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Colazione da Tiffany di Truman Capote tra libro e film

Colazione da Tiffany - Audrey Hepburn
Audrey Hepburn – By ( lic.CC BY 2.0)

Sono passati 5 decadi + 3 anni dalla pubblicazione di “Colazione da Tiffany”. Un libro e a seguire un film di successo. Ci sono tutti gli ingredienti a distanza di tanti anni per sognare ancora un mondo diverso, ma che ci appartiene ancora. Ben altra cosa rispetto alla protagonista femminile de “la Beata toscana”. Ma ogni storia rappresenta solo sé stessa.

Colazione da Tiffany

“Abitavo nella casa da circa una settimana quando notai che la casella dell’appartamento numero due era contrassegnata da un bigliettino perlomeno strano. Stampato con una certa eleganza formale, il biglietto diceva: Signorina Holly Golightly, e sotto, in un angolo: in transito. Cominciò a perseguitarmi come una canzonetta: Signorina Holly Golightly, in transito.”

Questa bizzarra scritta, lasciata come una sorta di avvertimento, occuperà le fantasie del protagonista, Paul Varjak, fin dalle prime pagine. A lasciarla è lei, Holly, creatura sfuggente e inafferrabile. Un Samuel Pickwick al femminile perennemente in fuga tra le strade sfavillanti di una New York brulicante di personaggi indimenticabili.

Due Holly differenti tra libro e film

Se desiderate passare un pomeriggio piacevole in compagnia di un romanzo breve ma intenso, Colazione da Tiffany di Truman Capote può fare sicuramente per voi, soprattutto se accompagnato dall’ascolto della struggente Moon River, colonna sonora del film diretto da  Blake Edwards. Non bisogna però lasciarsi ingannare dalla visione della celebre pellicola nell’approcciarsi a questa splendida lettura, dal momento che la Holly che ci viene presentata nel romanzo è molto diversa dalla sognante e adorabile Audrey Hepburn.

Nel film la protagonista appare febbrilmente in cerca di un suo posto nel mondo. E’ spaventata da qualsiasi sentimento che possa destabilizzarla nonostante finisca per cedere al vero amore nelle ultime scene.

La Holly di Capote ha invece poco di romantico e ancor meno di sognante. Si potrebbe definire persino apatica. A tratti irritante nella sua esasperata ricerca di qualcosa che viene precluso anche al lettore, tormentato al pari di Paul Varjak dal desiderio di penetrare i segreti di questa ragazza enigmatica e affascinante, dal passato infelice.

Due modi diversi di raccontare Colazione da Tiffany

Il romanzo si apre con una scena che permette da subito di prendere le distanze da quanto accade nel film. Holly Golightly non si è mai fermata nel suo continuo peregrinare in giro per il mondo ed i suoi amici dell’Upper East Side, Paul compreso, si domandano dove si trovi in quel momento, trasmettendo subito al lettore una sensazione di perdita prematura, prima ancora di conoscere la protagonista.

Si tratta di due modi diversi di raccontare le vicende. Non solo per quanto riguarda lo svolgimento della storia, ma anche per la caratterizzazione dei personaggi a loro modo ben più complessi e imperscrutabili rispetto a quelli del film.

Holly Golightly è anche l’emblema stesso della provocazione, personaggio nato dal genio di un autore che, in quel particolare momento storico, si vide rifiutare la stampa del romanzo perché considerato troppo audace finché venne pubblicato a puntate sull’Esquire, nel 1958. Per citare lo stesso Capote Holly è un simbolo di tutte quelle ragazze venute a New York che per un istante fanno una giravolta sotto il sole.

Colazione da Tiffany può essere a tutti gli effetti considerato un romanzo forte. Privo di filtri e abbellimenti, a tratti crudo ma nello stesso tempo ipnotico, come ogni scritto uscito dalla sapiente penna di Truman Capote.