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Amazon 1,12 miliardi di multa e una piccola riflessione

Amazon - scritta Amazon
Amazon Go by ajay_suresh is licensed under CC BY 2.0

Eravamo rimasti alle multe di Atac a Roma. Niente a che vedere con quella subita da Amazon, ma questa è tutta un’altra storia. Entrambi i casi però hanno in comune che hanno dato adito a qualche riflessione. Si perché riflettere è un buon metodo per capire.

Amazon e la mega multa

1,12 miliardi di euro sono una bella cifra ed è la sanzione che l’AGCM ha irrogato ad Amazon per abuso di posizione dominante. 2 anni di istruttoria e 250 pagine di rapporto ben dettagliato per ricordare a noi comuni mortali che esiste ancora un mondo reale e fisico dove gli equilibri tra domanda e offerta hanno regole dettate dal mercato e non dal padrone di casa.

Riflessioni e dintorni

Eppure per loro (non c’è solo Amazon in questo contesto).

– Se vogliamo comprare le cose più belle del mondo ai prezzi più bassi e con il servizio migliore, dobbiamo frequentare un determinato sito web.

– Se vogliamo offrire i nostri prodotti al mercato più grande del mondo dobbiamo sottostare ad alcune semplici regole che sono sì di mercato, ma di un mercato creato a beneficio di pochi, non di tutti coloro che intendono frequentarlo.

Però se proprio volessimo essere onesti, quante volte ci è capitato di trovare nel negozio a pochi passi da casa gli stessi prodotti magari ad un prezzo inferiore?

Ma l’ansia da click ha prevalso in noi e sapete perché?

Il prezzo da pagare (!?)

Perché oltre alla consegna gratuita e al servizio garantito in poche ore e per pochi spiccioli all’anno, abbiamo la comodità di un’assistenza pressoché perfetta. Perché senza uscire da quel sito possiamo leggere libri a un prezzo irrisorio e magari vedere film, partite di calcio o ascoltare buona musica in una sorta di caldo e morbido abbraccio.

Una coccola che ha un prezzo da pagare e che qualcuno deve riconoscere all’intermediario che allo stesso tempo è il padrone di casa, perché quello non è un mercato libero. È un mercato privato, dove le regole possono cambiare da un momento all’altro e nessuno tra clienti e fornitori vuole restarne fuori. Anche se dovesse pagare un prezzo più alto.

Questo lo sapete?

Sia chiaro non ce l’ho con Amazon. Sono anche io un frequentatore di quell’ecosistema e lo trovo molto comodo, ma quanti di noi sanno che uno dei loro brevetti prevede la realizzazione di una soluzione per cui nel giro di pochi anni riceveremo direttamente a casa i prodotti di cui potremmo avere bisogno senza averli ordinati?

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Si proprio così. Dallo studio dei nostri comportamenti e delle nostre abitudini saranno (sono) in grado di capire i nostri desideri, anticiparli ed essere pressoché certi della nostra soddisfazione.

Quanti di noi sanno che a breve Amazon potrebbe inserire una nuova modalità di acquisto per cui ad un prezzo leggermente superiore a quello che pagheremmo normalmente, potremo tenere i prodotti senza doverli restituire in caso di nostra insoddisfazione? Si proprio così. Se credete che il servizio sia fatto nell’interesse dei consumatori o per un mondo sempre più green e attento ai risparmi, sappiate che uno dei costi più alti di Amazon è quello del mercato dei resi e poterlo ridurre significherebbe un aumento dei loro profitti.

Amazon è anche un operatore postale

Amazon - Bancomat
Amazon Go by ajay_suresh is licensed under CC BY 2.0

Quanti di voi sanno che Amazon da 3 anni è diventato operatore postale del mercato italiano? Quanti armadi (locker) ha disseminato nei pressi delle stazioni ferroviarie, dei supermercati e dei negozi di paese? Quanto è capillare il suo sistema di logistica diretto? (Quello che ha dato origine alla multa di questi giorni) Sapete quanto vale quel mercato in Italia? 80 miliardi. Volete sapere l’investimento di Amazon?624 euro. Non sbaglio. Due bollettini postali da 312 euro cadauno.

Impariamo a usare internet

Internet è un posto bellissimo, pieno d’insidie che dovremmo imparare a conoscere, è un luogo non fisico da cui e per fortuna non è possibile tornare indietro ed è per questo che dovremmo imparare ad usarlo e non a subirlo. E ‘stato pensato e sviluppato negli anni per essere un luogo di libertà e di massima diffusione. È nato per essere un universo e non un metaverso come qualcuno sta iniziando a volerci far credere.

Teniamo il cervello acceso e continuiamo a usarlo, ma con un minimo di cognizione di causa.

Il Dr. Davide Giribaldi CEO di Encyberisck

Davide Giribaldi: CEO e co-founder di Encyberisk S.r.l. una startup che si occupa di sicurezza delle informazioni. 52 anni una laurea in Scienze Economiche, un master in Intelligenza Artificiale ed etica delle nuove tecnologie ed un executive master in Enterprise Risk Management. Dal 1994 nel settore dell’information security. È specializzato in attività in contesti critici e si occupa di processi e contromisure in ambito business continuity e crisis management, per la tutela del patrimonio delle informazioni delle aziende da minacce e vulnerabilità. Si occupa di governance dei rischi e compliance normativa per alcuni enti e istituzioni. Nel tempo libero scrive di tecnologie esponenziali e cybersecurity, keynote speaker di eventi a carattere nazionale ed internazionale.