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Alex Zanardi il campione dell’impossibile ci lascia a 59 anni

Un maestro di vita oltre lo sport

Alex Zanardi il campione dell’impossibile (Roberto Serratore, CC BY-SA 4.0)

L’Italia e il mondo sportivo e non sportivo piange Alex Zanardi, dopo una vita straordinaria sulle piste e un’altra sicuramente ancora più eccezionale come uomo al di sopra di una disgrazia e di un dolore, che però lo ha sconfitto nel fisico, non certamente nella sua forte fibra mentale. Alex è stato maestro di vita e motivatore per tutti e siamo sicuri che anche oggi, in questo triste giorno, da lassù lui sia ancora una volta vincente e sorridente: ha sconfitto anche il male ed ora forse è davvero sereno. Alex Zanardi, leggenda delle quattro ruote e icona paralimpica, si è spento ieri sera, contornato nell’abbraccio d’amore della sua famiglia e idealmente di tutti i tifosi e di tutte le persone che lo hanno visto a distanza o che hanno potuto avere la fortuna di averlo potuto conoscere di persona o frequentare. L’annuncio è arrivato questa mattina dall’associazione Obiettivo3, da lui fondata, e ha provocato una enorme ondata di commozione tra ex piloti, atleti e istituzioni.

Dalla Formula 1 alla leggenda del paraciclismo

Alex Zanardi (Brunhild Media -CC BY-SA 3.0)

Bolognese del 1966, “Zan” era un vulcano di energia. Ex pilota di Formula 1 con Williams e Jordan, brillò soprattutto in CART-IndyCar, vincendo due titoli mondiali (1997-1998) e tre gare a Indianapolis. Ma la gara crudele fu quella condotta con il suo destino, che lo colpì duro, anche troppo duramente, il 15 settembre 2001 al Lausitzring. Da lì la sua vita cambiò completamente e irreversibilmente: fu privato di entrambe le gambe. Ma la forza interiore di Zanardi, diventata giorno dopo giorno leggenda e materia di insegnamento, era maggiore di quel infausto destino e non si arrese mai, reinventandosi come atleta nel paraciclismo su handbike. Anche in questo sport ebbe successo. Conquistò quattro ori e due argenti paralimpici a Londra 2012 e a Rio 2016.

L’ultima sfida e l’eredità di un guerriero

La sfida personale con il destino non ha mai avuto fine e lo ha replicato sfidandolo ancora il 19 giugno 2020 a Pienza, in Val d’Orcia: durante un raduno di Obiettivo3, la sua handbike si scontrò con un tir. Ne uscì per miracolo, perché lui era ostinato anche inconsciamente. Subì un trauma cranico molto grave e per mesi rimase in coma e poi in rianimazione a Siena, poi a Roma e in seguito a Padova. Anni di riservatezza da parte dei familiari, sporadiche notizie di miglioramento e purtroppo oggi, sei anni dopo di ulteriore battaglia, la notizia di Alex che non c’è più.

Lo scrivevamo sopra, Zanardi era un atleta e poi un motivatore: davvero forte, davvero speciale. Con Obiettivo3 ha cambiato vite di decine di disabili che si sono affidati al suo insegnamento. Autore di libri come “Alex svizzero” e conduttore TV, incarnava il motto “punta all’impossibile”. Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo ha ricordato: “Ha trasformato ogni prova in lezione di coraggio”. Tributi da F1, Ferrari e paralimpici: “Un guerriero eterno”. L’immagine dell’IndyCar in fiamme al Lausitzring simboleggia il punto di svolta: da lì, Zanardi risorse più forte. Noi ci uniamo al lutto e ringraziamo: “Grazie Alex, per averci insegnato a non mollare mai”. Siamo certi che l’eredità di Zanardi vivrà sempre in ogni gara Obiettivo3.

Pubblicato il: 2 Maggio 2026
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