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Cricket-India, il problema “infanzia” che riguarda tutti

Vaibhav Sooryavanshi con la maglia dell’India

Nel Cricket T20 di questa stagione ha esordito un 15enne (e 99 giorni) in Inghilterra contro India. Ma il “vero” caso era già esploso tre anni fa quando il batsman (quello che colpisce la palla con la mazza) Vaibhav Sooryavanshi ha preso e onorato un super contratto in IPL (Indian Premier League), la NBA del Cricket mondiale.

Niente di più oceanico, glamour e ricco al mondo.

Sorvolo malvolentieri sulla parte tecnica, e sparo la domanda che nessuno si pone dopo aver detto che i bambini hanno diritto all’infanzia felice etc. Siamo sicuri che vietare a un ragazzino di gareggiare al livello che gli compete gli faccia SOLO del bene? Siamo sicuri che stando a casa ad applaudire (e rimpiangere) si provino grandi sentimenti alla De Amicis?

Io credo che, se fosse stato tenuto fuori, Sooryavanshi oggi avrebbe sofferto e odiato. E non mi risulta che questo faccia bene agli adolescenti. Nella nostra farlocchilandia politica, il ragazzo “protetto che può vivere serenamente la sua tenera età” gioca col nonno in cortile. Invece nella realtà sta davanti al telefono a guardare i suoi colleghi e a chiedersi perché l’anagrafe gli abbia fatto così tanto male.

CARCARLO

Non sto promuovendo lo sfruttamento minorile alla Pravettoni di Mai dire Gol, i dodicenni non devono essere sfruttati per cucire i palloni, e nemmeno per calciarli.

Preferibilmente.

MA SE CRESCONO PRIMA?

Se esplodono fisicamente e tatticamente? Se meritano le prime leghe 5 anni prima degli altri? Credo si debba valutare caso per caso, con occhio specifico al tipo di lega, di famiglia, di cultura, di formazione ossea, e al carattere dell’atleta. In nazionale indiana di Cricket aveva già esordito – poco più vecchio –  la semidivinità Sachin Tendulkar, ma senza i 3 anni di IPL precedenti.

Per immaginare la Indian Premier League dall’Italia possiamo provare a sommare Hollywood, Bollywood, la NBA e la Formula 1. Aggiungendo toni etnici e tutto il contrasto sacro-profano di un miliardo di persone (solo in India).

La IPL non è un giardino di Lugano

IN INGHILTERRA

Vaibhav S. ha esordito in battuta contro Jofra Archer, suo compagno di squadra nei Rajasthan Royals, roba seria, non da cortile luganese. Archer è un fast bowler, uno di quelli che ti lancia addosso a 150 km orari, palle che sbattono a terra e spesso ti prendono sul casco o sulle costole. L’impressione (nostra) che nel cricket facciano “tic” con la mazzettina è dovuta alla loro massima calma e concentrazione, noi ci accartocceremmo, ricevendo la palla sul collo o sui genitali e alzandoci pieni di fratture.

A qualsiasi età.

Pubblicato il: 20 Agosto 2026
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