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Capire rapidamente uno sport nuovo: il trucco infallibile

SPORTBOUNCE

Sport nuovo? Capirlo con un trucco metododicamente scorretto

Dare attenzione alle poche cose che succedono frequentemente. Trascurare le molte cose che succedono raramente. In parole ancora più povere: dedicarsi al 90% e trascurare il 10.
Con questo trucco metodicamente scorretto ci si trova catapultati dentro una comprensione rapida e generale che provoca gratificazione e mette basi per capire anche il resto.

Serve al genitore il cui figlio ha deciso di giocare a baseball, a chi deve lavorare tre mesi dove si gioca solo a Football Gaelico, a chi va in ferie nello UTAH e non capisce le regole del Lacrosse. O a chi vuole guardare i Mondiali di Rugby affascinato dai comportamenti ma non capisce perché stiano tutti in un angolo con il resto del campo tutto libero.

Leggere il regolamento?

Bella idea ma MAI come primo approccio.

I libri di regole o leggi dello sport giustamente e istituzionalmente NON POSSONO FARE DISTINZIONI tra una situazione di gioco che si verifica ogni 30 secondi e una che si verifica ogni 30 partite.

Quindi leggere tutto e imparare tutto crea confusione, meglio «leggere poco e visualizzare rapidamente». E divertirsi.

Io sono furbo Wikipedia o Google

Con qualche riduzione ma funziona (cioè non funziona) ugualmente. La rete «veloce» classifica per caratteristiche generali e caratterizzanti, ma raramente per frequenza.

E allora come faccio a sapere cosa succede spesso e cosa no

Un amico/a che gioca, o sappia, e che sia in grado di spiegare.

La domanda giusta è grossomodo «ciao, dimmi i falli più frequenti e decisivi, e le tre regole più dissimili dal mio sport abituale».

Così si ottiene una bussola iniziale. 

Facci caso: la bussola ha 4 punti cardinali, non i 2000 passaggi intermedi tra sud e ovest.

Sport nuovo: Luca Tramontin e il cricket
Luca Tramontin e il cricket: divertente da giocare, complicatissimo da capire se si legge solo il regolamento senza il semplificometro di un amico/a.

Venendo alle telecronache

E al principio che dovrebbe applicare ogni telecronista di un canale non specializzato o di un paese non ferrato in un certo sport. Spesso sconsiglio di capire. Lo so, è un po’ scandaloso, ma mi capita di dire «non preoccupatevi troppo se siete nuovi, quello che avete visto in replay succede raramente, piuttosto concentratevi sul breakdown, ce ne sono anche 150 a partita».

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Il problema è che il telecronista «da Wikipedia» – erba infestante delle nostre TV – non ha l’esperienza per dirti – appunto – cosa accade spesso e cosa quasi mai. E questo ha un rimbalzo-bounce sul seguito mediatico di un certo sport, con tutto il portato di sponsorizzazioni, iscrizioni giovanili, etc.

E un po’ anche nell’autostima dello spettatore, che se incassa presto l’impressione di essere negato difficilmente ritorna sull’argomento. Ed è un peccato, perché chi guarda la TV è il nostro datore di lavoro, e – anche se non lo conosci – un amico.

Serie SPORTBOUNCE – Art. 9. Ecco gli altri altri articoli della serie: Volata (sport gaelico…”. basta con meglio che niente. “Troppo facile…“.” E nessuno si offende“. “Telecronisticamente corretto“. “Differenza tra avversario e compagno”.” Quando la partita è brutta“. “Quando perdi di 80 punti

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