Colori ed emozioni: rosso il colore della rabbia
La rubrica di Rebecca, già con il suo primo articolo sul colore blu, ha conquistato molti lettori di Globe. Sono moltissimi, infatti, i giovani intorno a vent’anni che hanno condiviso e provato le stesse emozioni nelle parole scritte da Rebecca. Siamo felici ed entusiasti di continuare questo viaggio attraverso i colori e verificare quali sensazioni proporrà il rosso

La rabbia = rosso
Il rosso è uno dei colori fondamentali. Simboleggia il desiderio di avere successo, vitalità, pienezza di esperienze. Tuttavia, può significare anche impulsività oppure aggressività. La rabbia è un’irritazione violenta prodotta da un’improvvisa delusione che esplode in azioni e parole incontrollate e scomposte o che rimane inespressa tormentando chi la prova.
Cosa succede quando siamo in imbarazzo?
Cosa ci succede, quando siamo in imbarazzo? Magari quando ci fanno un complimento che non ci aspettavamo o anche quando si fa una figuraccia, magari cadendo a gambe in su davanti al ragazzo che ci piace o ancora quando, a scuola, in un’aula piena di studenti che nemmeno conosciamo, la professoressa ci sgrida pure se la colpa non era la nostra.
Cosa ci succede, allora, quando siamo in imbarazzo? Ci facciamo rossi come pomodori troppo maturi, la maggior parte delle volte.
Cosa succede quando siamo arrabbiati?
Cosa ci succede, invece, quando siamo arrabbiati? Magari quando litighiamo con il nostro migliore amico e siamo più che convinti di avere ragione, o magari quando perdiamo per un soffio l’unico treno che ci portava all’università, o ancora quando avevamo studiato per giorni interi per quella verifica, e prendere poi un misero ed insignificante cinque più.
E allora ci facciamo rossi come il fuoco, sembra che esca dalle nostre orecchie una nube di fumo nera, sentiamo il cuore che esce fuori dal petto, le mani che tremano. .Ci sentiamo quasi impotenti perché ci stiamo facendo travolgere completamente come un’onda del mare violenta; dovrebbe essere esattamente l’opposto.
Ci sono alcuni che quella rabbia la esprimono bene: urlano forte, per esempio, piangono, a volte, oppure mettono la testa sotto il cuscino e fanno respiri profondi. Ci sono altri invece che quella rabbia la nascondono bene, se la tengono dentro. E io, purtroppo, faccio parte di quella categoria. È orribile, perché senti che quel fuoco vivo ti arde dentro, quel rossore si trasforma, diventa bordeaux o forse ancora più scuro.
È frustrante perché finisci per arrabbiarti ancora di più, ma stavolta con te stesso. Torni a casa e pensi: “Cavolo, potevo rispondere così, o forse anche così, ma addirittura così” e invece sei stato in silenzio, muto come un pesce, nemmeno una parola.
Però a volte, per me sempre, quella arrabbiatura ci serve a capire. Pensandoci, quanto è bella quella sensazione di bene quando si fa pace con gli altri? Pace con gli altri, sì, pace anche e soprattutto con noi stessi.


Studentessa in scienze della comunicazione


