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A tutte le donne che si stanno incontrando…

A tutte le donne: Margherita

A tutte le donne. Si. Con tutti i loro pregi e difetti, con tutti i loro caratteri, sogni, parole, pensieri, azioni, amori. Con tutte le loro visioni e le loro differenze. Per “essere vita” anche in giorni come questi…

A tutte le donne come Niki

“a me dà più soddisfazione di fare qualcosa di bello per gli altri e per me che avere, avere… sempre di più, di più, di più…” Le parole di Niki de Saint Phalle, una delle più grandi scultrici del’900, ad aprire alcune riflessioni sulla festa dell’8 marzo.

Nella giornata internazionale della donna presentare l’arte di Niki de Saint Phalle, artista donna che ha fatto scuola negli anni ’70 ha un grande focus sul femminile. Un’epoca, quella in cui operò l’artista, molto calda per le sfide dei diritti delle donne: divorzio, aborto, riforma del diritto di famiglia, leggi sulla violenza contro le donne…

Pensare alla sua potente forza creatrice ci avvicina anche ad altri pensieri, forse in libertà… possiamo portare voce e sostegno alle storie delle donne ucraine e alle battaglie delle donne russe, alle vicende contemporanee.

Un passo indietro, uno avanti

Torniamo a Niki de Saint Phalle:

l’artista racconta attraverso le sue opere scultoree dai seni mastodontici e dalle dolci colorate forme la storia di donne-opere che aprono letteralmente se stesse al visitatore. È la sua ricerca interiore dell’essere femminile…  Di cosa sia stato per lei essere donna, artista e creatrice. Delle sue battaglie vinte attraverso i colori e la scultura.

Non sono sculture che esprimono passività, ma trionfanti, giganti ballerine, acrobate e guerriere.

Non c’è sofferenza, ma gioia creatrice: colori, collage, specchi… tutto pervade di allegria nelle opere in polyester. La gloria della donna vista e vissuta da una donna.

Si racconta infatti che abbia anche dormito più e più notti in una delle sue monumentali “Nane” per provare e sentire cosa sia la forza creatrice che in fondo ogni donna nel suo intimo possiede.

A tutte le donne e alla loro volontà creatrice

Nascita-rinascita, volontà creatrice: concetti con profonde verità contemporanee ancora dibattute e attuali. Un femminile potente come non mai.

Leggi anche:  Donne oggi. Tra giornata internazionale della donna e femminismo

Non a caso la sua arte e il suo spirito creativo hanno trovato spazi un po’ ovunque: a Nizza, a Stoccolma, a Ginevra e anche in provincia di Grosseto nel giardino dei tarocchi troneggiano le sue monumentali sculture coloratissime. La sua arte ancora oggi non tace, ma parla a gran voce.

A tutte le donne che si stanno incontrando…

A tutte le donne che si stanno incontrando, dialogano e non stanno abbassando la guardia: non solo per mantenere le conquiste fatte. E non solo per la realizzazione personale femminile che ha differenti esigenze sociali a seconda del contesto.

Oltre le convenzioni, al di là degli ostacoli cosa c’è oggi ancora da cambiare? Come possono le donne ergersi a paladine e ancora una volta insegnare e lottare insieme? Libertà di essere oggi fa pensare al tragico presente e viene subito in mente la rivista Jacobin che a gran voce e con grande coraggio ha pubblicato l’appello delle femministe russe contro l’occupazione e la guerra in Ucraina.

Guerra e valori tradizionali del patriarcato, ai quali nessuna donna con un pensiero critico può auto identificarsi. Donne, ritenute non abbastanza pericolose dal sistema omofobo di Putin e meno colpite dalla repressione, oggi sono il “qui e ora” della ribellione contro il militarismo e l’autoritarismo affianco alle donne ucraine. Se forse Putin inizia a vacillare, il pesante fardello di questa guerra ha molto a che fare col femminile tra Ucraina e Russia.

Madre e grembo

A tutte le donne: Opera di Nki

Madre e grembo. Entrare in questa dimensione è possibile solo attraverso quello che da sempre è ancestrale accoglimento… Ecco allora che ritorna anche l’idea di Niki de Saint Phalle.Già negli anni ‘60 con la gigantesca scultura chiamata Nana, 28 metri di lunghezza, 6 metri di altezza e 9 metri di larghezza sceglie di accogliere nel suo grembo i visitatori.

Entrare ed uscire dall’enorme organo femminile dell’opera è letteralmente un parto fecondo. Forse l’uscita da questo oscuro antro (presente) è ancora mistero e glorioso inno alla rinascita.

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