progettisti, dovrebbe dare una grossa mano alla mobilità urbana tanto nel comparto “passeggeri” che in quello “merci”.

Dietro l’iniziativa ci sono nomi come Airbus, Politecnico di Torino ed Italdesign più una serie di altre aziende ad altissima tecnologia alcune delle quali sono start-up.

Urban air mobility

Il tutto rientra nel progetto europeo “Urban air mobility” e conferisce al capoluogo piemontese il secondo posto al mondo per questo genere di iniziative, “battuto” da Dubai dove, alcuni mesi fa, due passeggeri sono stati trasportati con successo da un drone pilotato in remoto.

A dire il vero c’è già stato, proprio a Torino, un record per la movimentazione di materiali: cento chilogrammi hanno viaggiato in tutta sicurezza ed efficacemente su di un drone, anche questo, pilotato da remoto.

L’obiettivo è ambizioso: dopo una fase di “pilotaggio in remoto”, è previsto che i droni acquisiscano autonomia e quindi il controllo passerà all’intelligenza artificiale.

Blade Runner è già qui?

Non proprio. Si parla infatti di una prima sperimentazione, ma sono ancora tanti i punti da chiarire.

Senza entrare nei dettagli da specialisti, bisogna considerare che il volo in ambiente urbano a bassa quota è comunque rischioso e andrà quindi regolamentato indicando, probabilmente, dei “corridoi”.

Inoltre sarà necessario “scrivere” delle “regole comportamentali” per i singoli veicoli e l’ENAC è coinvolta nel progetto proprio in considerazione di questo aspetto. Infatti, dopo i primi diciassette “dimostratori” sperimentali, è previsto un numero ben più alto di veicoli da “gestire” o meglio, che si dovranno auto-gestire, e quindi sono necessarie procedure estremamente funzionali.

Paradossalmente, però, la parte tecnica è la meno problematica. Infatti, una volta terminati i test con gli auspicabili quanto prevedibili risultati positivi, saranno gli utenti a dover approvare questo nuovo sistema di trasporto.

Diffidenza e entusiasmo

Come ogni novità, è facile supporre che verrà accolta sia con diffidenza che con entusiasmo e ci vorrà un po’ di tempo per “assimilare” il drone quale mezzo di trasporto rapido.

Basti pensare al treno. I primissimi treni erano guardati con sospetto per la loro complessità, il fumo che fuoriusciva, la rumorosità … e addirittura qualcuno sosteneva che il corpo umano non avrebbe retto all’accelerazione. Anche se in misura decisamente più ridotta, un eguale sospetto avvolgerà il drone-taxi per poi svanire con l’utilizzo quotidiano.

Ad ogni modo, c’è ancora un po’ di tempo per abituarci all’idea, blade runner è vicino, ma non ancora qui.