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Cibo e “anzianità visuale”. Fa bene o fa male…

BeliEVIL CredereMALE

Che scherzi ci fa la nostra percezione? Sono sempre stato attratto e spaventato da come una frase casuale, uno slogan, un fumetto, una battuta fraintesa o un errore di battitura formino e incrostino una percezione sbagliata per l’eternità. Succede in ogni campo. Quante cose crediamo verissime solo perché le sentiamo spesso? Quante volte ci troviamo a dire “wow, credevo l’esatto contrario”? E quante volte siamo disposti a fare marcia indietro? Purtroppo quasi mai”. Luca Tramontin

Se quando nasciamo un cibo è già nel nostro campo visivo lo riteniamo naturale. Se ci entra nel radar visivo più tardi lo riteniamo artificiale, dopante o insicuro. Sarà una questione di percezione?

Cibo. Il grosso equivoco

L’idea che esistano cibi artificiali e antichi ci è aliena. L’idea che certi cibi “nuovi” siano in realtà antichi e naturali ci fa proprio ridere e deridere. Chi la sostiene deve addurre prove, incassare dubbi, battute e spesso non basta ancora. Questa difficoltà di inversione sta diventando una perversione, al punto da farci riflettere su quanto siano parenti i due termini (in/per vertire). In realtà esistono processi chimici molto sofisticati che hanno già parecchi secoli, ma a noi sembrano sgorganti fonti acquee di madre natura. Siamo fatti così.

Cibo - A tavola
Insegnare a una rockstar un rapporto mistico con minerali e vitamine (still shot da SPORT CRIME)

L’albero del bicarbonato

Siamo vicini a pensare che il bicarbonato sia naturale e l’integratore Alfa-Alfa l’ennesima trovata del fitness. O peggio. L’Alfa-Alfa in realtà è l’erba delle mucche, quella dei nostri prati, ma solo recentemente se ne sono scoperte le proprietà di assunzione diretta. Quindi qualcuno ha pensato di essicarla, prende

re la parte piu utile e venderla agli sportivi, a chi non può ingerire la fibra o ai matti che credono di averne bisogno (così abbiamo definito le tre fette di mercato principali della nuova Green-Fad, moda verde). Il caro vecchio bicarbonato è un prodotto di fabbrica, ma sa tanto da nonnina carina, da biscotti Doria, fa tanto bene allo stomaco. Come la citrosodina.

Solo esempi

Niente contro il bicarbonato, né la citrosodina, e nessuna passione per l’Alfa, non mi interessano, li ho solo presi come esempi, nessuna pubblicità positiva né negativa. Mi servono solo per spiegare quanto la percezione del cibo sia basata sul campo visuale e sulla percezione temporale, senza (in genere) basi scientifiche né salutari o salutistiche.

Categorie, ovvero il packaging linguistico

Certo, il nome fa tanto: la confezione e il metodo di vendita anche, resta il fatto che la pianta di Moringa te la mostro quando vuoi, l’albero del bicarbonato non saprei dove trovarlo. Come si fa a sapere in che categoria una persona classifica un cibo? È facile, se ritiene che vada presa a piccole dosi e poi interrotta significa che la sua mente evoca doping e provette, se dice che in giusta misura, ecc. ecc., vuol dire che sta applicando la targa mentale del caro vecchio cibo.

Effervescenza, apparenza banale, ma complessità chimica nelle riprese di F. Alotto

Come fa a sembrare doping un cibo che ha 3000 anni

Abitualmente, quando si usano esempi generali, le persone si spaventano e volano su Google a vedere lo specifico di cosa sia la moringa o l’alfa-alfa, anche se si dice prima che sono solo esempi tra mille. Come fa un cibo naturale a sembrare doping? Classico: è un cibo normalissimo in Perù o in Thailandia, da secoli o millenni, viene importato da pochi anni, quindi risulta doping (la “uuuuuuuhhhhhh” polvere di Noni…) mentre è una normalissima pietanza in altre parti del mondo.

Interrompere i pomodori per non assuefarsi? Ma dai

“Loro” la mangiano ogni giorno (“Ma forse sono diversi di costituzione”, questa è la più bella di tutte) noi invece dobbiamo interrompere ogni tanto per non diventare dipendenti. Come dire di interrompere i pomodori o i legumi per non andare a San Patrignano a curarsi. In ogni epoca le etnie locali hanno inventato delle “difese ambientali” commestibili. Sempre “contro” qualcosa.

