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Così nacque l’idea del teatro itinerante

La nascita del teatro itinerante: l’idea che salvò le scenografie di Vicenza

Teatro itinerante - olimpico di Vicenza
Teatro Olimpico di Vicenza

Nel secondo dopoguerra la città di Vicenza appariva profondamente segnata dalle ferite del conflitto. Tra il 1943 e il 1945 subì ripetuti bombardamenti che colpirono il centro storico e ne compromisero il patrimonio monumentale. Nella notte del 2 aprile 1944 una devastante incursione colpì varie aree della città. Nel mirino gli stabilimenti Olivetti e numerosi edifici storicamente o culturalmente rilevanti, come il Teatro Olimpico.

Le sue preziose scenografie lignee — che per consistenza del materiale e posizione ai fondali costituivano un pericolo in caso di incendio — furono sottratte dai responsabili della Soprintendenza nel 1943, grazie alla collaborazione delle truppe italiane in forza alla Wehrmacht. Dal 1943 le operazioni di evacuazione misero le scenografie al centro di operazioni di evacuazione dettate dal pericolo dei bombardamenti.

Nel maggio 1944, su iniziativa del Soprintendente ing. Emilio Lavagnino, la scenografia lignea del Teatro Olimpico — smontata a Vicenza e ricoverata nei pressi di Portale, a Sorgà — era portata a Venezia per sottrarla al rischio di incendi e distruzioni. Cessata la guerra, il rimontaggio risultò concluso nel febbraio del 1946.

Dall’emergenza postbellica alla tutela del manufatto storico

Nel frattempo un’altra emergenza si era aperta in città: la Basilica Palladiana, colpita nel bombardamento del 18 marzo 1945, aveva perduto le sue coperture monumentali, e la copertura doveva essere ricostruita. Nel marzo del 1946 però la Soprintendenza (in accordo con la Sindacatura di Vicenza guidata dal Sindaco di allora) dispose di rivedere il dispositivo frutto delle strutture provvisorie e limitare l’uso delle scenografie del Fidei, così da tutelare l’incolumità del manufatto. Fu in quel frangente che maturò un’idea originale e particolarmente significativa sul piano storico e culturale.

Lo scenografo Alessandro Savino, chiamato a Vicenza già nel 1935, aveva progettato una prima revisione dell’Olimpico negli anni precedenti e già nel settembre 1939, con il progetto presentato per i Gonzaga, aveva delineato soluzioni che richiamavano i teatri antichi.

Nel 1946 l’ipotesi — sostenuta da enti e da alcune istituzioni — era quella di realizzare un teatro itinerante. Per farlo, Savino riprese i progetti e le idee già pensate nel periodo anteguerra e nel settembre 1948, portò allo scoperto le componenti del Fidei e diede avvio a una prima campagna di allestimento. Completatarono le operazioni di smontaggio e rimontaggio delle scenografie secentesche, compiute negli anni precedenti: una volta allestite su supporti mobili, le scenografie del Fidei divennero la base di un nuovo teatro portatile che consentiva di “trasportare” l’Olimpico in altre sedi, favorendo una prima forma teatrale itinerante, portando il nome di Vicenza nei grandi palcoscenici europei.

Complessivamente nasce dunque in un periodo difficile la straordinaria idea di un teatro mobile destinato a divenire un punto centrale della tradizione scenografica vicentina, che nei decenni successivi troverà una rinnovata linfa fino ad arrivare ai progetti contemporanei, e nel solco di una tradizione viva che trae ispirazione dalla unicità vicentina dell’eredità palladiana.

Pubblicato il: 9 Dicembre 2025
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