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Boom economico. Il primo già nell’età del bronzo

Boom - Villaggio della Cetatea
Il villaggio arginato della Cetatea Vece de Santana ( Arad-Romania), come si presenta nella fotografia aerea ( immagine concessa dai Dott. Victor Sava, del Complesso Museale di Arad e Florin Gogaltan dell’Accademia di Romania)

Il primo boom economico

Il primo boom economico europeo, ha origine nell’età del bronzo. Commerci su larga scala grazie a comunità organizzate nel territorio, hanno dato il via a questo fenomeno dalle origini antiche. Dopo aver visto il caso delle Terramare della pianura padana, dove l’incapacità di cambiare un modello di gestione delle risorse ha portato a disastrosi risultati, diamo ora un’occhiata generale al modello economico dell’etá del Bronzo europea. Scopriremo che un complesso sistema di microeconomie legate al territorio è stato un fattore di sicurezza ed efficienza per i commerci su larga scala.

Gli scambi su lunghe distanze

È noto che per tutto il II millennio a.C. l’Europa é stata interessata da vivaci scambi su lunghe distanze. La preziosa ambra che dal mar Baltico veniva commerciata fino al Mediterraneo. I bronzi che circolavano dalle regioni atlantiche ricche di stagno fino al sud Europa. Oppure l’oro che dai Carpazi, dalla penisola iberica o dalle isole britanniche giungeva fino alle regioni più povere di questo metallo da re. Anche la mobilitá di alcune, fortunate, persone non era limitata. Si pensi, ad esempio, alla “donna di Etveg” che dal sud della Germania aveva viaggiato più volte verso la Danimarca.

Tante comunità territoriali

Questa florida economia e mobilitá continentale non era di certo in contraddizione con un’Europa caratterizzata da tante comunitá umane radicate in un territorio ben definito, e spesso diverse tra di loro. A partire dal XV sec. a.C. si osserva su ampia scala la diffusione di abitati protetti che dominano su territori non enormi e caratterizzati da altri piccoli insediamenti agricoli o, in alcune aree del nord Europa, da vere e proprie parcellizzazioni dei campi riconoscibili tutt’ora dagli archeologi. L’Europa, dai Carpazi fino alle isole Britanniche e al Portogallo è così caratterizzata da tante comunitá territoriali, dove la rete di piccoli insediamenti famigliari agricoli avevano come punto di riferimento o grandi villaggi in pianura protetti da argini in terra, oppure cinte fortificate su alture dominanti il paesaggio.

Il villaggio arginato della Cetatea Vece de Santana ( Arad-Romania), come si presenta nella fotografia aerea ( immagine concessa dai Dott. Victor Sava, del Complesso Museale di Arad e Florin Gogaltan dell’Accademia di Romania)

In un’ Europa dove non mancavano gli episodi di conflitto, come abbiamo visto in precedenza per il campo di battaglia della valle Tollense, l’esistenza capillare di questa rete di autoritá locali insediate nei villaggi fortificati, garantiva non solo la sicurezza delle vie di commercio, ma anche la loro efficienza. Non era infatti pensabile, per l’epoca, la possibilitá di commerci diretti su distanze di centinaia di chilometri, soprattutto via terra. Il sistema si basava probabilmente su scambi indiretti per la maggior parte delle merci. Le materie preziose viaggiavano a tappe, di comunitá in comunità, raramente sempre con le stesse persone e con le elites locali come intermediari.

Le ragioni del primo boom

Questi sistemi territoriali, basati su una base locale ben strutturata al suo interno e sull’interesse reciproco delle comunitá ad avere il più possibile buoni rapporti tra loro, anche se non sempre accadeva, hanno fatto sì che nell’etá del Bronzo per la prima volta si avesse una straordinaria vivacitá di circolazione di merci e persone. Tanto da far guadagnare a questa epoca il titolo di “prima età dell’oro” d’ Europa.