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Causa e soluzione. Parliamo di Neuroplasticità cerebrale e ipnosi

Causa il cervello umano
Causa e soluzione è determinante il nostro cervello -Photo Kalhh

Se la causa è un dolore fisico

Quando si percepisce un dolore fisico la prima cosa che facciamo è sicuramente cercare di intervenire subito al fine di ridurlo. Almeno inizialmente interveniamo sul sintomo e non sulla causa scatenante prendendo un analgesico, un antidolorifico andando ad attingere ai diversi medicinali in commercio. Solo dopo ci occupiamo del corpo, per cercare di evitare che quel dolore possa ricomparire. Facciamo di tutto per capirne la causa e curarci. Quando si parla di corpo e dolore siamo anche disposti a intervenire chirurgicamente per ristabilire il nostro equilibrio psicofisico. Le persone sono in un certo qual modo abituate a gestire queste situazioni spiacevoli che possono insorgere nel corso della vita e quando se ne parla c’è comprensione e solidarietà tra gli individui.

Se la causa è un motivo psicologico

Diverso è quando le difficoltà sono psicologiche. Una depressione, ripetuti attacchi di panico, e tante altre condizioni invalidanti che creano altrettanto dolore tendono ad esser nascoste e vissute con senso di colpa. Non vengono raccontate, proprio perché percepite come una debolezza e inadeguatezza personale eppure, se si andasse a vedere una risonanza magnetica di una persona depressa si noterebbe facilmente un’alterazione a livello cerebrale rispetto al periodo in cui essa non soffriva di tale disturbo. Ancora più colpevolmente, in tali casi si ricorre alla medicina per alleviare il sintomo senza pensare al curarsi. Si prendono tranquillanti per dormire o ansiolitici per “andare avanti” e non affrontare i problemi alla radice.

Badate bene, non voglio dire che i medicinali non debbano essere usati, se fatto su prescrizione medica specialistica (lo psichiatra è il professionista più indicato) hanno un riscontro evidente in ottica di miglioramento, ma è altrettanto vero che molti psicofarmaci hanno una funzione compensatoria e che quindi vanno in un certo qual modo solo a compensare chimicamente quegli squilibri cerebrali che portano alla risoluzione del sintomo e non della causa.

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Le linee guida della psichiatria

Le linee guida della psichiatria in tale ottica spesso consigliano un percorso di psicoterapia proprio per andare in profondità e intervenire in maniera più strutturata e modificare la biochimica cerebrale dall’interno. Oggi sappiamo bene che il nostro cervello si modifica in base alle esperienze e la psicoterapia è un intervento elettivo in ottica di neuroplasticità. Un’ampia letteratura basata su dati sperimentali dimostra che la “forza” e la “stabilità” d’ogni connessione sinaptica viene potenziata in modo sempre più persistente a seguito di interventi fatti sotto ipnosi. Il rapporto con il terapeuta che utilizza il metodo ipnotico privilegia l’attività dell’emisfero destro, ottenendo tutta una serie di risposte positive andando proprio a modificare le stesse strutture cerebrali sedi delle emozioni e della memoria come l’ipotalamo, l’ippocampo, l’amigdala e l’area frontotemporale.

D’altronde come un cervello può ammalarsi a causa di ciò che ha subito può anche cambiare in ottica di guarigione con interventi ben mirati.

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