Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

Colesterolo alto. È sempre colpa delle uova?

Colesterolo - uova

Il colesterolo. Argomento decisamente di attualità nel periodo natalizio. I consigli della nostra biologa nutrizionista sono invece attuali tutto l’anno. Non scadono mai. Seguiamoli, ci sentiremo meglio!

Il colesterolo

Appartiene alla famiglia dei lipidi steroidei e nel corpo è presente in circa 2 mg per Kg di peso corporeo. Al contrario di quello che si pensa quando si sente parlare di colesterolo dobbiamo dire che è un grasso non sempre dannoso. Anzi.

Le funzioni

Ha funzioni importantissime all’interno del nostro corpo infatti:

  • Mantiene l’integrità e fluidità della membrana cellulare andandosi a porre nel doppio strato lipidico.
  • È il precursore della Vitamina D che sappiamo essere fondamentale per tutta una serie di reazioni metaboliche di cui vi parlerò meglio in un successivo video.
  • È il precursore degli ormoni steroidei come estrogeni, progesterone, testosterone, aldosterone e cortisolo ad esempio.
  • Componente della mielina, quindi importante per la trasmissione nervosa perché la mielina serve per la trasmissione degli impulsi nervosi.
  • Serve per la produzione di energia da parte del muscolo cardiaco.

Classificazione e significato

Colesterolo - dati di 164 Paesi

Quando leggiamo le analisi del sangue troviamo comunemente 3 valori indicati: Colesterolo Totale, LDL, HDL.

Colesterolo totale

Il colesterolo totale è la somma complessiva del colesterolo contenuto nelle lipoproteine (LDL + VLDL + HDL).

Colesterolo LDL

Il compito del colesterolo LDL è quello di portare appunto il colesterolo alle cellule. È comunemente conosciuto come colesterolo cattivo in quanto se presente in eccesso nel nostro corpo aumenta drasticamente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Si considera accettabile nell’adulto sano sotto ai 60 anni senza altri fattori di rischio cardiovascolare un valore di colesterolo LDL inferiore a 100 mg/dl.

Più è alto il rischio di eventi cardiovascolari più il valore del LDL deve essere tenuto basso, ad esempio i soggetti con un precedente infarto o un ICTUS dovrebbero avere dei valori almeno inferiori a 55mg/dl. È da tenere presente che anche un soggetto totalmente asintomatico può essere ad alto rischio di eventi cardiovascolari e pertanto tale valutazione dovrebbe essere eseguita da un operatore sanitario esperto della materia.

Parametri di riferimento

Si può fare riferimento al sito heartscore.org (gestito dalla società europea di cardiologia) per calcolare il rischio basale di eventi cardiovascolari per ciascun individuo a partire dai seguenti parametri: età, sesso, abitudine al fumo, pressione arteriosa media e valori del colesterolo.

Esistono ovviamente anche altri elementi da valutare che fanno aumentare ulteriormente tale rischio. I più importanti sono: rapporto altezza/peso, creatinina ed albuminuria negli esami di laboratorio, diabete e sue complicanze. Dai recenti studi Fourier ed Odissey si è scoperto che valori di colesterolo LDL intorno a 30mg/dl non causano effetti nocivi per la salute e riducono drasticamente il rischio di nuovi eventi cardiovascolari.

Colesterolo HDL

Il colesterolo HDL è invece un vero e proprio spazzino in grado di raccogliere l’eccesso di colesterolo e veicolarlo al fegato. Da qui tale composto verrà inglobato nei sali biliari, riversato nell’intestino e in parte espulso con le feci. Il valore ideale di HDL dovrebbe essere maggiore di 50 mg/dl. Più è alto tale valore, più il rischio di disturbi cardiovascolari si riduce.

L’obiettivo quindi deve essere avere sempre un colesterolo LDL almeno inferiore a 100mg/dl (eventualmente più basso in base alla storia clinica o ai risultati dell’heartscore) ed un colesterolo HDL maggiore di 50mg/dl.

