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Bezos to the moon. Come una crypto e come Armstrong?

Bezos - missile
Verso la luna e forse verso i sogni

Bezos to the moon

Bezos oggi farà 11 minuti di volo spaziale, ma ancora, almeno per ora, non va sulla luna. Ma la data che ha scelto per questo evento sicuramente non è casuale. Era il 20 luglio 1969, quando 52 anni fa Neil Armstrong mise il primo piede terrestre sulla nostra splendida luna. Da quel giorno nacque il termine “allunaggio”, attualizzando e un po’ scherzosamente lo paragoniamo allo “slang” così in voga oggi per le criptovalute che puntano in alto: “to the moon”. E allora che Bezos “to the moon” sia!

Bezos dopo Musk e Sir Branson

Dopo i progetti spaziali di Elon Musk, e il volo di Sir Branson – avvenuto lo scorso 11 Luglio, anche Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, si prepara per il suo viaggio spaziale. Per il proprietario di Amazon non si tratta solo di una voglia di record o di rimanere sulla cresta del prestigio rispetto agli altri due, ma di progetti più ampi. Ora che infatti si può iniziare davvero a parlare di “Corsa alla colonizzazione della Luna”, sono chiari gli intenti economici del numero uno di Amazon. Anche perché, se quello di Branson è sembrato davvero solo uno sfizio da togliersi, Bezos ha invece prospettive più ampie.

Progetti di colonizzazione lunare

Sono molte le voci infatti che parlano di progetti di colonizzazione lunare da parte del magnate del New Mexico. Tuttavia al momento, non ci sono documenti ufficiali su queste intenzioni. Dunque il viaggio nello spazio di Bezos per questo 20 Luglio, al momento è davvero un rincorrere gli altri competitors. Ma non per questo dobbiamo pensare che il buon Jeff sia in affanno. Se Musk è il piccolo genio dei tentativi e fallimenti, e Branson in fin dei conti non sembra realmente poter puntare alla Luna, Bezos ci ha abituato ad un modus operandi diverso.

Molti tabloid americani infatti, hanno sottolineato le sue capacità organizzative e progettuali. Meno istrioniche e “carne da notizia”, di un Musk ad esempio, ma molto più concrete. Del resto, il continuo evolversi di Amazon ne è una prova evidente. Ed è così che ad esempio, più che il clamore, la missione spaziale di Jeff ha scelto un approccio più simbolico.

New Shepherd e l’equipaggio

La missione spaziale della “New Shepherd”, l’astronave usata per il viaggio, avverrà oggi 20 Luglio. Data storica in cui l’uomo sbarcò sulla Luna.

I membri dell’equipaggio saranno lo stesso Bezos, suo fratello Mark, Oliver Daemon – uno studente matricola di Fisica, diciottenne, che diventerà il più giovane essere umano che abbia mai solcato lo spazio. Ed inoltre, Wally Funk, una pilota 83enne, parte dell’equipaggio della Mercury 13. Ovvero un progetto che la NASA creò negli anni ‘60, selezionando una squadra di astronaute – tutte donne – che però non fece mai volare.

Dunque, il piò giovane e la meno giovane nella storia del Primati a volare nello spazio. Come dicevamo, appunto, una strategia diversa – che cerca maggior concretezza con date simboliche e primati.

Il veicolo spaziale made in Amazon

Qualcosa in più, sul mezzo usato dall’equipaggio “made in Amazon”. Si chiama appunto New Shepherd. È stata realizzata dalla compagnia “Blue Origin” ed è un prototipo del mezzo che successivamente, dovrebbe essere usato per i viaggi turistici nello spazio. Il design ricorda un po’ un mezzo tratto dalla famosa saga di “Guerre Stellari”. Molto essenziale, con la parte anteriore a cupola, in modo da poter permettere – tramite appositi oblò di grandi dimensioni – la vista panoramica sullo Spazio. Non ci sono dettagli sugli interni dell’astronave, che pare non si discosterà dagli standard dei mezzi NASA. Mentre il piano di viaggio consisterà in quattro fasi. Il lancio verticale del razzo. La separazione tra il mezzo principale e la capsula a circa 76 chilometri dalla Terra, e il suo proseguire in orbita fino a 106 chilometri di altitudine.

A quel punto dovrebbe iniziare la fase di discesa, che si concluderà con l’apertura di un apposito paracadute, che farà planare la sonda nel deserto del Texas Occidentale. Sarà molto interessante ascoltare l’intervista di Bezos al suo ritorno, e vedere come procederà questa fase pioneristica di “Corsa alla Luna”. Per il momento, non possiamo fare che i nostri migliori auguri al CEO di Amazon. Caro Jeff, se lassù dovessi incrociare David Bowie salutacelo da parte nostra!