Andando a letto tardi si rischiano infarto e ictus
Essere nottambuli aumenta il rischio di infarto e ictus, lo rivela un nuovo studio condotto da ricercatori di Boston, Massachusetts (USA)
Vivere di notte ha il suo fascino, ma anche i suoi rischi per la salute cardiovascolare. Secondo un ampio studio condotto da ricercatori del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School, i nottambuli incorrono in un rischio più elevato di infarto e ictus rispetto a chi ha ritmi più “tradizionali”.
Donne ancora più esposte

I ricercatori, il cui lavoro recentemente pubblicato sul Journal of the American Heart Association (JAHA, ha analizzato i dati di oltre 300.000 adulti di mezza età e anziani inclusi nella UK Biobank, uno dei più grandi database sanitari al mondo.
I partecipanti sono stati classificati in base alle loro preferenze sonno-veglia: circa l’8% si è definito nottambulo, ovvero più attivo fisicamente e mentalmente nel tardo pomeriggio o la sera e incline ad andare a dormire molto tardi la notte; circa un quarto si è invece dichiarato mattiniero, mentre il resto rientrava in una fascia intermedia.
Seguendo queste persone per un periodo di 14 anni, i ricercatori hanno scoperto che i nottambuli avevano un rischio del 16% più alto di andare incontro a un primo infarto o a un ictus rispetto alla media. Inoltre, tra le donne appartenenti alla categoria dei nottambuli si rileva una salute cardiovascolare complessivamente peggiore.
Perché essere nottambuli fa male al cuore
Alla base dell’aumento del rischio di ictus e infarto per chi ama fare le ore piccole sembra esserci la discrepanza tra il ritmo cicardiano(determinato dal nostro orologio biologico interno) e gli orari imposti dalla società. Il ritmo circadiano regola infatti non solo il sonno e la veglia, ma anche funzioni fondamentali come la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la produzione di ormoni dello stress e l’attività del metabolismo.
Quando una persona per natura nottambula è costretta a vivere secondo orari da mattiniero, ad esempio perché ha un lavoro che lo costringe ad alzarsi molto presto, può così risentirne la salute in generale e quella del cuore in particolare. Anche perché, secondo quanto riscontrato nello studio, proprio tra i nottambuli sono più frequenti stili di vita che aumentano già da soli il rischio cardiaco come per esempio il fumo, la mancanza di sonno regolare e un’alimentazione meno equilibrata (in questo senso altri studi hanno evidenziato che mangiare molto tardi favorisce una dieta meno sana).
Come rimediare?
Certo non si può modificare il proprio ritmo circadiano, ma si possono adottare alcune abitudini in vita che in qualche modo compensano gli effetti ai danni dell’organismo.
In particolare, il team di ricercatori avverte che essere nottambuli richiede una maggiore attenzione ai fattori di rischio cardiovascolare, suggerendo soprattutto di smettere di fumare e curare l’alimentazione.
Inoltre, bisogna cercare di avere una maggiore regolarità nel sonno rispetto al momento in cui si va a riposare e quello in cui ci si alza: un’attenzione ancora più importante se, come accade a molti nottambuli, si tende a dormire meno di 7 ore di fila.

Giornalista Redazione Napoli


