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Belgio terra di lingue diverse, di birre e di miniere

Belgio: pluralità di lingue, birre, miniere….

Belgio terra di lingue. Ce ne sono tre ufficiali, francese, olandese e tedesca. Terra di birre. Tre tipologie principali:  Pilsner, Ale e Lambic. Terra di miniere. Quelle della Vallonia sono addirittura patrimonio dell’Unesco. L’ultimo articolo di Francesca dall’Olanda, chiudeva con “… del Belgio e dei suoi monasteri trappisti parleremo le prossima volta! “. La prossima volta è questa.

Belgio e birra

La birra artigianale belga è una delle più amate e bevute al mondo tanto da rendere il Belgio, ufficialmente riconosciuto come il paese della birra. Qui infatti, tutto ruota attorno alla birra e grazie  all’attenzione prestata alla preparazione di un buon prodotto che comprende ogni aspetto, dalla scelta dell’acqua, ai cereali sino ai lieviti, si sono sviluppati diverse quantità di stili di birra…tanto da rendere “LA BIRRA BELGA, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”. Non a caso  ogni borgo o paesino ha il proprio birrificio e organizza eventi e feste che contribuiscono a raccontare questa enorme varietà.

La nostra visita inizia da Bruges

La nostra visita in terra belga comincia da Bruges. Perla incastonata nell’ acqua, dove ogni angolo ti invoglia a fare una fotografia, per immortalarne uno scorcio che sembra uscito da una favola!

Lasciamo il camper alla periferia della cittadina e ci spostiamo con le nostre mitiche mini/bici (Ve la ricordate, proprio nello scorso articolo?) nel centro cittadino dove oltre alla visita storico culturale uniamo un bel pranzo alla insostituibile birreria “2 be Beer”. Ottima davvero la birra, chiaramente artigianale e panorama mozzafiato sul canale. Cosa chiedere di più!

La meta successiva è una cittadina meno conosciuta ma non meno suggestiva, Gand. Canali navigabili e romantici e come suggestione il maestoso Castello dei Conti di Fiandra, da dove ti aspetti, da un momento all’altro, che spunti qualche personaggio fiabesco.

Il tour delle birre

L’immancabile tour delle birre belghe

Dopo la prima notte a pernottare nell’area di sosta per camper di Gand, il giorno successivo iniziamo il nostro tour tra ” LE BIRRE TRAPPISTE E LE BIRRE D’ABBAZIA”.

 Le trappiste prendono il nome dalla produzione di birre, avvenuta direttamente o sotto la supervisione di monaci trappisti. Questa tipologia di birra è principalmente non filtrata o pastorizzata, Dei 12 birrifici trappisti rimasti ancora in funzione, sei si trovano in Belgio.

Invece per birre d’abbazia intendiamo una tipologia ampia che originariamente indicava le birre prodotte nei monasteri, ma oggi il collegamento con le abbazie è in molti casi venuto meno, e la maggior parte di queste birre sono prodotte dietro concessione di licenze e sfruttamento di marchio! Queste birre non sono solo sublimi all’assaggio, ma sono anche le suggestioni dei meravigliosi monasteri dove vengono prodotte a renderle uniche!

Ancora Abbazie e sempre birra

L’Abbazia di Orval in mezzo ai fiori

Ovviamente sempre col nostro “glorioso” camper al seguito, visitiamo L’Abbaye d’Aulne con degustazione dell’omonima birra, l’Abbazia di Notre-Dame de Scourmont con il supporto di un tour multimediale della birra Chimay. A seguire L’ Abbazia di Maredsous, quella bellissima di De Floreffe e infine probabilmente la più bella e suggestiva tra le abbazie, quella di Orval: che segue le regole dell’ospitalità di San Benedetto.

Il nostro viaggio continua. Eccoci a un altro incontro con degustazione e bevuta della “bionda della Chouffe”, prodotta nella brasserie del piccolo villaggio di Acchouffe , oltre ad altri innumerevoli ma non meno caratteristici piccoli birrifici!

Belgio è anche miniere

Belgio: all’interno della miniera di Blegny patrimonio dell’Unesco

Adesso basta bere. Cambiamo obiettivo e ci imbattiamo quasi per caso in un’esperienza unica. Entriamo nella miniera di Blegny. Come in ogni sito europeo sono organizzatissimi per i camper e infatti anche qui hanno un’area sosta gratuita e completa di ogni servizio.

La miniera di Blegny è riconosciuta patrimonio dell’UNESCO. Muniti di tutti i DPI necessari e obbligatori: casco e giacca appropriata, scendiamo all’interno di un ascensore privo di luce. Andiamo sempre più giù e meno male che nessuno di noi soffre di claustrofobia. 30 metri, 40, 50, 60 metri sotto terra. Meno male che le guide sono bravissime, attente e professionali, peraltro mi dicono siano ex minatori. Meglio così!

Ci spiegano e cercano di farci comprendere con semplicità, come si attua il processo di estrazione del carbone e ci spiegano, con evidente consapevolezza, come sia dura la vita dei minatori.

Non è una ricostruzione per turisti. È molto di più! Ti fanno toccare con mano, ti fanno rivivere con dovizia di particolari la fatica e le emozioni, che solo chi le ha vissute personalmente può accompagnarle dentro il nostro cuore. Come se le avessimo vissute noi stessi. La loro è una testimonianza, un documento storico di valore assoluto. Da non dimenticare. Da tramandare per quanto possibile. Sono ricordi ancora vivi, anche perché la miniera ha chiuso i battenti nel 1980.

Il senso del nostro viaggio

La nostra vacanza volge al termine, la nostra casa viaggiante ci fa toccare altri piccoli paesini carinissimi o cittadine poco più grandi, come Dinant. Incontriamo ancora la caotica ma incantevole Annecy, una vera e propria bomboniera. Concludiamo l’ultima notte prima del rientro in un posto unico con una vista impareggiabile: il lago del Moncenisio,1974 metri di pura poesia con un risveglio da favola!

Come al solito ogni vacanza ci lascia qualcosa …a me ha lasciato come al solito la voglia di ripartire…a volte mi chiedono se mi manca la mia casa …ma io mi sento a casa viaggiando…e poi la mia casa viene con me!!!