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Chaplin e la storia. Luci (fuori) della ribalta

Chaplin - Chaplin con la sua numerosa famiglia
Chaplin e la sua numerosa famiglia

Chaplin è vissuto e ha agito, in fondo facendo la storia e, in fondo, de Gregori ha ragione. “La storia siamo noi, nessuno si senta escluso” … “la storia non si ferma davvero davanti a un portone”. Neppure quel 19 settembre di 69 anni fa. Chaplin e/è il cinema che non si ferma mai. Lo abbiamo scritto anche qui, su Globe.

Chaplin – Luci della ribalta –

Nel 1952, in America era in atto la “caccia alle streghe “anticomunista. Tra queste “streghe” fu additato anche Charlie Chaplin. Il grande attore e regista in tournée in Europa per presentare il suo nuovo film “Luci della ribalta”, fu impossibilitato a rientrare negli Stati Uniti con l’accusa di essere un simpatizzante del comunismo. A disporre questo era stato il comitato per le Attività Antiamericane  che decretava che Chaplin, in quanto cittadino britannico, per rientrare nel paese avrebbe dovuto dimostrare di essere “idoneo” ad assumere la cittadinanza.

Era esploso il fenomeno denominato “maccartismo”, atteggiamento politico-amministrativo che riguardò la storia degli Stati Uniti d’America nei primi anni cinquanta, caratterizzato da un’esasperata contrapposizione nei confronti di persone, gruppi e comportamenti ritenuti filo comunisti e quindi sovversivi. Anche il benevolo Charlot ne fu vittima.

André Bazin riguardo al cinema

Le simpatie politiche di Chaplin non vennero da lui mai rivelate esplicitamente. Ma è ovvio che come affermava anche il noto critico francese Andrè Bazin riguardo il cinema, il suo potere e la sua funzione non si fermano qui. E questo non poteva essere sottovalutato dagli americani  e dallo studio system hollywoodiano. Bazin ha sempre sottolineato  quanto potere avesse il cinema strumentalizzato dalla politica, ma anche quanto potere avesse al contrario denunciando le sue malefatte. Tutti i grandi film sovietici – scrive – erano caratterizzati una volta da un umanesimo realista il cui esempio si opponeva alle mistificazioni del cinema occidentale. Fare Stalin, l’eroe principale e determinante di un avvenimento storico reale, mentre Stalin è sempre attivo, significa implicitamente affermare che egli è oramai invulnerabile ad ogni debolezza umana, che il senso della sua vita è definitivamente acquisito, che non può più posteriormente sbagliare o tradire.

I baffetti “rubati”a Charlot

Chaplin - Il grande dittatore
Il grande dittatore

“L’ex imbianchino Adolf Hitler rubò i baffetti a Charlot commettendo un grave errore” – scrisse Bazin nel suo libro “Che cosa è il cinema?. Imitando Charlot aveva dato inizio a una truffa che l’altro non dimenticherà. Rubandogli i baffetti Hitler si era consegnato mani e piedi legati a Charlot. Il dittatore sarebbe stato impossibile se Hitler fosse stato glabro o si fosse tagliato i baffetti alla Clark Gable. Tutta l’arte di Chaplin non avrebbe potuto fare nulla.

Bazin parlando di Chaplin cita Claude Mauriac che affermava: “Chaplin si serviva del cinema, mentre gli altri non facevano che servirlo”. Ma servirsi del cinema  vuol dire tante cose, non necessariamente essere comunisti. Si ritiene infatti che Chaplin fosse un progressista, oltre che (cosa da lui invece rivelata) un pacifista, ma divenne comunque uno dei bersagli del movimento innescato dal senatoreJoseph McCarth.

Tutto rovesciato

Chaplin - Davanto alla sua villa in Svizzera
Chaplin davanti alla sua villa in Svizzera

A incriminarlo fu Monsieur Verdoux (1945-46), film in cui abbandona definitivamente i panni di Charlot per realizzare quello che lui stesso ha definito Murder comedy. Col rovesciamento del personaggio, tutto l’universo chapliniano è di colpo rovesciato esso pure. Verdoux domina sui propri ultimi istanti come Socrate e, meno chiaccherone di lui, tiene la società in scacco con la sua sola evidenza. Di Charlot non rimangono che le movenze, non più i contenuti.

Ma quando gli arriva la notizia, allora già 63enne, Chaplin non si scompone più di tanto, prende la sua numerosa famiglia (aveva ben 8 figli!) e nel dicembre 1952 arriva a Corsier-sur-Vevey e s’installa nel sontuoso castello di Ban scoprendo  un’isola di tranquillità sui pendii che ornano il Lemano.

Non tornerà più in America dove aveva vissuto per ben 40 anni. Nel 1952 esce Luci della ribalta, girato in Inghilterra, nel 1957 Un re a New York dove torna a New York solo virtualmente. La notte di Natale del 1977 se ne va all’età di 88 anni. E’ sepolto nel locale, piccolo cimitero della comunità svizzera.