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Digitale, anywhere, anytime: una risposta della scuola

Digitale: ingranaggi
Photo By Kiko7

Digitale, anywhere, anytime

La vita al tempo del digitale è ormai ibrida tra distanza e presenza, tra on line e off line.

Anche nella vita dei più giovani, e addirittura dei più piccoli, ormai non c’è una vera e propria distinzione tra realtà e virtualità. Certamente con miriadi di opportunità, sociali e culturali a portata di click, ma anche con le sfide, talvolta insidiose, di un’iperconnessione che, abbattendo gli steccati spazio temporali, può comportare anche uno sradicamento dalla comunità d’appartenenza.

La dilatazione degli orizzonti

Sembra paradossale: proprio la dilatazione degli orizzonti tipica della Rete, se non opportunamente orientata, rischia di ostacolare il riconoscimento della dimensione multiculturale, fluidificando i rapporti sociali nel “non luogo” del web. Per questo è fondamentale che la scuola, oggi più che mai chiamata ad educare al riconoscimento, al rispetto e alla valorizzazione dell’altro, individui e attivi strategie didattiche ed educative atte a promuovere nei bambini e nei ragazzi la sensibilità interculturale. In un confronto tra pari che metta gli studenti di fronte a realtà sociali, storiche e geografiche autentiche, vive ed attuali, nazionali ed internazionali. Nel cyberspazio ciascuno può incontrare persone lontane, ma la tecnologia non è neutra. Pertanto il rapporto deve costruirsi entro una cornice di cittadinanza responsabile. Regolamentata dalla consapevolezza di non essere solo fruitori ma titolari di diritti e doveri nella costruzione della relazione.

Una cittadinanza digitale

L’acquisizione di una cittadinanza digitale nella scuola è un processo contemporaneo, quotidiano. Prevede il superamento del digitale come garanzia di isolamento e di distanza per riscoprirlo strumento di contatto. Come avviene da sempre nell’attività della Piattaforma e-Twinning – gemellaggio elettronico – la più grande Community europea di insegnanti volta a favorire la collaborazione e la formazione a distanza, fondata sull’educazione all’accoglienza, al confronto, alla condivisione di esperienze e pratiche. La Comunità, nata nel 2005, attualmente coinvolge circa novecentomila docenti in tutta Europa, dei quali novantamila italiani. In particolare, nel nostro Paese l’azione si avvale del supporto degli Uffici Scolastici Regionali con la stipula di Piani gestiti dalle Autorità scolastiche locali con il coordinamento dell’Unità nazionale eTwinning di Indire, l’Agenzia nazionale Erasmus+, il programma europeo per l’istruzione, la formazione, i giovani e lo sport per il periodo 2021-2027.  

L’utilizzo della piattaforma e una lingua comune

La piattaforma consente di sviluppare e documentare l’internazionalizzazione del settore scolastico. Attraverso la cooperazione tra classi di diversi Paesi utilizzando una lingua comune veicolare. Solitamente l’inglese ma anche tra altre lingue comunitarie, per costruire percorsi progettuali che possono ottenere riconoscimenti europei in un ambiente virtuale di collaborazione. Il gemellaggio può avvalersi anche di docenti esperti, i cosiddetti Ambasciatori. Selezionati per promuovere la formazione e l’attività degli eTwinners, sotto la guida dei Referenti istituzionali e pedagogici degli Uffici Scolastici Regionali.

È una visione strategica. Atta non solo a sviluppare le competenze tecnologiche di docenti e studenti, ma ad innovare la didattica attraverso un apprendimento situato, contestualizzato nel percorso curricolare. Flessibile e modulabile sulle esigenze dell’offerta formativa del singolo Istituto e sulle competenze del singolo Insegnante.

Gli Ambasciatori Erasmus

In qualità di Referente pedagogico per la Liguria ho recentemente partecipato a Firenze, nella cornice del Festival d’Europa, al primo incontro di Coordinamento della nuova rete di Ambasciatori Erasmus + per la scuola, insieme ai Referenti istituzionali e pedagogici di tutte le regioni italiane, accolti dall’Agenzia Nazionale Erasmus+ di Indire. Nella suggestiva sala del Palazzo dei Congressi, i gruppi regionali formavano una cartina geografica che componeva non solo la condivisione di un momento importante di valorizzazione delle esperienze e di promozione delle opportunità offerte dal Programma simbolo dell’Unione europea, ma una nuova, impegnativa consapevolezza.

Modalità “tempo zero”

La pandemia ha dimostrato quanto sia necessario che la scuola sia pronta ad innovare la didattica, anche in modalità “tempo zero. Oggi, usciti dall’emergenza sanitaria, come dirigenti scolastici, docenti, educatori, siamo chiamati a tesaurizzare il più grande impegno di rinnovamento affrontato dalla scuola. In un’impostazione non solo di resilienza ma di prospettiva. Costruendo insieme le risposte più efficaci alle nuove sfide globali, centrate sull’inclusione sociale, la sostenibilità ambientale e l’innovazione tecnologica. La promozione di questa consapevolezza supera la logica del digitale legato alla didattica dell’emergenza. Attiva un processo di ripensamento dell’intero processo educativo e didattico, perché, come aveva affermato John Dewey, con sorprendente attualità, “Se insegniamo agli studenti di oggi come insegnavamo a quelli di ieri li derubiamo del loro domani”.