Antropo-meccanismi ricorrenti

I problemi di conservazione hanno “detto” ai popoli del freddo di salare e conservare i grassi e le proteine per gli inverni lunghi. E si tratta di veri processi chimici, salvifici ma artificiali. Eppure quando dici che il salame contiene aminoacidi vedi ancora facce stupite. Un giorno in redazione ho detto ad un collega A che il collega B sarebbe subito andato in rete a controllare. So che è illegale ma A ha scavato nel motore di ricerca ha trovato “Salame amiNNoacidi”, sì, con due “n”. E sì, lo ammetto, abbiamo riso.

Vuoi che non sappia? Mangio due volte al giorno, se non so io…

In effetti il settore alimentare è uno di quelli che ci espone di più ai trucchi delle percezioni errate, ci sono ovviamente dei motivi. Quello che si maneggia tanto (cibo, televisione, automobile) dà spesso la farlocca impressione di saperne molto, io dico spesso che guido 200.000 km all’anno e non ho idea di cosa ci sia dentro il cofano, ma per molto non è così.

Per molte fasce sociali è difficile ammettere di sapere poco di ciò che si vede tanto, si può ammettere l’ignoranza in campi remoti, ma prova a dire a una vitti-mamma che l’alimentazione di suo figlio è sbagliata, ti tira dietro i bigodini, ma (più grave) ti tira dietro anche la stampa e gli avvocati, poi se le chiedi se le vitamine sono solubili ti dice che non c’entra niente, che ciò che conta è l’amore.

Polvere, contro tempo e spazio

Tutto quello che è in polvere e non viene cucinato (altrimenti entra nel “codice farina” e va benissimo), è categorizzato come doping, o come fighezza di moda. Peggio ancora se si compera in rete. In entrambi i casi ci sono delle tristi e pericolose verità, la rete offre di tutto soprattutto a chi è convinto di sapere più del medico. Ma cos’è la capsulazione? La liofilizzazione? L’integrazione in polvere? Oltre che una picaresca moda, anche una difesa contro la carenza di tempo e spazio.

Meglio che tuo figlio resti per 30 ore senza sali minerali o che beva un sorso di succo di barbabietola? La fretta di adesso è il freddo di una volta, lo stesso meccanismo che ha portato alla cagliatura del latte adesso porta all’essiccazione delle erbe da cortile. Non è bello né brutto, né positivo né negativo, è un dato ricorrente che non salta nessuna epoca.

Mate, la bevanda argentina derisa in Italia fino al celebre “la beve anche Papa Francesco”

La bella insalatona di una volta

Meglio che si faccia un’insalatona? D’accordo, te lo vedi tuo figlio con un piatto di cavolfiori con i ritmi (giusti o sbagliati) di adesso? Col telefonino in una mano e la verza bollita nell’altra? Come on.

È assurdo comprare il tarassaco (radìcio da camp in bellunese) essiccato. Giusto, ma la tua compagna ha tempo di andare nel prato a raccoglierlo ad almeno un chilometro dalla strada? Io preferisco che legga un libro o parli con un suo amico. Sono un tifoso dell’insalatona (anche perché non posso mangiarla) ma so che è accessibile solo di sera e neanche sempre. A ogni tempo le sue difese alimentari, e le sue storie ridicole.

Le mie prevenzioni dialettali

Amici, parlo delle prevenzioni generali perché sono più utili, e perché delle mie chi se ne frega. Ma quanti articoli potrei fare contro di me. Tenete presente che da malato di Crohn mi sento fortunatissimo a poter integrare (in polvere o in liquido) le sostanze che non posso processare normalmente. Tenete presente anche che da piccoli io e i miei compagni di squadra venivamo sgridati perché bevevamo troppa acqua dopo allenamento o bevevamo i succhi di verdura quando faceva caldo. Chi ci sgridava (pace e sigarette all’anima sua) si succhiava 4 pacchetti, due fiaschi e una soppressa al giorno. Ci ha denunciati (per poi verificare che fosse lievito di birra) a un allenatore (pace e spezzatino anche all’anima sua) che ci ha portati da un poliziotto (vedi che c’è il lieto fine…) che aveva un nipote celiaco e si è messo a ridere.

Quindi quando due ganasse rosse mi sgridano perché non posso mangiare “come si deve” dico tante prevenzioni. In bellunese.