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Crisi della coppia un caso vero di difficile soluzione

Crisi della coppia – G.Altmann

Crisi della coppia, come affrontarla e risolverla. Questa volta affronteremo un caso di crisi coniugale che mi è capitato di dover affrontare come consulente, ma di difficile soluzione.  Facile immaginare, che in questa storia molti di voi si riconosceranno o comunque in qualche modo, avranno modo sicuramente di trovare analogie in situazioni capitate ad amici o divulgate “per sentito dire”. A questo link, potete trovare i miei articoli precedenti.

Il caso clinico

I coniugi S. hanno richiesto una consulenza per affrontare la loro situazione coniugale, in crisi da diversi anni. Pensate che secondo l’università di Utrecht, bastano sette minuti per un rapporto intimo perfetto della coppia!

La signora D. anni 48, si lamenta del fatto che il marito, S. anni 53, le dedichi poche attenzioni sessuali, al punto da sentirsi spesso rifiutata.

Sono sposati da 19 anni, e l’aspetto sessuale è diventato carente fin dai primi mesi dopo il matrimonio. Lei aveva avuto un altro partner prima di conoscere il marito, il signor S. invece, era alla sua prima esperienza.

Spesso al signor S. sono capitati episodi di perdita dell’erezione durante i rapporti sessuali, probabilmente causati dall’ansia, infatti dalla visita andrologica non risultano disturbi di tipo organico.

La diversa personalità dei coniugi

Crisi di coppia ” Non fate la guerra” – Aniamineva

Le problematiche nella coppia sono accentuate dalla personalità totalmente diversa dei due coniugi: la signora esprime liberamente i suoi pensieri e ha bisogno di dialogare, approfondire, capire, al contrario il marito è più introverso, taciturno, non ama molto le discussioni. Per questo motivo, spesso si scontrano su qualsiasi aspetto che riguardi la gestione della vita familiare e l’educazione dei figli, di 15 e 9 anni.

La moglie afferma che lui sia disinteressato a ciò che fanno i figli, mentre lei ritiene opportuno controllarli, per sapere cosa fanno, com’è il loro rendimento scolastico, o chi frequentano.

La signora D. inoltre, ritiene che il marito sia troppo lento nelle attività che deve svolgere, e lui afferma di essere infastidito dall’eccessivo controllo da parte della moglie. Lei sostiene anche che il signor S. abbia un carattere come quello del padre, “orso solitario”, infatti riferisce che non ha amici con cui parlare o uscire.

I punti su cui lavorare

Nel corso dei colloqui, si cerca di capire su quali punti lavorare, approfondendo gli aspetti sessuali della relazione di coppia, la vita quotidiana, il loro passato, i rapporti con le rispettive famiglie, ma dopo pochi incontri la signora decide di interrompere, poiché ritiene che il marito non sia convinto di questo percorso, probabilmente perché non ha interesse a migliorare la situazione.

In conclusione, hanno parlato della possibilità/rischio di arrivare alla separazione, anche se non vogliono assolutamente far soffrire i figli.

Dai colloqui svolti con la coppia, emerge che il signor S. ha una personalità molto chiusa e problematica, ha difficoltà ad esprimere le proprie emozioni, e sembra sottomesso dal carattere più forte e, forse, un po’ invadente e prevaricante della moglie. È evidente che vive un forte disagio e dimostra di essere rassegnato nella possibilità di gestire e risolvere le difficoltà di comunicazione, presenti da sempre nel loro rapporto. Il disturbo sessuale da loro riferito (perdita d’erezione), può essere legato alla sensazione di sentirsi sempre messo alla prova e controllato, oltre che ad un calo del desiderio nei confronti della moglie, provocato dalle tensioni e dai conflitti coniugali.

Cosa consigliare

Si ritiene possa essere utile per lui, un sostegno psicologico individuale, per approfondire i suoi pensieri, le sue emozioni e per poter esprimere liberamente e senza timori, le sue difficoltà e i disagi, che vive nel ruolo di marito e di padre.

La signora, appare decisamente più rigida nelle sue posizioni e negli schemi mentali, risultando a volte molto critica nei confronti del marito e, spesso, iperprotettiva nel ruolo di madre. È convinta che il suo atteggiamento di controllo verso i figli, sia indispensabile per il loro benessere, ma questo comportamento denota una sua insicurezza di base, gestita tramite il bisogno di controllare tutto ciò che fanno i figli e il marito.

Per concludere, lo svolgimento dei colloqui con i due coniugi non è stato facile da gestire, per l’eccessiva predominanza della signora D. e della conseguente incapacità del signor S. ad esprimere le proprie posizioni, in merito agli argomenti trattati.

 L’obiettivo dei colloqui

L’obiettivo dei colloqui era di venirsi entrambi incontro, provando a modificare in parte i loro atteggiamenti, cercando però, di rispettare le proprie esigenze e i propri tempi, trovando anche una linea comune nell’educazione dei figli, e ritrovando o riscoprendo una sessualità più serena e soddisfacente.

L’interruzione del percorso terapeutico dopo pochi incontri ha, però, impedito il raggiungimento di tali scopi, lasciando probabilmente un senso di rassegnazione.

Per motivi di privacy, sono stati omessi i nomi dei pazienti, lasciando solo l’iniziale del nome.