Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

Chilometri 53 dal traguardo. L’arrivo non è più un azzardo

Sanremo è anche la città del Casinò, ma la riuscita dell’impresa di Carlo non è più un azzardo

Chilometri 53 dalla “Città della Musica e dei Fiori”. 53 Chilometri e 15 tappe. E i chilometri di oggi aggiunti ai chilometri di domani e, come pensa il nostro Carlo, raggiungere l’agognato traguardo non sarò più un mero azzardo! Qui la tappa precedente.

Festival

Venerdì 9 febbraio 2018 – Albenga-Diano Marina – bella giornata, non fredda

Ieri al festival hanno fatto il 51 per cento di share e avrebbero ottenuto di più se solo avessero mandato un inviato a filmarmi mentre con Max sto per raggiungerli.

La sera sono troppo stanco per guardare la tv, ma pare che Baglioni appaia molto mummificato. Deve fare attenzione che Michelle non gli porti via il posto e che, cosa assai più grave, i becchini non lo portino via a sua insaputa.

Mia moglie m’ha raccontato al telefono che ieri sera, per togliersi di dosso quella scomoda etichetta di mummia, Baglioni ha voluto sul palco Gino Paoli.

Tra i big della serata, a lei sono piaciuti Ron, lo Stato Sociale e Annalisa. Chi vincerà? Su Facebook molti miei amici scrivono che il vincitore morale sono io. Devo sempre tener d’occhio la solita sottile linea che separa la lusinga dalla presa per il culo.

Cinquantatré

Sono i chilometri che mancano all’arrivo ed è la distanza che dovremo ricoprire nelle prossime 48 ore.

Mettendo i calzini guardo i miei poveri digitus quintus, detti dai meno colti “Millino destro e Millino sinistro” e mi accorgo che sembrano due dentini cariati. L’unghietta è nera e non riuscirebbe a ripararla neppure mia nipote Jessica, estetista diplomata. Mi faccio forza intonando e storpiando nuovamente la canzone partigiana di Felice Cascione “Unghie rotte eppur bisogna andar”. Per maggior tranquillità ho indossato tutti i cerotti rimanenti. 

Rivivere storie antiche

L’esperienza di questo viaggio a piedi mi serve anche per apprezzare ciò che facevano abitualmente i nostri antenati per raggiungere una città dalle lontane campagne dove abitavano, magari per acquistare una medicina.

Oppure i chilometri fatti dai nostri partigiani, rischiando o perdendo poi la vita a difesa della Patria. Mio nonno paterno raccontava di essere partito a piedi da Genova, dove era perseguitato dalle camicie nere, per tornare al suo paese natio, Montemerano in provincia di Grosseto, dove c’erano sua moglie e i suoi due figli piccoli. Storie antiche, ma che sto rivivendo, sia pur nell’agio del mio tempo.

I chilometri odierni sono in tutto 22. Per arrivare all’hotel Eden di Diano toccheremo Alassio, con fermata ed esibizione davanti al “Muretto”, Laigueglia, Capo Mele, Marina di Andora, Capo Mimosa, Cervo e San Bartolomeo al Mare.

Dopo una robusta colazione consigliata dalla dottoressa Sara Rinaldi, la mia fisioterapista, ed offerta dai “Fieui di Caruggi”, si parte in direzione monte. Per la seconda volta lasciamo il litorale per l’entroterra, sempre guidati da ingauni (ieri ci accompagnavano gli “Albenga Runners”, oggi i Fieui, ma ho il sospetto che gli albenganesi non amino il mare).   

Insomma, invece di farci fare la strada più pianeggiante, Feroce e gli altri tre Fieui ci hanno portato sulla via Archeologica, per mostrarci il panorama ed alcuni tratti, di cui una persona riposata può goderne appieno. Non è il nostro caso. La salita e la mulattiera fatta di sassi e buche tagliano le gambe, ma devo ammettere che il panorama lascia senza fiato (anche per via della salita).

Visibilità perfetta

In una giornata limpida come quella odierna vedi distintamente le due riviere, mentre l’isola Gallinara potresti quasi toccarla come si fa con una paperella nella vasca da bagno.

Sto delirando, ma la colpa è di Feroce, che ha voluto fare questo giro archeologico “da un’oretta”. Uno dei quattro Fieui dice che Feroce ama l’archeologia perché gli ricorda la sua infanzia. Pare che il rubacuori di Albenga sia talmente vecchio che i suoi genitori, come primo dono di compleanno, gli fecero un dinosauro a dondolo.

Sulla via s’incontra un antico monastero che non fotografo per protesta. Poco fa m’ha telefonato il Comune di Alassio dicendomi che sul famoso “Muretto” mi sta aspettando l’assessore all’ambiente Angelo Vinai e noi siamo in grave ritardo.

Feroce m’ha spiegato che incontreremo delle pietre preistoriche dove si vedono misteriose cifre e indecifrabili date. Gli ho detto che potrebbe trattarsi di scritte lasciate dal commercialista di Neanderthal, ma ormai non do più ascolto a nessuno: voglio Alassio!

Mamma al telefono

Come ogni mattina ho telefonato a mia madre e come ogni mattina da quando siamo in viaggio Max vuol filmarmi mentre parlo con lei.

In più pretende che io sia naturale. Ma potrò avere un po’ di privacy? Mica siamo all’Isola dei famosi! E poi con mia madre non posso essere naturale, sarebbe un suicidio. Con lei devo essere asettico: non tossire al telefono, non lamentare dolori, sonno o freddo: rischierei di vederla arrivare in elicottero a lanciarmi sciarpe, maglioni e decotti.   

Alassio!

Con almeno 50 minuti di ritardo vediamo la città del “Muretto” dall’alto delle nostre montagne.

Come un partigiano il 25 aprile mi sono lanciato di corsa verso la città, sperando che l’assessore Vinai non sia nel frattempo diventato aceto.

Grazie al cielo il politico era ancora al suo posto. A trattenerlo c’era l’amico e collega (collega in senso lato, perché lui è un attore vero) Giorgio Caprile. Per ingannare l’attesa e svagare l’assessore, Giorgio aveva usato parte del suo repertorio e stava per cominciare un pezzo di Shakespeare.   

Sul “Muretto” piastrellato di celebrità ho trovato un altro amico che era lì per farmi una sorpresa: appostato come un fotografo di Novella 2000 c’era Paolo, uno dei miei più cari amici della lontana infanzia e gioventù “coreana” (sono nato e cresciuto come lui in un quartiere popolare di Genova chiamato Corea). Paolo è l’unico pazzo sul quale non ho il minimo dubbio: fosse stato libero da impegni sarebbe venuto con me, a Sanremo, a piedi!

E a questo punto, vi do l’appuntamento alla prossima per continuare il viaggio insieme.