Cantata Anarchica: Milano ricorda Faber
In Piazza Duomo musica e cuori per Fabrizio De André
Domani sera, domenica 11 gennaio 2026, Milano si raccoglie in Piazza del Duomo per ricordare Fabrizio De André. A partire dalle otto di sera, musicisti con chitarre e altri strumenti animeranno l’intero spazio. La Cantata Anarchica va in scena ancora una volta. Nacque nel 1999, esattamente quando lui se ne andò. Da allora accade e si ripete qui ogni anno.

La nascita di un rituale collettivo
Nessun palco vero e nessun tagliando da mostrare: alla Cantata basta arrivare con uno strumento oppure niente. A dare il via è sempre “Andrea”, omaggio a Boldini Andrea Giuseppe, artefice di quella sera improvvisata in onda su Radio Popolare. Dal quel momento, l’undici gennaio diventa richiamo per voci che raccontano di gente ai margini, come capita in “Bocca di Rosa“ o nella “Crêuza de mä”, musica senza mediazioni.
Chi arriva tira fuori quello che ha – una fisarmonica, a volte un mandolino – e comincia a suonare senza alcun ordine. Alcuni si passano pane, altri versano vino da bottiglie riempite a casa. Intorno, la gente sta seduta per terra oppure in piedi, ferma fin quando l’aria non torna vuota di musica. Chi si occupa dell’evento ricorda sempre una cosa importante prima che qualcuno se ne vada: prendete con voi i sacchi neri, usateli mentre girate tra le sedie pieghevoli, lasciate il posto come era prima.
Freddo fuori, certo. Le persone invece si stringono nel bisogno di sentire calore umano
Alla fine del 2025, con l’arrivo dei primi mesi del 2026, è tornato davvero freddo, temperature sottozero per giorni. Nonostante questo, le note delle canzoni di Fabrizio girano tra le persone come se avessero vita propria. Intorno, pile di coperte spesse, simili a quelle di Linus. Qualcuno verserà una tazza dopo l’altra di qualcosa di bollente per scaldarsi. Piano piano, senza fretta, nasceranno improvvisazioni musicali dove ognuno aggiunge un pezzo. Ricordi vecchi e nuovi si mischiano nell’aria piena di voci fuori tempo. Forse, si sentirà un filo di caldo che non arriva però dal termosifone acceso di casa, ma piuttosto dalle risate appese alle pause tra un accordo e l’altro. Fuori zero gradi, dentro ogni persona si scalda più di un radiatore.
Fuori dalla Cantata, spunta Mazurka Klandestina con passi veloci e tamburi leggeri, come se le note si accendessero da sole tra la gente. Nessuna star domina lo spazio né microfoni urlano nel vuoto: ogni voce presente regge un pezzo del branco sonoro, esattamente come voleva De André.
A Milano l’appuntamento trova compagnia in altre città, però qui batte più forte, sarà il Duomo? Le generazioni cambiano, ma i versi di De André restano vivi come le domande che ti danzano in testa.
Come partecipare senza imprevisti
Prima che il cielo si scurisca, chi arriva trova spazio vicino alla Madonnina con la sua chitarra oppure una bottiglia da lasciare lì. Dalle otto di sera in poi qualcosa comincierà a muoversi, anche se nessuno sa quando invece finirà davvero. Il momento esatto dipende dalla notte stessa, non dagli orologi. Per sapere se pioverà oppure no, guardate ogni tanto @cantatanarchicamilano_faber sul telefono. In giro le auto non trovano posto dove parcheggiare, quindi la metro è più pratica e funziona meglio. Chi può, ci vada in bici meglio pedalare e ci si tiene pure in allenamento e si stà più in forma.
Un’occasione per riscoprire Faber non in teatro, ma tra la gente, dove le sue parole risuonano più vere.



