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Cime Tempestose di E. Brontë. Un classico per l’estate

Cime Tempestose - Il libro
La copertina di Cime Tempestose

Cime tempestose è uno di quei volumi che non possono mancare nella nostra libreria. Fa parte di quella parte di cultura patrimonio del mondo, che conoscono tutti. Rimanerne inconsapevoli volontari sarebbe un peccato per noi stessi. Un po’ come le proposte che abbiamo fatto fino ad oggi qui sul nostro magazine. Già l’appassionante frase che qui introduciamo ha un senso profondo e sollecita la lettura.

Cime Tempestose

“Il mio gran pensiero, nella vita, è lui. Se tutto il resto perisse e lui restasse, io potrei continuare ad esistere; ma se tutto il resto durasse e lui fosse annientato, il mondo diverrebbe per me qualche cosa di immensamente estraneo: avrei l’impressione di non farne più parte.”

Un classico tra i più belli e atipici

Cime Tempestose viene da sempre considerato, a ragione, uno dei classici più belli della letteratura ma anche uno dei più atipici.

Questo romanzo dalle tinte cupe e disperate ha infatti inizio niente meno che con una manifestazione spiritica decisamente inquietante, degna della miglior vena di Stephen King.

Le vicende continuano immerse in una tenebra costante che sembra possedere anche le anime decadenti dei personaggi.

Catherine e Heathcliff, celebri protagonisti del dramma, appaiono come una coppia veramente lontana dai canoni della letteratura ottocentesca: basti pensare alla irreprensibile Jane Eyre, eroina sacrificata ad un amore tormentato e che lotta costantemente per mantenere la propria dignità o alla delicata Lucy Snowe persa tra i suoi amori platonici.

Protagonisti negativi e con fascino

I protagonisti di Cime Tempestose sono invece individui fortemente negativi e proprio per questa ragione così ricchi di fascino. Egoisti, opportunisti e diabolici anche in amore, riescono a calare sul lettore un’atmosfera di incombente tragedia impedendogli, spesso suo malgrado, di staccare gli occhi dal romanzo.

Oltre agli elementi soprannaturali (bollati come superstizione ma di fatto lasciati alla libera interpretazione di chi legge), uno dei punti controversi dell’opera è costituito dai numerosi misteri mai risolti che circondano i personaggi e che hanno fatto accostare questo romanzo al genere gotico.

Di certo c’è solamente che, una volta terminata la lettura, sarà molto difficile allontanarsi per sempre da quella lugubre brughiera…

“Emily sapeva liberare la vita dalla sua dipendenza dai fatti: con pochi tocchi indicare lo spirito di una faccia che non aveva più bisogno di un corpo; parlando della brughiera far parlare il vento e ruggire il tuono” (Virginia Woolf).