Come ridurre il colesterolo modificando il proprio stile di vita

La maggioranza di persone che viene in ambulatorio con le analisi del colesterolo alto mi dice questa frase “eppure io uova e formaggi non ne mangio”.  Ma in realtà bisognerebbe porre la domanda: “Frutta e verdura ne mangi? Legumi? Noci, nocciole, mandorle?” Per questo occorre un po’ di chiarezza.

Solo il 15-20 % del colesterolo deriva dall’alimentazione. Il 75-80% viene prodotto a livello epatico dal nostro corpo. Inoltre il colesterolo non deriva solo da un eccesso di colesterolo introdotto con l’alimentazione, ma anche da un eccesso di zuccheri nella dieta, farine raffinate, grassi saturi e trans presenti nei prodotti confezionati e da un basso livello di attività fisica. Dobbiamo sempre considerare lo stile di vita nel suo insieme.

L’aumentata produzione di colesterolo può essere anche la risposta del corpo nel tentativo di gestire i danni dovuti in realtà a fattori multipli quali:

  • Infiammazione (acuta e cronica)
  • Ossidazione
  • Bassi livelli di vitamina D
  • Mancanza di vitamina K2
  • Disturbi della flora batterica
  • Infezioni batteriche
  • Sindrome metabolica e disturbi nel metabolismo dei lipidi
  • Mancanza di vitamina C
  • Mancanza di magnesio
  • Disturbi nel metabolismo dell’ossido nitrico (NO)
  • Stress cronico e carenza di sonno

Una review pubblicata su Nutrients nel 2018 ha evidenziato come l’infiammazione e l’ossidazione, non il solo colesterolo abbiano un ruolo chiave nell’insorgenza e nella progressione delle patologie croniche. L’adozione di modelli dietetici come la dieta mediterranea vera, fornisce microcostituenti alimentari bioattivi con effetti benefici che non si limitano alla diminuzione del riassorbimento del colesterolo e all’aumento dei livelli e della funzionalità delle HDL plasmatiche. Forniscono principalmente una migliore stabilità contro l’ossidazione e l’infiammazione.

Questo non significa che da oggi in poi sia giusto abusare di uova o prodotti di origine animale. Significa piuttosto valutare se nell’alimentazione quotidiana stiamo introducendo verdura e frutta a sufficienza, grassi buoni come noci, nocciole e mandorle e olio extravergine. O al contrario stiamo introducendo un eccesso di alimenti ricchi di conservanti e composti da farine raffinate e grassi trans.

Allora non è solo colpa delle uova?

Un piccolo inciso per quello che riguarda le UOVA, da sempre demonizzate.
La letteratura attuale ha sdoganato questo alimento. Esse infatti sono economiche, ricche di proteine e micronutrienti, ricche di nutrienti e povere di acidi grassi saturi. Sono invece gli acidi grassi saturi e i grassi trans ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Il fatto che il colesterolo alimentare sia comune negli alimenti ricchi di acidi grassi saturi potrebbe aver contribuito all’ipotesi che il colesterolo alimentare sia aterogenico.

Le nuove ricerche e linee guida americane in caso di individui sani hanno dato l’ok anche per il consumo di 2 uova al giorno. Per i pazienti a rischio cardiovascolare è sempre consigliato un approccio individualizzato e seguire i dettami di un professionista della salute.

Fonti: Live Science 25 Marzo 2008. Sito della salute del Dr. Mercola. Dr Rath Foundation. Il New York Times il 16 gen 2008. Come sei stato ingannato dal colesterolo buono e cattivo.

Carson JAS et al. Dietary Cholesterol and Cardiovascular Risk: A Science AdvisoryFrom the American Heart Association. Circulation 141 (3), e39-e53. 2020.

Pubblicato il: 4 Dicembre 2021
Verificato da MonsterInsights