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Binario 11. La gloria dell’anonimato

Binario 11 : il treno della memoria

Binario 11

Il giorno 11 ottobre u.s., alle ore 8.30, il binario 11 della Stazione genovese di Genova Principe era come al solito affollato, ma vi sostavano persone decisamente speciali – il Sindaco della Città, le Autorità civili, religiose e militari, l’Ufficio Scolastico Regionale, le Associazioni d’arma – perché stava arrivando il treno allestito per ricordare il viaggio che nel 1921 trasportò da Aquileia a Roma la Salma del Milite ignoto, per essere tumulata sull’Altare della Patria.

La storia di Maria Bergamas

Al termine della Cerimonia il treno è rimasto visitabile per tutto il giorno per i cittadini che non solo hanno potuto partecipare alla Commemorazione, ma hanno avuto l’opportunità di approfondire la storia di Maria Bergamas, la madre di un soldato disperso chiamata a scegliere la bara anonima del Milite Ignoto, “raccontata” da una mostra allestita in uno dei vagoni del treno.  Ad un certo punto, tra le Autorità presenti, le Forze dell’Ordine hanno agevolato l’arrivo di una rappresentanza di giovani e giovanissimi alunni delle Scuole genovesi. Infatti, oltre ad una classe di studenti del Liceo Colombo, partecipavano all’Evento tre classi dei due Istituti Comprensivi di cui sono la Dirigente Scolastica: una classe quinta della Scuola primaria “N. Tommaseo” e una classe terza della scuola secondaria di primo grado “A. Gramsci”, facenti parte dell’Istituto Comprensivo Sestri Est di Sestri Ponente, e una classe quinta dell’Istituto Comprensivo San Francesco da Paola.

Eravamo tutti lì al binario 11

Non era stato facile organizzare in tempi brevi la partecipazione degli alunni, soprattutto perché, grazie all’impegno delle Insegnanti, non ci siamo “accontentati” di intervenire, ma è stato scelto di prepararli, non solo dal punto di vista storico, ma anche con attività espressive, come l’esecuzione del canto “La Leggenda del Piave”, che era stato suonato dalla Banda in occasione dell’inumazione del Milite Ignoto, il 4 novembre 1921 – e la realizzazione di piccole coccarde tricolori per ogni alunno. Così come non è stato facile arrivare alla stazione di Principe osservando la puntualità, poiché la partecipazione alla Commemorazione presupponeva di trovarsi presso il binario in una fascia oraria molto trafficata lungo le vie cittadine e affollata sui treni dei pendolari. Eppure, senza neppure il tempo per una particolare organizzazione, eravamo lì.

Emozione e stupore

Non so se fosse più forte l’emozione o lo stupore di provarla, con il nostro bagaglio di impegni e preoccupazioni quotidiane, attorno ad un treno in arrivo da un passato più grande di noi. Soprattutto mi hanno emozionato i Genitori degli alunni della scuola primaria “Tommaseo”, che, per facilitare la puntualità dei ragazzi alla Cerimonia, li hanno accompagnati. Era un bel colpo d’occhio: mamme e papà sorridenti e trafelati – perché la “sfida” era certamente di riuscire a far arrivare i figli per tempo e raggiungere, sempre per tempo, il posto di lavoro – diretti verso un treno antico, su cui viaggiava un capitolo della Storia più significativa del nostro Paese.

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Le basi per una società equa e coesa

Molti alunni non sono di origine italiana perché le nostre scuole sono orgogliosamente multiculturali, ed era un’altra emozione incrociare i loro sguardi, attenti e concentrati, come quelli dei compagni. Di certo le Insegnanti nei giorni precedenti avevano svolto lezioni di storia e di letteratura per prepararli, ma arrivo a dire che, anche se non tutti fossero stati pienamente consapevoli del significato storico di quel momento, la condivisione con le massime Autorità di una riflessione così pregna di significato, umano e civico, ha rafforzato quel “comune sentire” che, al di là del Paese di nascita o provenienza, costituisce le basi per una Società equa e coesa.

“Ignoto Militi”

Riservo il commento finale “Ignoto Militi”, nella sua caratteristica meno affine ai modelli del nostro tempo: appunto l’anonimato. Oggi i giovani, e anche i giovanissimi, sono assediati dal falso mito della fama, intesa soprattutto come visibilità, spesso a qualunque costo, da ottenere attraverso i social network e i media, a rischio di degradare nel narcisismo patologico, alimentato dall’ossessione dei “like”. E allora una mattina speciale, dedicata ad un giovane Soldato destinato a rimanere per sempre senza nome, ma proprio per questo diventato il Simbolo di tutte le vittime dei conflitti mai identificate, può diventare una straordinaria lezione di educazione civica.

Quel giorno, sul binario 11, la Scuola, intesa davvero come Comunità educante, ha dimostrato ancora una volta di esserci, di far sentire la sua voce e di rinnovare, senza documenti o adempimenti ma attraverso l’autenticità della testimonianza, con il riconoscimento e la trasmissione dei Valori più alti, il Patto di corresponsabilità che la unisce alle famiglie degli studenti e rafforza l’alleanza con il Territorio.