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Dieta nell’età del bronzo. Cosa mangiavano 4000 anni fa?

Dieta  - insaccati
4.000 anni fa una dieta bilanciata e coi primi salumi – By Cuop of couple

Dieta nell’età del bronzo

Dieta deriva da una parola greca che significa “stile di vita”. Non a caso nel XIX secolo il filosofo tedesco Feuerbach inventò il motto “ noi siamo quello che mangiamo”. Abbiamo conosciuto i nostri antenati dell’età del Bronzo per come gestivano il territorio, per come riciclavano i metalli e per come combattevano. Scopriamoli ora per la loro dieta.

Cosa si mangiava si capisce attraverso le analisi isotopiche

Da poco più di vent’anni il lavoro degli archeologi è agevolato da particolari tecniche di studio di alcuni elementi chimici presenti negli scheletri ( dette analisi isotopiche). Queste analisi ci rivelano numerosi particolari sulla vita degli individui del passato, tra i quali i tipi di alimenti che hanno assunto con più costanza durante la loro vita. Le ossa delle persone vissute nell’età del Bronzo hanno rivelato, per l’Europa occidentale, un bassissimo consumo di pesce a vantaggio dei prodotti terrestri (vegetali e carne). Nonostante ciò, nei siti archeologici vengano comunque ritrovati anche resti di molluschi, crostacei, pesce o altri animali acquatici.

Dieta  - modello di palafitta
Modello di Palafitta preistorica al Museo di Desenzano G.Rambotti

Come nel villaggio su palafitta del Lavagnone di Desenzano del Garda (BS). Durante gli scavi archeologici, vennero trovate numerose scaglie di guscio di tartaruga nelle aree di discarica, indicando che la dieta fosse integrata dalla carne di questo rettile. Sempre al Lavagnone da una delle capanne su palafitta immerse nella torba, emerse da 3900 anni fa un cesto di vimini, sorprendentemente intatto, pieno di noccioli di corniola. Questo frutto rosso simile alla prugna, era probabilmente consumato fresco o usato per bevande fermentate.

La dieta nell’età del bronzo privilegiava la carne

Miniera di sale di Hallstatt in Austria

Gli uomini e le donne dell’ età del Bronzo si nutrivano quindi per la maggior parte di carne animale. Lo studio dei resti ossei della fauna nei villaggi europei, mostra una netta predominanza per il maiale, seguito dalla capra e dai bovini. Proprio il consumo di maiale ci rivela una piccola curiositá. Nell’area delle miniere preistoriche di sale di Hallstat, in Austria, in livelli datati a 3300 anni fa, le ossa di precise parti dell’animale, particolari strutture in legno e l’esistenza stessa di una miniera di salgemma, rivelano la pratica della macellazione del maiale e della sua salatura per la produzione di prosciutti e pancetta affumicata. Con l’uso del sale e di una carne come quella suina che si presta alla realizzazione di conserve di carne, inizia nell’età del Bronzo la produzione di salumi. Forse più per ragioni di logistica di alimentazione che per palato.

Dieta completa e bilanciata

In genere si sa che le genti dell’età del Bronzo si cibavano anche di carne di selvaggina e di molti vegetali. In questo, rivelarono così una dieta abbastanza completa e bilanciata. Verso la fine dell’etá del Bronzo è documentata la crescita del consumo di lenticche, piselli, fave, lino (per olio), mele, fichi e vecciola (un’antica leguminosa). In alcune regioni italiane che si trovavano nell’orbita delle comunicazioni con la Grecia e il mondo Miceneo tramite il mar Adriatico o il mar Tirreno, abbiamo le prove dell’alba della dieta mediterranea.

Nel villaggio terramaricolo di Montale(MO), in alcuni nuraghe sardi e nel villaggio di Campomarino (CB) gli archeologi hanno trovato discrete quantità di vinaccioli (semi) di uva, che dovrebbe essere già una via di mezzo tra quella selvatica e quella domestica adatta alla vinificazione. Ancora in Sardegna nel nuraghe di Duos Nuraghes sono presenti alcuni noccioli di olive potenzialmente non selvatiche. La dieta con l’età del Bronzo si fece sempre più ricca. Forse saporita per il graduale consumo di sale, con integrazioni importanti come le bevande alcoliche. Ma era ancora molto lontana dalla dieta alla quale siamo abituati.