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Charlie Watts il batterista virtuoso e minimalista degli Stones

Charlie Watts - foto bianco e nero
By Michael Conen (lic. CC BT Y-SA 2.0) Rolling Stones Charlie Watts – Rupp Arena, Lexington Kentucky [December 11, 1981]

Charlie Watts, ancora una volta siamo a scrivere articoli che non vorremmo mai scrivere. Ancora una volta a pochi giorni da Raffaela e da altri personaggi così grandi e cosi diversi tra di loro che vanno via come il vento, dobbiamo ricordare una icona dello spettacolo. Ancora una volta, ma non ci abitueremo mai!

L’addio di Charlie Watts

La notizia della scomparsa di Charlie Watts sta facendo il giro del mondo, con l’effetto di un fulmine a ciel sereno. I più intimi in realtà sapevano del suo stato di salute a quanto pare, al contrario invece della stampa e del grande pubblico. Si sapeva avesse avuto un cancro nel 2004, ma parliamo di un uomo che fino a qualche mese fa era ancora sul palco. È difficile credere che uno degli Stones se ne sia andato. Perché nonostante lo stile di vita eccessivo e oltre i limiti di ogni prudenza. Seguiti ed inseguiti da storie di uso di alcol e droga di ogni tipo, a 80 anni suonati sono ancora tutti lì, a suonare come se nulla fosse.

La retorica degli anni ‘60

La retorica bigotta e conservatrice americana degli anni ‘60 li etichettò come messaggeri del diavolo, traviatori di giovani anime con le loro canzoni che incitavano alla ribellione sotto ogni aspetto. Noi non sappiamo se effettivamente essi abbiano o meno stretto un patto con l’inquilino del piano di sotto. Successo e lunga vita in cambio delle loro anime. Sappiamo solo che i Rolling Stones sono tra i padri fondatori della musica contemporanea. E Charlie Watts era il loro batterista. Un uomo garbato e minimalista. Di stile e innamorato perso di sua moglie fino alla fine.

Un batterista fuori dalla norma

Solitamente il batterista – soprattutto negli anni ‘60 e ‘70, era una figura considerata di secondo piano nell’economia dello stage, e di una band in generale. Il front man era visto come il protagonista principale, assieme al chitarrista. Non Charlie. Anzi, Charlie è stato per lungo tempo la differenza sostanziale rispetto ai Beatles. Se infatti lo stile di Ringo Starr era asciutto, privo di virtuosismi e spesso considerato alla stregua di un mero metronomo, non era cosi negli Stones. Il batterista londinese si distinse subito per il suo dinamismo, la sua presenza assolutamente non anonima. Pur presentandosi sempre sul palco “in seconda linea”, la sua parte non fu mai marginale. Un virtuoso minimalista – forse – ma non per questo meno capace. Sarebbe tuttavia più corretto dire che entrambi i batteristi erano gli elementi giusti nelle economie musicali delle rispettive band.

Uno degli aspetti senz’altro di maggior interesse riguardo Watts, era la sua natura duplice di “amico della porta accanto” e rockstar. Nasce infatti in una famiglia della working class londinese, e si forma come grafico, mentre suona la batteria in qualche club come passatempo. Inizialmente, il suo genere preferito è il jazz. Passa poi al blues, iniziando ad esibirsi in alcuni locali che si dedicano al rhythm and blues. Ed è proprio in uno di questi locali in cui avviene l’incontro fatale con Mick Jagger e i suoi. Ci vorrà tempo affinché si convinca a seguirli nella loro band. Perché fondamentalmente per Charlie, quello era solo un hobby.

Una leggenda nella musica e un amore che non finisce mai nella vita

By Poiseon Bild & Text (press photo by a photographer of the consulting company Poiseon AG in St. Gallen, Switzerland) (Lic. 
CC BY 2.0

Nonostante la fama e il divenire una leggenda della musica mondiale, Charlie Watts non perderà mai quel modo di fare da working class. Certo, diventerà anche famoso per il suo abbigliamento ricercato e di grande gusto. Si ritirerà ad un certo punto ad allevare cavalli in una fattoria del Devon (senza però mai rinunciare agli Stones). Ma rimarrà semplice ed essenziale, anche negli affetti. Al contrario di molti suoi colleghi, Watts rimarrà sempre sposato con sua moglie Shirley fin dal 1964. Capace di creare leggende musicali, diventare famoso per lo stile, senza lasciare mai però che queste cose prendano il sopravvento totale. Non è sempre stato così. Per un lungo periodo, l’alcol e l’eroina presero il sopravvento. Ma ad un certo punto degli anni ‘80, Charlie ritorna a prendere in mano la sua vita privata ed interiore, lasciandosi indietro ogni dipendenza. Anche questo ci racconta molto della forza di volontà e di chi era realmente il batterista degli Stones.

Conclude la sua vita ad 80 anni, oggi, dopo più di mezzo secolo speso a scrivere la storia della Musica, oltre che la musica stessa. Sicuramente Charlie Watts non è più tra noi fisicamente, ma la sua arte lo rimarrà per sempre. E non possiamo non immaginarcelo, ora, nel pantheon degli dei musicali, pronto ad osannare il dio (o il demone?) del Rock in eterno, al suono della sua batteria.