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DOPO QUOTA 100 E IN ARRIVO QUOTA 8 ?

Non parliamo mai di politica sul nostro giornale, ma un riferimento a essa è in questo caso inevitabile, se non obbligatorio.

Ma veniamo al concreto, è successo che su alcuni organi di informazione militare e attraverso la voce autorevole dei massimi esponenti della rappresentanza militare, ovvero   l’istituto giuridico interno alle forze armate italiane, il cui scopo è quello di tutelare il personale appartenente alle forze armate in alcuni limitati ambiti consentiti dalla legge e in particolare dei membri del Co.I.R. (Consiglio Intermedio di Rappresentanza), è venuta fuori la questione della assistenza veterinaria e della pensione dei cani militari. Dei cani che per anni hanno accompagnato i loro custodi in giro per il mondo, in piena zona di guerra. Essi si sono comportati a tutti gli effetti come dei commilitoni, intervenendo prontamente a salvare vite umane o a soccorrere feriti e addirittura intervenire allo sminamento degli ordigni esplosivi. Con tutte le dovute differenze per anni, al massimo otto sono quelli possibili per lo svolgimento della carriera militare di questi animali, questi compagni di guerra si sono comportati davvero in modo esemplare. Quando terminano il servizio però, ecco che tutte le tutele sanitarie e le spese sostenute per gli anni di lavoro da parte dello Stato cessano.

Che cosa succede allora? Diciamo subito, che questi nostri fedeli amici, normalmente non sono abbandonati. Sono tutti adottati dagli stessi tutori, che dopo anni vissuti insieme sotto lo stesso cielo, giorno e notte e in ogni dove, ovviamente li portano a casa con loro. Il sito del Ministero della Difesa, propone sempre l’adozione dei cani, ma sostanzialmente l’elenco degli “adottabili” è di solito vuoto per i motivi esposti sopra. La difficoltà è il costo del mantenimento, delle medicine e terapie, che è piuttosto elevato per le tasche dei nostri militari.

Anche la paladina del movimento animalistico l’on. Michela Vittoria Brambilla, a suo tempo ha presentato un’interrogazione parlamentare con cui elencando i punti rilevanti e rilevati dalle richieste degli organismi militari, ha chiesto al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta interrogata, “se non ritenga opportuno assumere iniziative per garantire una serena vecchiaia ad animali così benemeriti e per non disperdere la professionalità dei loro conduttori.” Dopo tutte le sollecitazioni avute, soprattutto dagli esponenti militari, la Ministra Trenta “ Ha già chiesto all’Esercito un approfondimento per valutare i margini d’intervento”.

Diciamolo con chiarezza, dopo quota 100, è in arrivo quota 8?