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Basta COV19, ridiamo un po’ con Saremo a Sanremo

Basta COV19 divertiamoci un po’ – Foto D.Kunert

Basta COV19, ridiamo un po’ con Saremo a Sanremo. Un po’ di tregua please. Non ne possiamo più e stiamo in casa o non finirà mai. Forse neppure il nostro Carlo finirà mai il suo percorso che lo dovrebbe portare a Sanremo. O no? Ah ecco, la puntata precedente la trovi cliccando qui. E speriamo che Basta COV19, BastaCOV19 e se non bastasse Basta COV19!!

Un buon sonno

Domenica 4 febbraio 2018 – Sestri Ponente-Cogoleto – pioggia e freddo

Nonostante l’emozione per la partenza, ho dormito della grossa. Certe notti soffro d’insonnia e fatico parecchio ad addormentarmi, ma stavolta è andata bene. Il mio collega, amico e ipocondriaco Michelangelo Pulci, m’aveva prescritto un sonnifero. Si chiama Minias e funziona bene, solo che con me agisce in modo diverso: io ho paura delle medicine, così mi corico lasciando il Minias sul comodino; poi comincio a leggere il bugiardino, noioso, monotono, soporifero… e mi addormento.

Valigie pronte

Alle otto Angelo Lavizzari era già sotto casa mia e da oggi fino a sabato sera sarà il nostro jolly, mio e di Max Gaggino: si prenderà cura dei bagagli, li trasporterà negli hotel prenotati per la sera, porterà chitarra e monitor con le rotelle nei posti in cui farò le mie performance; poi, se avrà tempo, farà anche delle foto perché – e ciò non va dimenticato – Angelo è soprattutto un fotografo. 

È arrivato pure Max, il regista padrone dei pantaloni che hanno passato la notte a casa mia. Il mio abbigliamento Decathlon non fa una piega: come consigliato dalla dottoressa Sara Rinaldi sono vestito “a cipolla”: canottiera della salute, maglietta fina, altra maglietta fina, terza maglietta fina (con me, Baglioni sarebbe impazzito!), felpa antivento, giacca antivento e piumino leggero.

Sembro l’incredibile Hulk, ma se ho troppo caldo posso togliere qualche maglietta fina o un altro indumento a piacere.

La camminata in due

La camminata odierna la faremo in due più mia moglie. Riccardo è rimasto a casa perché ha il raffreddore e Nicola ci raggiungerà ad Arenzano in auto, così come Angelo.

 La meta odierna è molto ambiziosa: percorreremo 22 chilometri per raggiungere Cogoleto. Camminando incontreremo Multedo, Pegli, Prà, Palmaro, Voltri. Lasciato il comune di Genova avremo modo di ammirare le scogliere di Crevari e le spiagge di Vesima, meta ambita di grandi e piccini del ponente genovese. In estate, ovviamente. Ad Arenzano ci aspettano alle 14 precise per un primo concerto in piazza. La performance mia e di Nicola, che suonerà la chitarra, serve da apripista ai carri del carnevale. L’idea dell’assessore Silvestrini è quella di posizionarmi su un carro allegorico.

Il fatto è che per oggi hanno previsto pioggia, quindi l’evento potrebbe saltare.

Si parte da Sestri sotto una coperta di lana grigia, ma carica d’acqua, che se ci cade in testa sono guai. La prima tappa è Pegli, dove ci aspettano per l’esibizione la libreria “Safigi” e il “Club Vela”.

Gorgheggiar coi liguri

Non è facile far cantare dei genovesi, specie canzoni allegre, specie la mattina. Purtroppo sono solo, ma devo provarci ad ogni costo.

Così, nonostante pure io da buon ligure la mattina non superi la simpatia di Sgarbi, sono andato alla libreria “Safigi” e ho fatto il mio dovere. Prima ho imbracciato la chitarra e intonato (spero) “Occhiali cinesi”, poi ho acceso il monitor a rotelle, ho ballato e fatto ballare i passanti sulle note di “Saremo a Sanremo”. Pare piaccia. Quando la canzone parte, la gente si ferma, i bambini tacciono, le vecchiette sorridono attratte dal mio corpo griffato Decathlon e i negozianti si accaparrano cinque copie del cd (dove non c’è la canzone che sto cantando).

