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Ararat la montagna sacra riapre al mondo e torna accessibile

Ararat - Arca
Un significato biblico

Il monte Ararat

Il monte Ararat è forse, insieme all’Everest e al K2, la montagna più conosciuta del globo. La nota vicenda biblica di Noè la pone infatti come punto d’approdo dell’Arca che permise la sopravvivenza, dopo il diluvio, sia dell’uomo che delle specie animali.

Sono state moltissime le ricerche per trovare conferme al racconto biblico. Ciò che forse più di tutti ha contribuito a mantenere viva la leggenda è il fatto che la zona di territorio sul quale si innalza il monte Ararat era, sino a poco tempo fa, inaccessibile a causa dello stato di guerriglia che imperversava nella zona tra esercito turco e milizie curde del PKK. Questo ha portato, nel 1984, al divieto di ascensione sul sito.

La montagna sacra inaccessibile

Ricordiamo che la montagna svetta a più di cinquemila metri d’altezza e l’ascensione richiede quindi una programmazione dettagliata ed altrettanta preparazione.

La complessità geopolitica di quei territori ad Est della Turchia, ai confini con l’Iran e l’Armenia, deriva da fattori politici. La popolazione, di etnia Curda da sempre considera sacro il monte Ararat. Ha subito il trattato di Kars stipulato nel 1921 tra Stalin e Mustafa Akemal, meglio conosciuto come Ataturk, il padre della patria.

Il trattato di Kars

Il trattato di Kars era una sorta di “compensazione” attraverso il quale Stalin elargiva il territorio ai turchi dopo che il Trattato di Berlino del 1878 aveva consentito, alle potenze occidentali vincitrici a seguito della guerra tra Russia e Turchia, di spartirsi i territori in europei di quest’ultima.

Tra il 2004 e il 2015, le autorità turche avevano aperto uno spiraglio pur essendo necessario uno speciale permesso militare e l’accompagnamento obbligatorio di guide turche. Successivamente, il sito è stato definitivamente proibito alimentando sempre più le leggende sull’Arca.

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L’Ararat ritorna accessibile

In questi giorni la chiusura del sito è stata però annullata. Questo, oltre a costituire un buon segno per la positiva soluzione di un conflitto che si trascina da decenni, apre anche interessanti prospettive per la gente locale.

Attraverso il turismo che deriverà dalle visite alla montagna, avrà fonti di guadagno in grado di alleviare la condizione di povertà tipica di quelle zone. Forse, proprio in forza del rinnovato, facilmente prevedibile  interesse turistico, archeologico, scientifico,  potremo avere ulteriori elementi per confermare o meno una leggenda vecchia quanto l’uomo.