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Affitti brevi. Fiaip critica le nuove regole Ue

Le preoccupazioni della Federazione per l’Affordable Housing Act e i possibili effetti sui proprietari

Regole Ue e timori del settore immobiliare

Affitti brevi - un problema ?
Affitti brevi. Un problema?

Il settore immobiliare italiano esprime profonda preoccupazione per la recente proposta dell’Affordable Housing Act, il regolamento presentato dalla Commissione europea per definire una cornice normativa comune nelle zone ad alta tensione abitativa. La critica della Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) è netta: «Limitare le locazioni brevi o restringere la facoltà di disporre dei propri beni non incrementerà automaticamente il numero di alloggi disponibili, finendo solo per comprimere i diritti dei proprietari» – spiega Fabio Becchi, presidente regionale di Fiaip.

Come evidenziato dai vertici nazionali e regionali della Federazione, la crisi dell’accesso alla casa è una priorità reale, ma va affrontata agendo sulle cause strutturali che disincentivano i privati dall’immettere immobili sul mercato residenziale. Penalizzare le seconde case o l’uso turistico non risolve il problema alla radice, bensì trasferisce sui singoli cittadini le carenze delle politiche abitative pubbliche.

Le criticità del regolamento europeo

L’analisi dei rappresentanti territoriali mette in luce come il regolamento europeo, pur non attribuendo poteri del tutto inediti, rischi di offrire copertura a restrizioni sempre più rigide a livello locale. I veri ostacoli che frenano le locazioni a lungo termine risiedono altrove: elevata pressione fiscale che grava sui rendimenti immobiliari; incertezza giuridica, legata ai tempi lunghi per il ripossesso dell’immobile in caso di morosità; rigidità contrattuale e garanzie spesso insufficienti per tutelare i locatori.

La proposta alternativa della Federazione

Per superare l’emergenza, la Federazione individua un percorso alternativo fondato sulla valorizzazione dell’offerta anziché sul divieto. «La ricetta proposta si articola su interventi precisi» – dice a questo proposito Fabio Becchi – «sostegno alla rigenerazione urbana per recuperare il patrimonio edilizio sfitto o degradato; semplificazione burocratica e urbanistica per velocizzare gli interventi sul territorio, quindi incentivi fiscali e tutele legali rafforzate per chi sceglie la locazione residenziale tradizionale. Solo attraverso l’attrazione di investimenti pubblici e privati e la tutela del diritto di proprietà sarà possibile garantire soluzioni abitative accessibili, sostenibili e durature per le famiglie».

Pubblicato il: 12 Settembre 2026
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