Senza soste né esitazioni, siamo andati al “Club Vela” dove ad attenderci c’era il presidente Verducci… e basta. Devo ammettere, il posto è suggestivo: una palafitta sul mare che sa di preistorico, molto carina, ma deserta, come se poco prima fosse passata una tigre dai denti a sciabola. Poco dopo sono arrivati tre soci del club, così pure qui ho potuto cantare e ballare, proprio come dieci minuti prima sul marciapiede opposto.

Appena lasciato il Club, ecco la pioggia prevista da tutti, da Giuliacci a Meteo.it, passando per i dolori di mia madre che non sbaglia mai.

Scende la pioggia

Sotto un leggero e gentile acquazzone, abbiamo percorso l’Aurelia che separa Pegli da Voltri toccando Prà, la terra del basilico, e Palmaro. Pioggia gentile ma che non fa sconti, difatti a Voltri ci siamo sentiti come Oro Saiwa nel latte.

Fortuna ha voluto che ci imbattessimo in un bar dove un animo nobile ci ha offerto cappuccino e brioche, prime avvisaglie di una gentilezza ligure che vien fuori in inverno. Qualche attimo dopo è apparso colui che aveva concordato le due esibizioni in altrettanti esercizi voltresi: Pietro Musso, un vero amico, presente ad ogni mia iniziativa.

Pietro ci ha portati in un Circolo Acli di Via Buffa che si chiama “FM Carrara” e qui c’era davvero la gente: almeno quaranta persone! Eccitato da cotanta folla, prima di cantare ho fatto un quarto d’ora di cabaret. “Occhiali cinesi”, “Saremo a Sanremo” e via, verso nuove avventure.

La dura realtà

A vederlo così non arriverà mai a Sanremo

Lasciato l’affollato circolo siamo tornati alla dura realtà (dettata anche da maltempo): al forno “Chicchi” di Via Camozzini, se si escludono le due commesse e il fornaio, non c’era manco un celiaco.

Certo, non posso prendermela con l’esercente: mezzogiorno è passato, piove ed è pure domenica.

Fatta la seconda performance, abbiamo ripreso il cammino, stavolta in due. Angelo e Nicola sono andati in macchina verso Arenzano, Laura è tornata a casa in autobus da nostro figlio, oggi febbricitante. Max ed io sotto la pioggia: lui filma, io parlo, così cominciamo a conoscerci. Visto che Max manca dall’Italia da dieci anni, per ricordargli le sue origini di tanto in tanto gli parlo in genovese.

Così unisco l’utile al “dialettevole”

Così unisco l’utile al “dialettevole”. Lui vorrebbe sapere il vero motivo che m’ha spinto ad intraprendere questo viaggio; gli ho confessato che sono un mitomane, che come molti miei colleghi soffro di ansia da protagonismo, che dopo 12 anni di Striscia la Notizia all’ombra di Ezio Greggio ho voglia di riemergere e far parlare di me perché in questo momento sono talmente sconosciuto che, nel malaugurato caso di una mia dipartita, il Presidente della Repubblica potrebbe onorarmi deponendo una corona d’alloro sulla tomba del Comico Ignoto.

Poi mi sono accorto che l’infame aveva registrato tutto.

Passando sotto Crevari e più precisamente a Punta Nave, si può intravvedere il “Renzo Piano Building Workshop”, una costruzione quasi interamente in vetro creata dall’architetto genovese amico del mio capo, Antonio Ricci. Così, obbediente agli ordini del papà di Striscia, ho chiamato più volte Renzo, a gran voce. Senza alcun risultato. Non sono uscite neppure le sue guardie per sputarmi e questo è già qualcosa. Come spiegavo prima, Vesima è una meta molto ambita dai genovesi in estate, però credo valga la pena visitare questa zona anche nella stagione meno ambita. Una passeggiata da Voltri ad Arenzano passando per Vesima è un’idea a cui non dirò mai più no

Pure oggi, giornata uggiosa e triste, il profumo del mare mescolato a quello delle colline e i colori cangianti degli scogli inondati di spuma bianca, mi vestono di una nuova voglia di vivere e camminare che non ricordavo da tempo.

E a questo punto, vi do l’appuntamento alla prossima per continuare il viaggio insieme e … Basta COV19!